Art. 416-ter Codice penale (Scambio elettorale politico-mafioso) – l’articolo 416 CP Aggiornato al 2019

Art. 416-ter cp (Scambio elettorale politico-mafioso) * **

Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all’articolo 416-bis o mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis.

La stessa pena si applica a chi promette, direttamente o a mezzo di intermediari, di procurare voti nei casi di cui al primo comma.

Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell’accordo di cui al primo comma, è risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell’articolo 416-bis aumentata della metà.

In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

In vigore dall’11 giugno 2019

** Il D.Lgs. n. 159/2011, come modificato dalla L. n. 161 del 17 ottobre 2017, ha disposto (vedi art. 71, commi 1 e 3) che le pene stabilite per il delitto previsto dal presente articolo sono aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo ad una misura di prevenzione personale durante il periodo previsto di applicazione e sino a tre anni dal momento in cui ne è cessata l’esecuzione. Alla pena è aggiunta una misura di sicurezza detentiva.

Precedente Art. 4 DECRETO LEGISLATIVO 9 novembre 2007, n. 206 Aggiornato 2019 - Riconoscimento qualifiche professionali Successivo Chiamata nel ruolo di professore di seconda fascia dei ricercatori a tempo indeterminato (RTI) che abbiano conseguito l'abilitazione scientifica, Tar Calabria ordinanza n. 858/2019: non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 24 co. 6 L. n. 240/2010 nella parte in cui prevede che la procedura di valutazione dei ricercatori a tempo indeterminato «può» essere utilizzata anziché «è» utilizzata e nella parte in cui prevede il termine ultimo del 31 dicembre 2019