Cartella di pagamento e condono tombale ex art. 9 legge 289/2002

Il condono ex art. 9 bis L. 289/2002 richiede l’integrale versamento dell’importo e non della sola prima rata

La cartella emessa all’esito di controllo automatizzato non deve essere preceduta da comunicazione di irregolarità

 

Cassazione civile

sentenza n. 14303 13 luglio 2016

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Col primo motivo addotto a sostegno del ricorso il ricorrente deduce violazione o falsa applicazione dell’art. 331 cod. proc. civ. ai sensi dell’art. 360 n. 4 cod. proc. civ. richiamato dall’art. 62 comma 1 D. Lgs. 546/1992 per non avere il giudice d’appello ordinato l’integrazione del contraddittorio con il Concessionario ora Agente della riscossione, Omissis S.p.A. che aveva partecipato al giudizio di primo grado. L’Agenzia delle Entrate ha omesso di notificare a Omissis. L’appello e la Commissione Tributaria Regionale ha omesso di rilevare il litisconsorzio necessario. A fronte dell’eccepita inammissibilità dell’appello la Commissione tributaria regionale ha ritenuto che si fosse in presenza di cause scindibili, in ciò errando poiché l’impugnazione della cartella riguardava anche cause imputabili all’Agente della riscossione.

Il motivo di ricorso non è fondato atteso che il litisconsorzio, meramente facoltativo, avrebbe ritardato e non accelerato il giudizio.

7. Col secondo motivo di ricorso il ricorrente deduce violazione o falsa applicazione dell’art. 112 cod. proc. civ. ai sensi dell’art. 360 n. 4 cod. proc. civ. richiamato dall’art. 62 comma 1 D.Lgs. 546/1992 in quanto la Commissione tributaria regionale ha omesso di pronunciare sulla eccezione di decadenza del potere di iscrivere a ruolo le somme dovute a seguito di controlli automatici, nel termine di cui all’art. 2 D. Lgs. 462/1997.

Il motivo di ricorso è infondato e generico.

Da un lato non si precisa su quale specifica deduzione la Commissione Tributaria non avrebbe pronunziato, dall’altro la cartella è stata tempestivamente notificata (Cass. 15661/2014).

3. Col terzo motivo di ricorso il ricorrente deduce violazione o falsa applicazione dell’art. 112 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 360 n. 4 cod. proc. civ. richiamato dall’art. 62 comma 1 D.Lgs. 546/1992 in quanto la Commissione tributaria regionale ha omesso di pronunciare sulla eccezione sulla nullità della cartella di pagamento per violazione dell’art. 6 comma 5 legge n. 212/2000, non essendo stato il contribuente invitato a fornire gli opportuni chiarimenti.

Il motivo di ricorso è infondato.

La cartella emessa all’esito di controllo automatizzato non deve essere preceduta da comunicazione di irregolarità (Cass. 20431/2014).

4. Col quarto motivo di ricorso il ricorrente deduce violazione o falsa applicazione dell’art. 3 legge n. 241/1990 e dell’art. 7 comma 1 legge n. 212/2000, ai sensi dell’art. 360 n. 3 cod. proc. civ. richiamato dall’art. 62 comma 1 D. Lgs. 546/1992 in quanto la Commissione tributaria regionale ha ritenuto idonea la motivazione della cartella di pagamento, benché non vi fosse menzione del condono tombale di cui all’art. 9 legge 289/2002 e con riferimento al condono di cui all’art. 9 bis della stessa legge, si è limitata a menzionare l’art. 36 bis D.P.R. 600/1973 e 54 bis D.P.R. 633/1972. Gli importi indicati in cartella non derivano da mero controllo formale, ma anche da istruttoria espletata e sul punto vi è mero richiamo a condono non perfezionato.

Il motivo di ricorso è infondato.

La cartella è redatta secondo il modello ministeriale e contiene pertanto adeguata motivazione.

5. Con il quinto motivo di ricorso il ricorrente deducce violazione o falsa applicazione dell’art. 9 bis legge 289/2002, ai sensi dell’art. 360 n. 3 cod. proc. civ. richiamato dall’art. 62 comma 1 D. Lgs. 546/1992 in quanto la Commissione tributaria regionale ha ritenuto che l’omesso versamento di rate successive alla prima fosse causa ostativa al perfezionamento della suddetta definizione.

Il motivo di ricorso è infondato.

Il condono ex art. 9 bis L. 289/2002 richiede l’integrale versamento dell’importo e non della sola prima rata (Cass. 20431/2014).

6. Con il sesto motivo di ricorso deduce la nullità della sentenza per violazione dell’art. 91 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 360 n. 3 cod. proc. civ. richiamato dall’art. 62 comma 1 D. Lgs. 546/1992 in quanto la Commissione tributaria regionale ha liquidato l’importo delle spese di giudizio senza precisare onorari e spese, impedendo il controllo della correttezza della liquidazione.

Il motivo è generico.

Era onere del ricorrente per dolersi della quantificazione delle spese precisare il contenuto della nota spese e specificare il suo interesse.

7. Il ricorso deve pertanto essere rigettato.

8. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in C 2.200,00.

P. Q. M.

LA CORTE

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alla rifusione delle spese liquidate in C 2.200,00.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Quinta Civile, il 30 giugno 2016. […]

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