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Trasferimento e riconoscimento qualifica superiore “ora per allora”

Ciascuna Regione può legiferare – prima della riforma nel 2001 del Titolo V Costituzione, con potestà legislativa concorrente, ora con l’entrata in vigore del nuovo Titolo V con potestà legislativa primaria, ma senza peculiari modificazioni nella materia  –  sul proprio ordinamento amministrativo, ivi compresa la gestione dei ruoli del proprio personale, ma non può naturalmente interferire con la gestione dei ruoli del personale di altre Regioni, con una sorta di ultrattività nello spazio dei propri provvedimenti.

Consiglio di Stato sentenza n. 6102 11 dicembre 2014

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Pubblico impiego. Esercizio mansioni superiori

Consiglio di Stato sentenza n. 5982 4 dicembre 2014

Nel pubblico impiego, in assenza di una specifica norma che disponga diversamente, l’esercizio di mansioni superiori è irrilevante sotto il profilo sia giuridico che economico sino alla data del 22 novembre 1998, di entrata in vigore del d.lgs. 29 ottobre 1998 n. 387, il cui art. 15 ha espunto le parole “a differenze retributive o” dal testo dell’art. 56 del d.lgs. 3 febbraio 1993 n. 29, il quale a sua volta stabiliva che, sino all’attuazione della nuova disciplina degli ordinamenti professionali (altro…)

Mansioni, da assistente amministativo a collaboratore coordinatore

Consiglio di Stato sentenza n. 5737 21 novembre 2014

Nel comparto della sanità – in deroga al generale principio di irrilevanza ai fini giuridici ed economici dello svolgimento delle mansioni superiore – la retribuibilità delle stesse, ai sensi dell’art. 29 del d.P.R. n. 761 del 1979, può avere luogo in presenza della triplice e contestuale condizione inerente: all’esistenza in organico di un posto vacante cui ricondurre le mansioni di più elevato livello; alla previa adozione di un atto deliberativo di assegnazione delle mansioni superiori da parte dell’organo a ciò competente; all’espletamento delle suddette mansioni (altro…)

Pubblico impiego e assegnazione mansioni superiori

Consiglio di Stato sent. n. 5442 4 novembre 2014

[…] nel pubblico impiego le mansioni superiori sono irrilevanti sia ai fini economici, sia di progressione di carriera, quando non sia la legge a disporre altrimenti.

Ciò in quanto il rapporto di pubblico impiego, non è assimilabile al rapporto di diritto privato.

Giova soggiungere che in materia di pubblico impiego, anteriormente all’anno 1998, l’esercizio di fatto di mansioni superiori, anche quando effettivamente disimpegnate, non può supportare la pretesa del dipendente ad un trattamento economico diverso da quello corrispondente alla qualifica formalmente rivestita, salvo che tali effetti non derivino da apposita normativa. (altro…)