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Deroga al vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142, co. 2, lett. a) del d.lgs. n. 42 del 2004, Consiglio di Stato: vale solo a favore di quelle aree già indicate come zone territoriali omogenee A) e B) prima del 6 settembre 1985 (c.d. legge Galasso)

Cds sent. n. 332 del 19 gennaio 2018:

L’eccezione al vincolo ex lege  prevista dall’art. 142, co. 2, lett. a) del d.lgs n. 42 del 2004, secondo la quale il vincolo legale non si applica alle aree che, alla data del 6 settembre 1985, erano individuate negli strumenti urbanistici come zone territoriali omogenee A) e B), vale solo a favore di quelle aree già indicate come zone territoriali omogenee A) e B) prima del 6 settembre 1985 (c.d. legge Galasso), per tener conto dell’esistente, e sino a che (altro…)

Strumenti di pianificazione urbanistica per zona già urbanizzata: quando è necessario il piano attuativo? I chiarimenti del Consiglio di Stato

Consiglio di Stato sentenza n. 332 19 gennaio 2018 in materia di strumenti di pianificazione urbanistica per zona già urbanizzata:

In presenza di una zona già urbanizzata, va esclusa la necessità dello strumento attuativo solo nei casi nei quali la situazione di fatto, in presenza di una pressoché completa edificazione della zona, sia addirittura incompatibile con un piano attuativo (ad es. il lotto (altro…)

Norme tecniche di attuazione (NTA) non tempestivamente impugnate: per il Consiglio di Stato sono intangibili

Norme tecniche di attuazione ed impugnazione, Consiglio di Stato sentenza n. 332 19 gennaio 2018:

In tema di disposizioni dirette a regolamentare l’uso del territorio negli aspetti urbanistici ed edilizi, contenute nel piano regolatore, nei piani attuativi o in altro strumento generale individuato dalla normativa regionale, vanno distinte:

a) le prescrizioni che, in via immediata, stabiliscono le potenzialità edificatorie della porzione di territorio interessata (nel cui ambito rientrano le norme di c.d. zonizzazione, la destinazione di aree a soddisfare gli standard urbanistici, la localizzazione di opere pubbliche o di interesse collettivo);

b) le altre regole che, più in dettaglio, disciplinano l’esercizio dell’attività edificatoria, generalmente contenute nelle norme tecniche di attuazione del piano o nel regolamento edilizio (disposizioni sul calcolo delle distanze e delle altezze, sull’osservanza di canoni estetici, sull’assolvimento di oneri procedimentali e documentali, regole tecniche sull’attività costruttiva, ecc.).

Per le disposizioni appartenenti alla prima categoria s’impone, in relazione all’immediato effetto conformativo dello ius aedificandi dei proprietari dei suoli interessati che ne deriva, ove se ne intenda contestare il contenuto, un onere di immediata impugnativa in osservanza del termine decadenziale a partire dalla pubblicazione dello strumento pianificatorio.

Invece, le prescrizioni di dettaglio contenute nelle norme di natura regolamentare destinate a regolare la futura attività edilizia, che sono suscettibili di ripetuta applicazione ed esplicano effetto lesivo nel momento in cui è adottato l’atto applicativo, possono essere oggetto di censura in occasione della sua impugnazione.

Tale principio è applicabile anche in riferimento ai vicini – legittimati in presenza delle altre condizioni della vicinatas – che si assumano lesi per previsioni che riguardano la stessa zonizzazione dell’area impugnando i provvedimenti emanati sulla base delle NTA.

…[…]..La sentenza gravata è corretta nella parte in cui afferma l’intangibilità delle NTA, non tempestivamente impugnate…. (altro…)

Piano regolatore generale, motivazione scelte urbanistiche

Le scelte urbanistiche richiedono una motivazione più o meno puntuale a seconda che si tratti di previsioni interessanti la pianificazione in generale ovvero un’area determinata, ovvero qualora incidano su aree specifiche, ledendo legittime aspettative; così come mentre richiede una motivazione specifica una variante che interessi aree determinate del PRG., per le quali quest’ultimo prevedeva diversa destinazione (a maggior ragione in presenza di legittime aspettative dei privati), non altrettanto può dirsi allorchè la destinazione di un’area muta per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio (altro…)