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Repressione degli abusi edilizi e necessità della partecipazione procedimentale del privato destinatario del provvedimento adottato: Tar Campania su un’omissione della comunicazione di avvio del procedimento

Tar Campania sentenza n. 1352 2 marzo 2018

La questione

“si deduce la violazione dell’art. 7 della L. n. 241/1990, stante l’omessa comunicazione dell’avvio del procedimento.”

Il ragionamento dei giudici

“Al riguardo l’orientamento giurisprudenziale sulla tematica in argomento è pressoché costante, rilevandosi che:

<<Gli atti di repressione degli abusi edilizi hanno natura urgente e strettamente vincolata (essendo dovuti in assenza di titolo per l’avvenuta trasformazione del territorio), con la conseguenza che, ai fini della loro adozione, non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario e quindi non devono essere necessariamente (altro…)

Motivazione ordine di demolizione, Tar Campania sulla legittimità di un provvedimento demolitorio riguardante opere abusive che non ha indicato alcun interesse pubblico specifico posto a giustificazione della repressione degli abusi compiuti

Tar Campania sentenza n. 1352 2 marzo 2018

A rendere legittimo l’ordine di demolizione è sufficiente la enunciazione dei presupposti di fatto e di diritto rilevanti ai fini della individuazione della fattispecie di illecito e dell’applicazione della corrispondente misura sanzionatoria prevista dalla legge, mentre l’interesse pubblico ad adottare il provvedimento repressivo dell’abuso può ritenersi sussistente in re ipsa ed è da identificarsi senz’altro nella reintegrazione dell’ordine urbanistico violato.

 

L’ingiunzione di demolizione prescinde dalla conformità urbanistica del manufatto abusivo ed è giustificata dal mero difetto (o dalla (altro…)

Ordine di demolizione e successiva istanza di accertamento di conformità, conseguenze, Tar Campania sulla persistente validità ed efficacia dell’ordinanza

Tar Campania sentenza n. 1352 2 marzo 2018

La validità e l’efficacia dell’ordine di demolizione non risultano pregiudicate dalla successiva presentazione di un’istanza di accertamento di conformità, posto che nell’impianto normativo non è rinvenibile una previsione dalla quale possa desumersi un tale effetto.

Al riguardo, la presentazione della domanda di permesso in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 non influisce (altro…)

Presupposti dei provvedimenti repressivi degli abusi edilizi, Tar Campania sentenza n. 1205 23 febbraio 2018 su motivazione ordine di demolizione, legittimo affidamento del privato e silenzio-rigetto a seguito dell’istanza di accertamento di conformità (art. 36 DPR 380 2001) | Giurisprudenza dopo Plenaria n. 9/2017

Tar Campania sentenza n. 1205 23 febbraio 2018

In via preliminare

Con riguardo ad un organismo edilizio autonomamente utilizzabile siccome realizzato in assenza di titolo autorizzativo, in caso di ordine di demolizione ed anche di acquisizione al patrimonio dell’Ente, non è richiesta una specifica motivazione che dia conto della valutazione delle ragioni di interesse pubblico sottese alla determinazione assunta o della comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, in quanto il presupposto per l’adozione dell’ordine de quo è costituito esclusivamente dalla constatata esecuzione dell’opera in difformità dal titolo abilitativo o in sua assenza, con la conseguenza che il provvedimento, ove ricorrano i predetti requisiti, è sufficientemente motivato con la descrizione delle opere abusive e il richiamo alla loro accertata abusività.

Nemmeno è dovuta in siffatte ipotesi la comunicazione di avvio del procedimento, atteso che per gli atti repressivi degli abusi edilizi che hanno natura urgente e vincolata – proprio in considerazione dell’avvenuta realizzazione di una trasformazione del territorio senza alcun titolo abilitativo – non sono richiesti apporti partecipativi dei soggetti destinatari nemmeno quanto alla determinazione dell’area di sedime, che potrà sempre essere meglio specificata nella successiva fase dell’accertamento dell’inottemperanza. (altro…)

Presupposti della revoca della licenza di porto di fucile per uso caccia, Tar Campania sentenza n. 1211 23 febbraio 2018: giudizio prognostico sul possibile pericolo di abuso nell’uso delle armi non può basarsi su singolo episodio non accertato in fatto, ma deve fondarsi su una valutazione complessiva della personalità del ricorrente

Il ragionamento seguito ed i precedenti giurisprudenziali richiamati

“Secondo costante orientamento giurisprudenziale, dal quale questo Collegio non ravvisa valide ragioni per discostarsi:

a) “la pendenza di un procedimento penale, anche per fatti gravi, di per sé non può comportare l’automatico venir meno dell’affidabilità circa la detenzione delle armi – diversamente la norma avrebbe posto la circostanza come ostativa alla concessione o idonea alla revoca – sicché, ai fini della valutazione circa la pericolosità sociale del fatto che l’indagato possa continuare a detener armi presso la propria abitazione, la vicenda non potrà essere valutata come particolarmente significativa” (T.A.R. Emilia-Romagna, Bologna, sez. I, 9 luglio 2015 n. 664);

b) “in tema di divieto di detenzione e porto d’armi il potere discrezionale della Pubblica amministrazione va esercitato nel rispetto dei canoni tipici della discrezionalità amministrativa, sia sotto il profilo motivazionale che sotto quello della coerenza logica e ragionevolezza, dandosi conto in motivazione dell’adeguata istruttoria espletata al fine di evidenziare circostanze di fatto in ragione delle quali il soggetto sia ritenuto pericoloso o comunque capace di abusi; ne consegue che il pericolo di abuso delle armi non solo deve essere comprovato, ma richiede una adeguata valutazione non del singolo episodio ma anche della personalità del soggetto sospettato che possa giustificare un giudizio prognostico sulla sua sopravvenuta inaffidabilità” (T.A.R. Campania, Salerno, (altro…)

Ordinanze contingibili ed urgenti del sindaco e responsabilità nella causazione del pericolo, Tar Campania sentenza n. 1214 23 febbraio 2018 su presupposti, competenza e regole da seguire per l’adozione dell’ordinanza sindacale contingibile ed urgente

Tar Campania sentenza n. 1214 23 febbraio 2018:

Ai fini dell’adozione dell’ordinanza contingibile ed urgente non rileva l’eventuale imputabilità a terzi delle cause che abbiano generato la situazione di pericolo che il provvedimento è rivolto a rimuovere, dovendo assicurarsi l’immediata tutela del bene supremo della pubblica incolumità.

Dunque, l’adozione della misura prescinde dall’accertamento delle responsabilità della provocazione del pericolo, poiché l’ordinanza sindacale non ha natura sanzionatoria ma solo ripristinatoria, di tal (altro…)

Revoca finanziamenti pubblici, giurisdizione: Tar Campania sentenza n. 1048 16 febbraio 2018 sulla differenza tra controversie relative a vizi originari dell’atto di finanziamento (fase genetica) e quelle riguardanti atti paritetici della Pa relativi alla liquidazione ed erogazione del contributo pubblico o riguardanti la sopravvenuta carenza di presupposti, requisiti o anomalie del rapporto concessorio per inadempimento o sopraggiunta impossibilità di assumere gli impegni da parte del beneficiario (fase funzionale)

In materia di finanziamenti pubblici, la cognizione su controversie relative a vizi originari dell’atto di attribuzione del beneficio rientrano nell’ambito del sindacato di legittimità del giudice amministrativo, in merito all’esercizio dei poteri autoritativi e discrezionali di autotutela, in quanto incidenti su posizioni soggettive di interesse legittimo.

Rientrano invece nella giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti atti paritetici dell’amministrazione relativi alla liquidazione ed all’erogazione del contributo, ovvero una sopravvenuta carenza di presupposti, requisiti o anomalie funzionali del rapporto concessorio, connesse, queste ultime, ad un inadempimento o alla sopraggiunta impossibilità di assumere gli impegni da parte del beneficiario, legati alla fase funzionale e successivi a quella genetica della concessione del contributo, in (altro…)

Effetti della presentazione della domanda di accertamento di conformità: Tar Campania sentenza n. 1051 16 febbraio 2018

A differenza di quanto espressamente previsto per il condono edilizio (cfr. gli art. 38 e 44 della legge n. 47 del 1985), è indiscusso che l’intervenuta presentazione della domanda di accertamento di conformità non paralizza i poteri sanzionatori comunali, non determina alcuna inefficacia sopravvenuta o caducazione, o invalidità di sorta dell’ingiunzione di demolizione, ma provoca (altro…)

Permessi per ristrutturare casa internamente, Tar Campania sentenza n. 5866 12 dicembre 2017 con riguardo alla realizzazione di due muretti che hanno modificato l’area esterna al manufatto: si ritengono esenti dal regime del permesso di costruire solo le recinzioni che non configurino un’opera edilizia permanente, bensì manufatti di precaria installazione e di immediata asportazione

Permessi per ristrutturare casa internamente, Tar Campania sentenza n. 5866 12 dicembre 2017:

In area assoggettata a vincolo paesaggistico le opere che comportano l’incremento dei volumi e delle superfici esistenti devono ritenersi indice di una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio, con conseguente necessità di previa acquisizione del permesso di costruire e, comunque, dell’autorizzazione paesaggistica.

Ed invero la valutazione in ordine alla necessità della concessione edilizia per la realizzazione di opere va effettuata sulla scorta dei (altro…)