Art 17 dpr 380 2001, contributo di costruzione, natura paratributaria: non dovuto per costruzioni su area demaniale (concessione demaniale marittima) – Tar Calabria sentenza n. 1557 19 ottobre 2017

Art 17 dpr 380 2001, contributo di costruzione concessione demaniale marittima – Ai sensi dell’art. 17* del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, il contributo di costruzione non è dovuto su opere che sorgono in area demaniale, atteso che la quota di contributo commisurata al costo di costruzione integra una prestazione di natura paratributaria, determinata tenendo conto della produzione di ricchezza generata dallo sfruttamento del territorio, che non è ravvisabile nelle costruzioni su area demaniale, in quanto insuscettibili di commercializzazione e destinate a ricadere, alla cessazione del rapporto di concessione dell’area demaniale, in proprietà all’amministrazione concedente.

 

Le controversie che hanno ad oggetto la legittimità o meno del contributo relativo a concessione edilizia vertono sull’esistenza o sulla misura di una obbligazione direttamente stabilita dalla legge, sicché l’atto con cui l’amministrazione comunale provvede in merito alla determinazione del contributo concessorio non ha natura autoritativa e la posizione del soggetto nei cui confronti è richiesto il pagamento, è di diritto soggettivo e non di interesse legittimo.

Conseguentemente, la giurisdizione del giudice amministrativo in materia ha per oggetto sia le controversie inerenti all’an, sia quelle inerenti al quantum della pretesa contributiva

 

*Testo dell’ art 17 dpr 380 2001 (aggiornato):

Art. 17 (L)

Riduzione o esonero dal contributo di costruzione (legge 28 gennaio 1977, n. 10, articoli 7, comma 1; 9; decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, articoli 7 e 9, convertito in legge 25 marzo 1982, n. 94; legge 24 marzo 1989, n. 122, art. 11; legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 26, comma 1; legge n. 662 del 1996, art. 2, comma 60)

1. Nei casi di edilizia abitativa convenzionata, relativa anche ad edifici esistenti, il contributo afferente al permesso di costruire è ridotto alla sola quota degli oneri di urbanizzazione qualora il titolare del permesso si impegni, a mezzo di una convenzione con il comune, ad applicare prezzi di vendita e canoni di locazione determinati ai sensi della convenzione-tipo prevista dall’articolo 18.

2. Il contributo per la realizzazione della prima abitazione è pari a quanto stabilito per la corrispondente edilizia residenziale pubblica, purchè sussistano i requisiti indicati dalla normativa di settore.

3. Il contributo di costruzione non è dovuto:

a) per gli interventi da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell’imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi dell’articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153;

b) per gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento, in misura non superiore al 20%, di edifici unifamiliari;

c) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonchè per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici;

d) per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità;

e) per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela dell’assetto idrogeologico, artistico-storica e ambientale.

4. Per gli interventi da realizzare su immobili di proprietà dello Stato, nonchè per gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 6, comma 2, lettera a), qualora comportanti aumento del carico urbanistico, il contributo di costruzione è commisurato alla incidenza delle sole opere di urbanizzazione, purchè ne derivi un aumento della superficie calpestabile.

4-bis. Al fine di agevolare gli interventi di densificazione edilizia, per la ristrutturazione, il recupero e il riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione, il contributo di costruzione è ridotto in misura non inferiore al venti per cento rispetto a quello previsto per le nuove costruzioni nei casi non interessati da varianti urbanistiche, deroghe o cambi di destinazione d’uso comportanti maggior valore rispetto alla destinazione originaria. I comuni definiscono, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione, i criteri e le modalità applicative per l’applicazione della relativa riduzione.

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Tar Calabria sentenza n. 1557 19 ottobre 2017

[…]

per l’annullamento

dell’ingiunzione di pagamento n. 2 del 22.1.2015, relativa alla somma di € 2.082,20, a titolo di costi di costruzione e sanzioni e per l’accertamento all’esonero dal pagamento della detta somma.

[…]

FATTO

La ricorrente agisce per l’annullamento dell’ingiunzione di pagamento n. 2 del 22.1.2015, emessa dal Comune resistente, relativa alla somma di € 2.082,20, a titolo di costi di costruzione e sanzioni, nonché per l’accertamento del diritto all’esonero dal pagamento dei suddetti costi di costruzione, ai sensi dell’art. 17, comma 4, D.P.R. 380/2001 e per la conseguente condanna dell’amministrazione alla restituzione di quanto già versato a tale titolo.

Espone in fatto di essere titolare di una concessione demaniale marittima e di avere, nella qualità, richiesto ed ottenuto il rilascio di un permesso di costruire (n. 101/2010), per la realizzazione di uno stabilimento balneare.

Nel suddetto provvedimento, viene dato atto che l’odierna istante ha assolto agli obblighi sulla stessa gravanti ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 380/2001, avendo corrisposto € 145,80 a titolo di oneri di urbanizzazione e € 637,37 quale parte (30%) dei costi di costruzione. Per la restante parte dei costi di costruzione (pari ad € 1.487,20), la ricorrente ha presentato polizza fidejussoria n. 000059 con la Omissis – Agenzia di Catanzaro.

Non essendo intervenuto il pagamento della somma residua dovuta a titolo di costi di costruzione, né in via diretta, né tramite il fidejussore, la Omissis è stata quindi raggiunta dall’ordinanza di ingiunzione di pagamento impugnata.

A sostegno del ricorso, ella afferma che le opere realizzate, insistendo su demanio marittimo, non possono essere soggette a costi di costruzione, bensì soltanto ad oneri di urbanizzazione.

Si è costituito il Comune di Sellia, contestando quanto affermato nel ricorso ed eccependo in via preliminare l’inammissibilità dello stesso sotto un duplice profilo: in primo luogo, per la mancata notifica della domanda alla controinteressata compagnia assicurativa; in secondo luogo, per la mancata impugnazione del permesso di costruire n. 101/2010, unico atto lesivo per gli interessi della ricorrente, essendo l’ordinanza di ingiunzione di pagamento un mero atto applicativo.

All’udienza del 18 ottobre 2017, la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

La prima eccezione di inammissibilità non coglie nel segno, dal momento che la società di assicurazione che ha rilasciato la polizza fidejussoria a garanzia dell’adempimento del pagamento della residua parte dei costi di costruzione, assume nel presente giudizio le vesti di una cointeressata, piuttosto che di una controinteressata (avendo il medesimo interesse a non corrispondere quanto assertivamente non dovuto). Nessun onere di notifica, dunque, può essere imposto alla ricorrente nei confronti della Omissis.

Anche la seconda eccezione di inammissibilità è infondata.

Premesso che nessun rilievo può essere dato alla circostanza per cui la ricorrente ha in parte corrisposto delle somme a titolo di costo di costruzione, non potendo configurarsi in tale comportamento una sorta di acquiescenza alle pretese dell’amministrazione (cfr. T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, sent. n. 171/2013), deve rilevarsi come le controversie che hanno ad oggetto la legittimità o meno del contributo relativo a concessione edilizia vertono sull’esistenza o sulla misura di una obbligazione direttamente stabilita dalla legge, sicché l’atto con cui l’amministrazione comunale provvede in merito alla determinazione del contributo concessorio non ha natura autoritativa e la posizione del soggetto nei cui confronti è richiesto il pagamento, è di diritto soggettivo e non di interesse legittimo.

Conseguentemente, la giurisdizione del giudice amministrativo in materia ha per oggetto sia le controversie inerenti all’an, sia quelle inerenti al quantum della pretesa contributiva (cfr. T.A.R. Lombardia, Milano, sent. n. 389/2014).

Nel merito, il ricorso dev’essere accolto.

Ed invero, ha precisato la giurisprudenza più recente che, ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, il contributo di costruzione non è dovuto su opere che sorgono in area demaniale, atteso che la quota di contributo commisurata al costo di costruzione integra una prestazione di natura paratributaria, determinata tenendo conto della produzione di ricchezza generata dallo sfruttamento del territorio, che non è ravvisabile nelle costruzioni su area demaniale, in quanto insuscettibili di commercializzazione e destinate a ricadere, alla cessazione del rapporto di concessione dell’area demaniale, in proprietà all’amministrazione concedente (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, sent. n. 2144/2016 e T.A.R. Marche, sent. n. 862/2015).

Le spese del processo meritano di essere compensate, alla luce della novità della decisione rispetto all’epoca di proposizione del gravame.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’ingiunzione di pagamento 22.1.2015 n. 2.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017  […]

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