Raggruppamenti di tipo verticale: condizioni di ammissibilità

La possibilità di dar vita a raggruppamenti di tipo verticale (o, più correttamente, di ammetterli ad una gara) sussiste solo laddove la stazione appaltante abbia preventivamente individuato negli atti di gara, con chiarezza, le prestazioni “principali” e quelle “secondarie”, essendo precluso al partecipante alla gara di procedere di propria iniziativa alla scomposizione del contenuto della prestazione, (altro…)

Diversità tra rapporto di subfornitura commerciale e sub-appalto d’opera o di servizi e dichiarazione non veritiera nel Documento di Gara Unico Europeo, Tar Lazio: la dichiarazione di non avvalersi di subappaltatori non può essere ritenuta perfettamente equipollente alla dichiarazione di non voler ricorrere alla subfornitura

Tar Lazio sentenza n. 1956 20 febbraio 2018

La dichiarazione di non voler ricorrere al subappalto, resa da un’impresa concorrente nel DGUE*, non può ritenersi preclusiva anche della facoltà di avvalersi di aziende esterne per l’acquisizione di prodotti parte della fornitura, da consegnare poi alla P.A. per l’esecuzione della prestazione oggetto dell’appalto.

Documento di Gara Unico Europeo (altro…)

Requisiti avvalimento nuovo codice appalti: Consiglio di Stato sentenza n. 907 13 febbraio 2018 in materia di avvalimento infragruppo

“In linea di diritto, si osserva che l’art. 89 d.lgs. n. 50/2016 non riproduce più, per il c.d. avvalimento infragruppo, le facilitazioni probatorie previste nell’art. 49, comma 2, lettera g), dell’abrogato d.lgs. n. 163/2006, che, in luogo del contratto di avvalimento, prevedeva la possibilità di presentare una dichiarazione sostitutiva attestante il legame giuridico ed economico esistente nel gruppo. (altro…)

Verifica regolarità fiscale negli appalti pubblici, Consiglio di Stato sentenza n. 856 12 febbraio 2018 su una esclusione ex art. 38, comma 1 lett. g) del d.lgs. n. 163 del 2006 per violazioni tributarie

I requisiti di partecipazione alle procedure relative ad appalti pubblici debbono essere posseduti non solo alla data di presentazione della domanda di partecipazione alla gara ma anche, successivamente, fino all’aggiudicazione definitiva ed alla stipulazione del contratto.

 

La definitività dell’accertamento tributario decorre non dalla notifica della cartella esattoriale – in sé, semplice atto con cui l’agente della riscossione chiede il pagamento di una somma di denaro per conto di un ente creditore, dopo aver informato il debitore che il detto ente ha provveduto all’iscrizione a ruolo di quanto indicato in un (altro…)

Durc impresa, procedure di affidamento, Consiglio di Stato sentenza n. 690 2 febbraio 2018 su accertamento violazioni in materia di contributi previdenziali ed assistenziali ex art 38 co. 1 lett i) dopo d.l. n. 69/2013: non consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale

Durc impresa, Consiglio di Stato sentenza n. 690 2 febbraio 2018:

In materia di definitività dell’accertamento delle violazioni in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, previsto dall’ art. 38, comma 1, lett. i) nel testo vigente*, anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 31, comma 8, del decreto legge n. 69 del 2013**, non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale, dovendo l’impresa deve essere in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell’offerta e conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione (altro…)

Giovane professionista ai sensi dell’art 253 DPR 207/2010, Consiglio di Stato sentenza n. 278 17 gennaio 2018: il quinquennio per il riconoscimento della qualifica decorre dal giorno di conseguimento dell’abilitazione

Consiglio di Stato sentenza n. 278 17 gennaio 2018:

Il quinquennio per riconoscere la qualifica di “giovane professionista” ai sensi dell’art. 253, comma 5, primo periodo, d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207* decorre dalla data di conseguimento dell’abilitazione e non dalla data di iscrizione all’albo professionale.  (altro…)

Offerte anomale, Consiglio di Stato sentenza n. 188 15 gennaio 2018 in materia di anomalia dell’offerta e sindacato del giudice amministrativo (vigente l’abrogato codice dei contratti)

Il giudizio sull’anomalia è un giudizio ampiamente discrezionale, espressione paradigmatica di discrezionalità tecnica, sindacabile solo in caso di manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza.

Il giudice amministrativo può sindacare le valutazioni della Pubblica amministrazione sotto i profili sopra descritti, ma non procedere ad una autonoma verifica della congruità dell’offerta e delle singole voci, che costituirebbe un’inammissibile invasione della sfera propria della Pubblica amministrazione e tale sindacato rimane limitato ai casi di macroscopiche illegittimità, quali errori di valutazione gravi ed evidenti oppure valutazioni abnormi o inficiate da errori di fatto.

Il procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta non ha carattere sanzionatorio e non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, ma è finalizzato ad accertare in concreto che l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile ed affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto. (altro…)

Danno da perdita di chance appalti pubblici, Consiglio di Stato sentenza non definitiva n. 118 11 gennaio 2018 in materia di risarcibilità per l’equivalente della chance di aggiudicazione in caso di affidamento senza gara ad altra impresa: rimessione all’Adunanza Plenaria

Danno da perdita di chance appalti pubblici, Consiglio di Stato sentenza non definitiva n. 118 11 gennaio 2018:

Sulla sottoposizione della domanda risarcitoria azionata alla regola della c.d. causalità alternativa ipotetica, in virtù della quale, laddove si dimostri che il danno lamentato si sarebbe comunque verificato per effetto di una sequenza causale diversa ed autonoma rispetto a quella concretamente verificatasi, lo stesso non sarebbe risarcibile per effetto di 

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Ricorso cumulativo, Consiglio di Stato sentenza n. 51 4 gennaio 2018: impugnazione di atti e provvedimenti adottati dalla stazione appaltante nel corso di un’unica procedura di aggiudicazione distinta in più lotti

Consiglio di Stato sentenza n. 51 4 gennaio 2018:

Il ricorso cumulativo – per tale intendendosi il ricorso con il quale sono proposte contestualmente più domande, anche di annullamento, ciascuna diretta nei confronti di un provvedimento – pur non essendo precluso in via astratta, riveste, nel processo amministrativo, carattere eccezionale.

La parte può adire il giudice amministrativo con ricorso cumulativo solo se ricorre una connessione oggettiva tra gli atti impugnati, intesa nel senso di connessione procedimentale o funzionale, ossia a condizione che i provvedimenti siano riferibili al medesimo procedimento amministrativo o, più in generale, iscrivibili all’interno della medesima azione amministrativa, che, dunque, è oggetto di contestazione nel suo complesso.

Atti e provvedimenti riferiti a lotti distinti, che siano stati adottati dalla medesima stazione appaltante nell’ambito di una stessa procedura d’appalto, possono essere impugnati con ricorso cumulativo se le contestazioni sono dirette nei confronti dei segmenti procedurali comuni (il bando, il disciplinare di gara, la composizione della commissione aggiudicatrice, e così via), riconoscendosi, in tal caso, la connessione procedimentale e funzionale prima descritta.

“Tale orientamento giurisprudenziale trova ora conforto nel dato normativo: l’art. 120, comma 11-bis, Cod. proc. amm. (inapplicabile ratione temporis all’odierno giudizio poiché inserita all’interno del codice dall’art. 204, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) prescrive: «Nel caso di presentazione di offerte per più lotti l’impugnazione si propone con ricorso cumulativo solo se vengono dedotti identici motivi di ricorso avverso lo stesso atto». (altro…)