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Come diventare fisioterapista senza laurea? Non si può! – Consiglio di Stato sentenza n. 219 16 gennaio 2018: il diploma di massaggiatore massofisioterapista conseguito nel precedente ordinamento delle professioni sanitarie, a seguito di corso di formazione regionale, non è equipollente al titolo di studio universitario cui è subordinata l’attività della fisioterapia

Come diventare fisioterapista senza laurea?Consiglio di Stato, sentenza n. 219 16 gennaio 2018, sull’equipollenza del diploma di massaggiatore massofisioterapista ottenuto a seguito di corso di formazione regionale:

“La scelta legislativa statale di riformare le professioni sanitarie, “elevando” le originarie funzioni di terapista della riabilitazione al rango di un’attività – la fisioterapia – subordinata ora al conseguimento di un titolo di studio universitario, impedisce di attribuire alle scuole professionali regionali l’attitudine al rilascio di diplomi di studio equipollenti, salvo soltanto quanto specificamente disposto dalla disciplina transitoria.

Nel caso dei massofisioterapisti, vale precisare che la l. n. 403 del 1971, istitutiva di tale professione sanitaria ausiliaria, non detta norme sul relativo percorso formativo, di talché – una volta trasferita alla Regioni la relativa competenza – lo stesso è stato disciplinato in modo difforme sul territorio nazionale.

In concreto, il titolo in questione risultava quindi rilasciato, a seconda dei casi, sulla base di corsi dalla durata indifferentemente triennale o biennale e con un monte ore di insegnamento teorico-pratico conseguentemente variabile.

Ai sensi dell’art. 7 del d. lgs. 7 dicembre 1993 n. 517, modificativo dell’art. 6, co. 3, del d. lgs. n. 502 del 1992, il quale disciplina la formazione del personale della riabilitazione, il Ministro della Sanità avrebbe dovuto individuare le figure professionali da formare ed i relativi profili, con conseguente soppressione, entro due anni dal 1 gennaio 1994, dei corsi di studio relativi alle figure professionali così individuate e previste dal precedente ordinamento, che non fossero stati già riordinati ai sensi dell’art. 9 della l. 19 novembre 1990 n. 341.

Non essendo però intervenuto un atto di individuazione della figura del massofisioterapista, come una di quelle da riordinare, né essendo intervenuti atti di riordinamento del relativo corso di formazione o di esplicita soppressione, quella professione (e relativa abilitazione) è in sostanza rimasta configurata nei termini del vecchio ordinamento, con conseguente conservazione dei relativi corsi di formazione.

La permanente validità dei corsi di formazione regionale, per il mancato riordino della figura professionale, non autorizza, tuttavia, (altro…)

Classificazione dei farmaci, Consiglio di Stato sentenza 6039 22 dicembre 2017: quella di cui all’art 8 della L. 24 dicembre 1993, n. 537 viene in rilievo ai soli fini della loro diretta rimborsabilità | Aggiudicazione procedura per la fornitura di farmaci basata su clausola di preferenza per farmaci H e A rispetto a quelli di fascia C: va annullata

Procedura per la fornitura di farmaci e classificazione dei farmaci, Consiglio di Stato sentenza 6039 22 dicembre 2017:

Non si rinviene alcuna reale ragione giuridica, logica, economica e funzionale per escludere l’acquisto e la fornitura di prodotti di fascia C nell’ambito del regime assistenziale.

“Si deve del tutto escludere che, in base alla disciplina normativa, possa ritenersi sussistente una preclusione legale all’acquisto in gara di farmaci di classe C da parte delle Centrali di Committenza.

Se è vero che vi sono diverse modalità di classificazione dei farmaci (per forma farmaceutica; per finalità terapeutiche o diagnostiche, ecc.), quella di cui all’art 8 della L. 24 dicembre 1993, n. 537, ha esclusivo rilievo ai soli fini della loro diretta rimborsabilità, come chiariscono i commi rispettivamente: (altro…)

Autorizzazione alla realizzazione di struttura sanitaria privata, Consiglio di Stato sentenza n. 5227 13 novembre 2017: il blocco all’ingresso di nuovi operatori sul mercato delle prestazioni sanitarie, motivato con la saturazione di questo, è controproducente per il miglioramento qualitativo e la riduzione dei prezzi dei servizi sanitari da parte dei privati operanti non in regime di convenzionamento con il S.S.N

Autorizzazione alla realizzazione di struttura sanitaria privata che non opera in regime di accreditamento con il S.S.N.: Consiglio di Stato sentenza n. 5227 13 novembre 2017

…In proposito non può che richiamarsi, poiché del tutto condiviso, quanto affermato dalla Sezione nella sentenza 50/2013, che ha chiarito come “L’ art. 8 ter del D.Lgs. n. 502 del 1992, pur ponendo il rilascio dell’autorizzazione di cui è controversia in “rapporto al fabbisogno complessivo e alla localizzazione delle strutture presenti in ambito regionale, anche al fine di meglio garantire l’accessibilità ai servizi e valorizzare le aree di insediamento prioritario di nuove (altro…)

Macchinario risonanza magnetica strutture sanitarie private, autorizzazione all’installazione, programmazione sanitaria regionale, mancata liberalizzazione attività sanitarie

Macchinario risonanza magnetica, autorizzazione installazione: Il D.P.R. 8 agosto 1994 n. 542, contenente il “Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento di autorizzazione all’uso diagnostico di apparecchiature a risonanza magnetica nucleare sul territorio nazionale”, all’art. 5, comma 2, relativo alle “Apparecchiature soggette ad autorizzazione regionale”, prevede che: “L’autorizzazione è data previa verifica della compatibilità dell’installazione rispetto alla programmazione sanitaria regionale o delle province autonome”. (altro…)

Piani di rientro sanità legge 296 06, irccs: termine di applicazione riduzione forfettaria importi delle prestazioni

Piani di rientro sanità legge 296 06, irccs: … La vicenda contenziosa concerne l’applicazione dal 1° gennaio 2010, da parte del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del settore sanitario, nella persona del Presidente della Regione Molise, della riduzione forfettaria prevista dall’articolo 1, comma 796, lettera o), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 – pari al 20% per le prestazioni di diagnostica di laboratorio ed al 2% per tutte le altre prestazioni (altro…)