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Aiuti comunitari all’agricoltura, giurisdizione risdizione

Aiuti comunitari agricoltura, giurisdizione

Aiuti comunitari agricoltura, giurisdizione: regole di riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo

Tar Lazio Sentenza non definitiva n. 4199 del 27 aprile 2020
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Proprio con riferimento agli aiuti comunitari all’agricoltura e benefici analoghi ed in relazione al profilo della giurisdizione, il giudice amministrativo ha affermato la necessità di distinguere tra la fase amministrativa della concessione del contributo e la fase successiva durante la quale le due parti debbono adempiere i rispettivi obblighi: nella prima fase la posizione giuridica dell’agricoltore è di interesse legittimo con conseguente devoluzione delle relative controversie al giudice amministrativo, mentre, dopo l’erogazione del beneficio, tale posizione ha la consistenza di diritto soggettivo e la giurisdizione in ordine ai pertinenti giudizi spetta al giudice ordinario (Cons. Stato n. 4192/15, …).
Tale orientamento è coerente con l’impostazione del giudice di legittimità secondo cui, in materia di contributi e sovvenzioni pubbliche, il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo deve essere attuato distinguendo la fase procedimentale di valutazione della domanda di concessione, nella quale la legge (salvo il caso in cui riconosca direttamente il contributo o la sovvenzione) attribuisce alla P.A. il potere di riconoscere il beneficio, previa valutazione discrezionale circa l’an, il quid ed il quomodo dell’erogazione, e riconosce al richiedente una posizione di interesse legittimo, da quella successiva alla concessione del contributo, in cui il privato è titolare di un diritto soggettivo perfetto, come tale tutelabile dinanzi al giudice ordinario, attenendo la controversia alla fase esecutiva del rapporto di sovvenzione e all’inadempimento degli obblighi previsti nel provvedimento di attribuzione (Cass. SS.UU. n. 8049/18).
Nella fattispecie l’atto impugnato inerisce alla fase di erogazione del contributo e, pertanto, alla stregua dell’orientamento giurisprudenziale ora richiamato, la posizione giuridica soggettiva azionata dal ricorrente ha natura di interesse legittimo con conseguente devoluzione della presente controversia alla giurisdizione del giudice amministrativo.

Pertanto, il Tribunale dichiara che la giurisdizione a conoscere della presente controversia spetta al giudice amministrativo.
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