Crea sito

Archiviazione nel procedimento amministrativo

Archiviazione nel procedimento amministrativo

Archiviazione nel procedimento amministrativo: natura dell’atto che conclude il procedimento

Tar Lazio sentenza n. 4335 28 aprile 2020
In via generale, con l’atto di archiviazione di un provvedimento limitativo della sfera giuridica del destinatario l’amministrazione compie un accertamento (negativo o positivo) sui presupposti legittimanti l’adozione del provvedimento.
Nel caso dell’archiviazione del procedimento di revoca l’amministrazione si limita a verificare che non sussistano le ragioni per procedere all’adozione del provvedimento finale oppure che tali ragioni pur presenti siano comunque venute meno, lasciando l’interessato nella posizione in cui si trovava prima dell’avvio del procedimento.
L’atto di archiviazione quindi non si risolve in un “giudicato procedimentale” idoneo ad attribuire all’interessato una posizione di vantaggio e quindi non rende quest’ultimo immune da un nuovo procedimento di revoca fondato su presupposti diversi da quelli precedentemente presi in considerazione oppure sugli stessi presupposti ma in concreto diversamente valutati.
Ne consegue che l’interessato che, in passato sia stato destinatario di un’archiviazione, non può riporre un affidamento ritenuto legittimo dall’ordinamento verso un’altra, eventuale, futura, archiviazione poiché non si trova di per sè, all’esito della conclusione del procedimento, in una posizione giuridica meritevole di protezione.

Come detto, ogni procedimento si fonda su circostanze che devono sussistere ed essere vagliate in concreto dall’amministrazione al momento dell’avviso del procedimento e della sua conclusione e il destinatario di un provvedimento di archiviazione non matura un affidamento legittimo in ordine ad una (nuova) archiviazione adottata pur in presenza di circostanze simili a quelle oggetto della precedente archiviazione.

Il procedimento amministrativo, compreso quello che conduce alla revoca di un precedente atto, è in genere autonomo ed indipendente rispetto ad altri procedimenti in quanto si fonda su specifici presupposti di legge che devono ricorrere all’inizio del procedimento e al momento di adozione dell’atto conclusivo. L’avvenuta archiviazione di un procedimento disposta in passato, sulla base di specifici presupposti oggetto di valutazione, non assume rilievo in relazione ad altri, eventuali, procedimenti in cui possono venire in considerazione, in ipotesi, anche presupposti simili a quelli presi in considerazione in precedenza.
Ciò in quanto l’amministrazione, nell’esercizio delle proprie funzioni, compie una valutazione in concreto di tutte le circostanze utili e pertinenti, sia in modo atomistico che nell’insieme delle stesse.
Può quindi accadere che circostanze simili a quelle che in passato avevano dato luogo ad un’archiviazione non siano idonee o non lo siano più, ove presenti, a giustificare una nuova archiviazione poiché la decisione dell’amministrazione dipende dalla peculiarità del caso concreto che viene di volta in volta in emersione.

La fattispecie esaminata:
…Con il terzo motivo espone la lesione del legittimo affidamento riposto nell’archiviazione del procedimento di revoca dal momento che all’amministrazione erano note una serie di circostanze di fatto che in passato avevano condotto ad archiviazioni analoghe; non sarebbe stata leale perché avrebbe avviato il procedimento nella consapevolezza della sussistenza di ragioni obiettive che non consentivano di raggiungere il limite minimo del fatturato; infine, avrebbe violato l’art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, poiché ha chiuso il procedimento di revoca prima della scadenza del termine previsto per ricevere le osservazioni difensive richieste all’interessato….