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Esdebitazione ed estinzione debiti iva, compatibilità diritto UE

Demandato alla Corte di Giustizia il seguente quesito pregiudiziale:

L’articolo 4, paragrafo 3, TUE e gli articoli 2 e 22 della sesta direttiva 77/388, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari, devono essere interpretati nel senso che essi ostano all’applicazione, in materia di imposta sul valore aggiunto, di una disposizione nazionale che prevede l’estinzione dei debiti nascenti dall ‘IVA in favore dei soggetti ammessi alla procedura di esdebitazione disciplinata dagli artt.142 e 143 del R.D. n.267/1942.

 Ordinanza interlocutoria n. 13542 1 luglio 2015

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Iva e compensi percepiti dopo dismissione partita iva

In tema di IVA, trasmessi gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione concernente l’assoggettabilità a tale tributo dei compensi per prestazioni professionali percepiti dopo la cessazione dell’attività e la dismissione della partita IVA.

Cassazione civile, VI sezione tributaria, Ordinanza interlocutoria n. 24432 17 novembre 2014

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Imposta sostitutiva, acquisto partecipazione societaria, rideterminazione valore

Cassazione civile, Sezione Tributaria, Sentenza n. 24057 del 12 novembre 2014

In tema d’imposta sostituiva ex art. 5 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, è ammissibile una nuova rideterminazione del valore di acquisto della partecipazione societaria in virtù di legge sopravvenuta.

Il rimborso dell’imposta già pagata in occasione della precedente valutazione (così come ora la compensazione, introdotta nel 2011 con previsione non retroattiva) spetta, nei limiti dell’importo dovuto a seguito del nuovo affrancamento, anche nell’ipotesi in cui, all’esito di cessioni parziali, la partecipazione sia di entità diversa, pur dovendo calcolarsi in (altro…)

Esecuzione forzata, natura e rimedi fermo di beni mobili ex art 86 dpr 602/1973

Rimessione al Primo Presidente della Corte, ai fini dell’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, della questione relativa alla natura del fermo dei beni mobili registrati previsto dall’art. 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, ed in particolare se esso sia configurabile come strumento di conservazione della garanzia del credito oppure come atto prodromico all’espropriazione forzata, o addirittura come atto esecutivo, e quindi se la relativa impugnazione introduca una causa ordinaria di accertamento, ovvero un giudizio di opposizione “preventiva” all’esecuzione o, nella terza ipotesi, di opposizione successiva.

Cassazione Civile Ordinanza interlocutoria n. 22240 del 20 ottobre 2014 (altro…)

Fermo amministrativo, beni mobili registrati, giurisdizione giudice tributario

La giurisdizione sulle controversie relative al fermo di beni mobili registrati, di cui all’art. 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, appartiene al giudice tributario, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2, comma 1, e 19, comma 1, lettera e-ter, del d.lgs. n. 546 del 1992, solo quando il provvedimento impugnato concerne la riscossione di tributi. (altro…)