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Il solo diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo

Consiglio di Stato Adunanza Plenaria sentenza n. 5 27 febbraio 2019

L’art. 26, comma 6, d.lgs. 13 aprile 2017, n. 62, e l’art. 4, decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, non hanno determinato la sopravvenuta carenza di interesse dei titolari di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002, ad ottenere l’inserimento nelle GAE, atteso che le GAE continuano a costituire canale di accesso per la copertura dei posti vacanti del personale docente ed educativo nelle scuole primarie e dell’infanzia.

2. Il giudicato amministrativo ha di regola effetti limitati alle parti del giudizio e non produce effetti a favore dei cointeressati che non abbiamo tempestivamente impugnato. I casi di giudicato con effetti ultra partes sono eccezionali e si giustificano in ragione dell’inscindibilità degli effetti dell’atto o dell’inscindibilità del vizio dedotto: in particolare, l’indivisibilità degli effetti del giudicato presuppone l’esistenza di un legame altrettanto inscindibile fra le posizione dei destinatari, in modo da rendere inconcepibile, logicamente, ancor prima che giuridicamente, che l’atto annullato possa continuare ad esistere per quei destinatari che non lo hanno impugnato. Per tali ragioni deve escludersi che l’indivisibilità possa operare con riferimento a effetti del giudicato diversi da quelli caducanti e, quindi, per gli effetti conformativi, ordinatori, additivi o di accertamento della fondatezza della pretesa azionata, che operano solo nei confronti delle parti del giudizio.

3. L’annullamento dei decreti ministeriali di aggiornamento delle GAE (in particolare del d.m. n. 235 del 2014), nella parte in cui non consentono ai diplomati magistrali l’inserimento in graduatoria, produce un effetto non propriamente caducante (stante l’assenza nel d.m. di alcuna previsione, suscettibile di essere caducata, diretta a disciplinare l’accesso in graduatoria da parte di chi non sia già inserito), ma, sostanzialmente, di accertamento della pretesa all’inserimento e, di conseguenza, determina un effetto additivo/conformativo: tale giudicato, pertanto, a prescindere dalla natura giuridica dei decreti ministeriali, non si estende a soggetti diversi dagli originari ricorrenti. (altro…)

PAS requisiti, Consiglio di Stato sentenza n. 21 2 gennaio 2018: il servizio di insegnamento prestato presso gli istituti legalmente riconosciuti va ricondotto nell’ambito del servizio svolto in una scuola paritaria ed è dunque da valutare ai fini dell’ammissione ai percorsi abilitanti speciali | Decreto ministeriale n. 58 del 25 luglio 2013 è un atto generale inscindibile il cui annullamento in sede giurisdizionale non può che avere, a sua volta, effetti inscindibili e, dunque, “erga omnes”

Consiglio di Stato sentenza n. 21 2 gennaio 2018 sui requisiti per l’ammissione ai PAS:

“L’art. 4, comma 1 ter, del d. m. n. 81 del 2013, nel modificare l’art. 15 del d. m. n. 249 del 2010, subordina l’ammissione ai PAS alla maturazione di almeno tre anni di servizio in scuole “statali o paritarie”.

Sotto questo specifico profilo, poiché gli istituti legalmente riconosciuti, in grado di rilasciare titoli di studio con valore legale, come la scuola statale, costituiscono o comunque possono rientrare in una tipologia di scuola paritaria, alla luce di quanto dispone la l. n. 62 del 2000 (cfr. anche la l. n. 124 del 1999); che nelle scuole paritarie sono confluiti anche istituti legalmente riconosciuti, ne segue, allo stato degli atti, la riconducibilità del servizio di insegnamento prestato presso gli istituti legalmente riconosciuti nell’ambito del servizio svolto in una scuola paritaria: dal che, la valutabilità dei servizi suddetti ai fini dell’ammissione ai PAS.” (altro…)

Inserimento graduatorie GAE, Consiglio di Stato sentenza n. 5281 15 novembre 2017 su art 1 comma 1 bis d. l. n. 97/2004: 1) NO preclusione reinserimento di chi è stato cancellato per mancata presentazione della domanda di permanenza in occasione di un aggiornamento precedente a quello per cui viene presentata domanda; 2) non è “nuovo inserimento” previsto dalla legge in casi eccezionali; 3) Si conserva il punteggio già posseduto al momento del depennamento

Inserimento graduatorie GAE, Consiglio di Stato sentenza n. 5281 15 novembre 2017 su art 1 comma 1 bis d. l. n. 97/2004:

“Non è corretto ritenere che dalla trasformazione delle graduatorie permanenti in GAE discenda la preclusione del reinserimento nelle stesse di coloro i quali, già iscritti in passato, ne erano stati cancellati per la mancata presentazione della domanda di permanenza in occasione di un aggiornamento precedente a quello per cui viene presentata istanza di reinserimento; così come non corretta appare la qualificazione della relativa istanza quale “nuovo inserimento” senza differenziare la posizione del re-inserito da (altro…)

LSU (lavoratori socialmente utili): definizione e normativa | riserva 30% (in specie personale ATA) e diritto all’assunzione

I LSU sono stati previsti per la prima volta nel nostro ordinamento dal d.l. 1 ottobre 1996 n.510, convertito con modificazioni dalla l. 28 novembre 1996 n.608; tale testo normativo è stato poi sostituito dal d. lgs. 1 dicembre 1997 n.468, di riordino dell’istituto, che contiene (altro…)

Convenzioni scuole paritarie

Sentenza Consiglio di Stato n. 5606 del 14 novembre 2014

– il comma 6 dell’art. 1-bis del decreto-legge n. 250 del 2005 (aggiunto dalla legge di conversione n. 27 del 2006) dispone come visto, in sintesi, che la stipula di nuove convenzioni con le scuole primarie paritarie è possibile soltanto alle condizioni e con le modalità previste con il regolamento previsto dall’art. 345 del d.lgs. n. 297 del 1994, che con tali convenzioni, nel rispetto dei criteri previsti dal detto regolamento, deve essere assicurato alle scuole già parificate un contributo non inferiore a quello corrisposto sulla base delle convenzioni di parifica in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione, e, contestualmente, che le convenzioni di parifica in corso si risolvono di diritto a seguito dell’entrata in vigore del regolamento;

– la possibilità di stipulare nuove convenzioni risulta perciò subordinata all’emanazione del nuovo regolamento, tanto che, per converso, ciò (altro…)