Bando di dottorato e requisito della residenza

Bando di dottorato e requisito della residenza

Bando di dottorato e requisito residenza, ricorso

Tar Sicilia sentenza n. 891 29 aprile 2020

La questione controversa è se il requisito della residenza, necessario ai fini dell’assegnazione della borsa di studio finanziata dall’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, debba sussistere al momento della partecipazione al bando di dottorato o quantomeno al momento della graduatoria di merito, come sostenuto dalla ricorrente, oppure se esso possa essere acquisito anche successivamente purché anteriormente all’approvazione definitiva del finanziamento regionale (-OMISSIS-), come invece sostenuto dall’Università resistente e dal controinteressato.
L’art. 5 dell’anzidetto avviso prevede che:
“i destinatari delle proposte progettuali sono i laureati, nati o residenti in Sicilia, utilmente classificati nella graduatoria di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca per l’anno accademico 2019/2020” (comma 1); ai sensi del comma 2 di tale articolo, tali “… destinatari devono: -) avere un’età non superiore a 35 anni al momento della domanda di partecipazione al concorso di dottorato; -) dichiarare il valore del reddito ISEE; -) dichiarare formalmente la propria disponibilità ad effettuare un soggiorno di studio e ricerca all’estero per il periodo previsto dal percorso di dottorato di ricerca…; -) dichiarare formalmente di non beneficiare, al momento della presentazione dell’istanza della borsa regionale di dottorato, di altre borse a qualsiasi titolo conferite…”.
Dalla lettura dell’avviso emerge chiaramente che il requisito della residenza doveva esistere al momento dell’approvazione della graduatoria di ammissione al corso di dottorato quando viene in evidenza l’utile classificazione del concorrente, atteso che i potenziali destinatari vengono individuati nei “laureati, nati o residenti in Sicilia, utilmente classificati nella graduatoria di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca”.
Nel caso di specie, la graduatoria di selezione concorsuale è stata approvata con -OMISSIS-, dimodoché è a quella data che occorre fare riferimento per il possesso del requisito in questione.
Ma il controinteressato non solo non era in possesso della residenza al momento in cui ha partecipato al bando del dottorato, ma non lo era neanche al momento dell’approvazione della graduatoria e della sua utile collocazione in essa.
La tesi sostenuta dall’Università, secondo cui il requisito della residenza rileva nel momento di assegnazione coincidente con quello della individuazione del destinatario, non solo si pone in contrasto con l’art.5 dell’avviso regionale, ma con la stessa ratio della disciplina in questione, mirante a destinare il finanziamento in parola ai cittadini nati o residenti in Sicilia.
Né tale soluzione si pone in contrasto con il riscontro della Regione ad un quesito formulato dall’Ateneo (di cui si dà atto nella nota contestata), in cui la Regione avrebbe chiarito che il requisito della residenza in Sicilia “deve essere accertato dall’Ateneo nel momento in cui viene individuato, tra i candidati idonei, il destinatario della borsa aggiuntiva”.
Invero, la circostanza che l’Ateneo debba accertare al momento dell’individuazione la sussistenza del requisito non significa che questo debba sussistere solo in tale momento e non anche al momento dell’approvazione della graduatoria, come sopra ritenuto in base alla lettera e alla ratio del bando.
10. – Conclusivamente il ricorso va accolto, con compensazione, tuttavia, delle spese di giudizio tra tutte le parti, in considerazione della peculiarità della fattispecie. […]

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