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Magistrati, abrogazione calcolo anzianità, retroattività, contrasto Cedu

Si profilano non manifestamente infondati, oltre che rilevanti, i dubbi relativi alla legittimità costituzionale dell’art. 50, comma 4, penultimo ed ultimo periodo, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nella parte in cui tale norma, esplicitando la portata retroattiva dell’abrogazione da essa contemplata, prevede che questa possa travolgere anche posizioni individuali già riconosciute mediante decisioni su ricorsi straordinari ormai divenute definitive, in sospetto conflitto con gli artt. 3, 97 e 117 della Costituzione.

Adunanza Plenaria n. 7 14 luglio 2015

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Droghe, no reati per sostanze in tabelle 2006-2014

Cassazione Penale Sezioni Unite n. 29316 9 luglio 2015

A seguito della dichiarazione d’incostituzionalità degli artt. 4-bis e 4-vicies- ter del decreto-legge n. 272 del 2005, come modificato dalla legge n. 49 del 2006, pronunciata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 32 del 2014, deve escludersi la rilevanza penale delle condotte che, poste in essere a partire dall’entrata in vigore di detta legge e fino all’entrata in vigore del decreto-legge n. 36 del 2014, abbiano avuto ad oggetto sostanze stupefacenti incluse nelle tabelle (altro…)

Principio della domanda: no a risarcimento ex officio anziché annullamento

Adunanza Plenaria n. 4 13 aprile 2015

Sulla base del principio della domanda che regola il processo amministrativo, il giudice amministrativo, ritenuta la fondatezza del ricorso, non può ex officio limitarsi a condannare l’amministrazione al risarcimento dei danni conseguenti agli atti illegittimi impugnati anziché procedere al loro annullamento, che abbia formato oggetto della domanda dell’istante ed in ordine al quale persista il suo interesse, ancorché la pronuncia possa recare gravi pregiudizi ai controinteressati, (altro…)

Risarcimento interessi legittimi, termine decadenziale non retroattivo

Il termine decadenziale di centoventi giorni previsto, per la domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi, dall’articolo 30, comma 3, del codice del processo amministrativo, non è applicabile ai fatti illeciti anteriori all’entrata in vigore del codice.

 Consiglio di Stato Adunanza Plenaria n. 6 6 luglio 2015

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Reati ambientali, piccole imprese: valida la delega di funzioni

Cassazione Penale sentenza n. 27862 2 luglio 2015

In materia ambientale, per attribuirsi rilevanza penale all’istituto della delega di funzioni, tra i requisiti di cui è necessaria la compresenza non è più richiesto che il trasferimento delle funzioni delegate debba essere giustificato in base alle dimensioni dell’impresa o, quantomeno, alle (altro…)

Appello oltre termine “lungo”: no concessione errore scusabile

Consiglio di Stato sentenza n. 3386 7 luglio 2015

Non sussistendo da tempo dubbi in ordine al fatto che l’appello avverso le sentenze che declinano la giurisdizione debba essere proposto nel termine breve di tre mesi e non di sei, mentre solo prima dell’adozione del decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 195 si era in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto, nel caso in cui l’appello viene notificato oltre il termine “lungo” dimezzato di tre mesi, decorrente dalla pubblicazione della sentenza, non si ravvisano gli estremi dell’errore scusabile ai sensi dell’art. 37 cod. proc. amm., ch’è (altro…)

Componenti collegio revisori ente locale e modifica albi professionali

Consiglio di Stato sentenza n. 3374 7 luglio 2015

Fino al 1° gennaio 2008 gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e gli iscritti nell’albo dei ragionieri hanno continuato a costituire categorie professionali distinte, nei cui confronti è rimasto in vigore, non potendosi ritenere implicitamente modificato, l’art. 234 del d.lgs. n. 267/2000 che riserva alle due categorie un posto nel collegio dei revisori dell’ente locale.

La statuizione dell’art. 78, comma 3 del d.lgs. n. 139/2005 non può essere interpretata nel senso di un’immediata soppressione della distinzione tra le due categorie professionali previste dalla legislazione vigente, perché questa conclusione non trova riscontro né nella statuizione dello stesso art. 78, comma 3, del lgs. n. 139 secondo cui: “Fino al 31 dicembre 2007, i richiami ai dottori commercialisti o esperti contabili contenuti nelle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto si intendono riferiti agli iscritti negli albi dei dottori commercialisti ed agli iscritti negli albi dei ragionieri e periti commerciali”, ma soprattutto è in palese contrasto con le normative in vigore (artt. 58, 59 e 61 del suddetto D.Lgs. n. 139 ) di univoco tenore in ordine alla (altro…)

Offerta anomala, costo lavoro: non basta violazione tabelle ministeriali

Consiglio di Stato sentenza n. 3329 3 luglio 2015

Un’offerta non può ritenersi anomala, ed essere esclusa da una gara, per il solo fatto che il costo del lavoro è stato calcolato secondo valori inferiori a quelli risultanti dalle tabelle ministeriali ex art. 86, comma 3 bis, Codice dei Contratti Pubblici, o dai contratti collettivi occorrendo, perché possa dubitarsi della sua congruità, che la discordanza sia (altro…)

Dipendente P.S. difensore in procedimento disciplinare, no indennità trasferta

Un dipendente della P.S., che funge da difensore di un collega in un procedimento disciplinare, non ha diritto al trattamento di missione (a carico dell’amministrazione) per le eventuali trasferte inerenti a quella attività. In nessun caso, infatti, i diritti del difensore designato (e correlativamente quelli dell’inquisito che lo ha designato) possono giungere sino al punto di mettere a carico dell’amministrazione, sotto il titolo di trattamento di missione, il costo della trasferta eventualmente necessaria.

Consiglio di Stato sentenza n. 3314 3 luglio 2015

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Esdebitazione ed estinzione debiti iva, compatibilità diritto UE

Demandato alla Corte di Giustizia il seguente quesito pregiudiziale:

L’articolo 4, paragrafo 3, TUE e gli articoli 2 e 22 della sesta direttiva 77/388, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari, devono essere interpretati nel senso che essi ostano all’applicazione, in materia di imposta sul valore aggiunto, di una disposizione nazionale che prevede l’estinzione dei debiti nascenti dall ‘IVA in favore dei soggetti ammessi alla procedura di esdebitazione disciplinata dagli artt.142 e 143 del R.D. n.267/1942.

 Ordinanza interlocutoria n. 13542 1 luglio 2015

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