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Reato prescritto e fondatezza interdittiva antimafia

Sentenza Consiglio di Stato n. 455 30 gennaio 2015

L’interdittiva prefettizia antimafia costituisce una misura preventiva volta a colpire l’azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.

Trattandosi di una misura a carattere preventivo, l’interdittiva prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti dei soggetti che, nell’esercizio di attività imprenditoriali, hanno rapporti con la pubblica amministrazione e si fonda sugli accertamenti compiuti dai diversi organi di polizia valutati, per la loro rilevanza, dal Prefetto territorialmente competente.

Tale valutazione costituisce espressione di ampia discrezionalità che (altro…)

Interdittiva antimafia e società familiare

Nel caso di cui all’art. 10, c. 2 e c.7, lett. c) del DPR 3 giugno 1998 n. 252 (tentativo d’infiltrazione mafiosa), il pericolo d’infiltrazione non implica indefettibilmente la presenza all’interno degli organi sociali di soggetti appartenenti alla struttura mafiosa, anzi si realizza di solito mercé pressioni ed ingerenze esterne, di talché pure il contesto territoriale di riferimento è elemento significativo in tal senso.

Consiglio di Stato sentenza n. 6133 12 dicembre 2014

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Informativa antimafia, legittimo recesso contratto Comune

Consiglio di Stato sentenza n. 5962 2 dicembre 2014

L’efficacia interdittiva proviene direttamente dalla valutazione del Prefetto, per cui alla Stazione appaltante non sono riconosciuti né il potere discrezionale né l’onere di verificare la portata e i presupposti dell’informativa, posto che il citato provvedimento deriva direttamente dall’atto prefettizio ed è vincolato al giudizio circa il pericolo di infiltrazione maturato dal Prefetto.

L’informativa interdittiva antimafia ex art. 4 D.Lgs. n. 490/1994, per la sua natura cautelare e preventiva, non richiede la prova di un fatto ma (altro…)

Informativa antimafia anche per fatti risalenti

Consiglio di Stato sentenza n. 5955 2 dicembre 2014

L’informativa antimafia, a suo tempo disciplinata dall’art. 10 del d.P.R. n. 252 del 1998 e dall’art. 4 del d.lgs. n. 490 del 1994, ha una funzione spiccatamente cautelare e, quindi, prescinde dal concreto accertamento di reati in sede penale, dovendosi basare sulla oggettiva rilevazione di fatti suscettibili di condizionare scelte ed indirizzi di imprese che hanno, o mirano ad avere, rapporti economici con pubbliche amministrazioni o con soggetti privati che ne svolgano le funzioni. In altri termini, il relativo provvedimento deve fondarsi su fattori di pericolo che si manifestino per evidenze oggettive. (altro…)