Le sentenze della CEDU non sono titoli esecutivi

Consiglio di Stato sentenza n. 2866 11 giugno 2015

È del tutto pacifico che le pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo non sono contemplate tra i titoli per l’esecuzione dei quali può essere proposta, ai sensi dell’art. 112 c.p.a., l’azione di ottemperanza e ciò non solo perché non può dedursi un ampliamento della nozione evincibile dalla lettera d) del comma 2 del suddetto articolo (in riferimento alle sentenze passate in giudicato e altri provvedimenti ad essi equiparati per i quali non sia previsto il rimedio dell’ottemperanza) solo per ragioni storiche e sistematiche, ma soprattutto perché gli strumenti di adeguamento a decisioni di giudici non nazionali trovano compiuta regolamentazione in altri settori dell’ordinamento (e in generale dalla legge 31 maggio 1995, n. 218 “Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato” che, all’art. 2, fa rinvio ai modi di applicazione delle diverse convenzioni internazionali).

In particolare, tanto per allontanare ogni residuo dubbio sul fatto che un giudizio di ottemperanza possa poi essere praticabile in ragione della natura meramente pecuniaria della condanna, va ricordato che anche le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea, decisioni caratterizzate da un effetto dai contenuti molto maggiori di quelle delle altre corti internazionali, diventano esecutive nel territorio nazionale a seguito dell’apposita procedura di cui al d.P.R. 2 dicembre 1960 n. 1824 “Apposizione della formula esecutiva sulle sentenze della Corte di giustizia unica per le Comunità europee e sulle decisioni degli organi (altro…)