Componenti collegio revisori ente locale e modifica albi professionali

Consiglio di Stato sentenza n. 3374 7 luglio 2015

Fino al 1° gennaio 2008 gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e gli iscritti nell’albo dei ragionieri hanno continuato a costituire categorie professionali distinte, nei cui confronti è rimasto in vigore, non potendosi ritenere implicitamente modificato, l’art. 234 del d.lgs. n. 267/2000 che riserva alle due categorie un posto nel collegio dei revisori dell’ente locale.

La statuizione dell’art. 78, comma 3 del d.lgs. n. 139/2005 non può essere interpretata nel senso di un’immediata soppressione della distinzione tra le due categorie professionali previste dalla legislazione vigente, perché questa conclusione non trova riscontro né nella statuizione dello stesso art. 78, comma 3, del lgs. n. 139 secondo cui: “Fino al 31 dicembre 2007, i richiami ai dottori commercialisti o esperti contabili contenuti nelle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto si intendono riferiti agli iscritti negli albi dei dottori commercialisti ed agli iscritti negli albi dei ragionieri e periti commerciali”, ma soprattutto è in palese contrasto con le normative in vigore (artt. 58, 59 e 61 del suddetto D.Lgs. n. 139 ) di univoco tenore in ordine alla decorrenza della soppressione, posticipata al 1° gennaio 2008 e quindi della permanenza di due albi distinti fino alla suddetta data.

 

Consiglio di Stato sentenza n. 3374 7 luglio 2015

[…] FATTO e DIRITTO 1.- Il sig. Omissis, iscritto all’albo dei ragionieri, avendo presentato domanda per la nomina a componente del Collegio dei Revisori, impugnava avanti al T.A.R. Abruzzo – Sez. Staccata di Pescara la deliberazione del consiglio comunale di Chieti 12 maggio 2006, n. 223, di nomina del Collegio dei Revisori dei Conti, nella parte relativa alla nomina del dr. Omissis, deducendone l’illegittimità, in quanto il Collegio dei Revisori dei Conti era composto dal dr. Presidente e da due dottori commercialisti e non anche da un ragioniere. 2.- Il T.A.R. Abruzzo – Sez. Staccata di Pescara con sentenza n. 425/2006 respingeva l’impugnativa, ritenendo – ai sensi dell’art. 78 numero 3 del D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139 – immediatamente operativo la riunificazione dei due albi professionali. 3. – L’odierno appellante Omissis ha proposto appello, deducendo con un’articolata censura la violazione dell’art. 6 della L. 24 febbraio 2005 n. 34, degli artt. 61, 76 e 78 del D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139 e dell’art. 234 del D.Lgs. 28 n. 267/2000 (TUEL). 4.- Non si è costituita in giudizio l’intimata Amministrazione comunale di Chieti. 5. – All’udienza pubblica del 19 maggio 2015 la causa è stata trattenuta in decisione. 6.- Il ricorso è fondato. 6.1- Al riguardo si osserva che l’art. 234 del D.Lgs. 28 n. 267/2000 (TUEL), nel disciplinare la composizione del Collegio dei revisori dei Conti degli Enti locali, prevedeva tre componenti, di cui uno tra gli iscritti al registro dei revisori contabili con funzioni di Presidente, uno tra gli iscritti nell’

albo dei dottori commercialisti

ed il terzo tra gli iscritti nell’

albo dei ragionieri

. In attuazione della delega di cui all’art. 2 e 6 della L. 24 febbraio 2005, n. 34, il D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139, ha sancito la costituzione unitaria dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in cui confluivano gli iscritti in precedenza sia nell’albo dei dottori commercialisti che nell’albo e dei ragionieri e periti commerciali. L’art. 58 del suddetto D.Lgs. n. 139 ha previsto la soppressione degli ordini dei dottori commercialisti e dei collegi dei ragionieri e dei periti commerciali con decorrenza dal 1° gennaio 2008 e la loro sostituzione, dalla medesima data, dall’ordine territoriale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il successivo art. 59 ha previsto, con la stessa decorrenza del 1° gennaio 2008, anche la soppressione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e del Consiglio nazionale dei ragionieri e periti commerciali, sostituiti dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’art. 61, infine, prevede che i consigli locali dei neoistituiti Ordini provvedano, non oltre il 28 febbraio 2008, alla costituzione dell’Albo unico (comma 1), nella cui sezione A Commercialisti sono inseriti coloro che alla data del 31 dicembre 2007 sono iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti o in quello dei ragionieri e periti commerciali, rispettivamente con il titolo di “dottore commercialista” e di ragioniere commercialista” (comma 6). Dato che la suddetta normativa ha sancito l’unificazione degli ordini e degli albi con decorrenza dal 1° gennaio 2008, ne consegue che fino a tale data gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e gli iscritti nell’albo dei ragionieri hanno continuato a costituire categorie professionali distinte, nei cui confronti è rimasto in vigore, non potendosi ritenere implicitamente modificato, l’art. 234 del d.lgs. n. 267/2000 che riserva alle due categorie un posto nel collegio dei revisori dell’ente locale. Né la statuizione dell’art. 78, comma 3 del d.lgs. n. 139/2005 può essere interpretato -come ritenuto dal giudice di primo grado – nel senso di un’immediata soppressione della distinzione tra le due categorie professionali previste dalla legislazione vigente, perché questa conclusione non trova riscontro né nella statuizione dello stesso art. 78, comma 3, del lgs. n. 139 secondo cui: “Fino al 31 dicembre 2007, i richiami ai dottori commercialisti o esperti contabili contenuti nelle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto si intendono riferiti agli iscritti negli albi dei dottori commercialisti ed agli iscritti negli albi dei ragionieri e periti commerciali”, ma soprattutto è in palese contrasto con tutte le suindicate statuizioni normative di univoco tenore in ordine alla decorrenza della soppressione, posticipata al 1° gennaio 2008 e quindi della permanenza di due albi distinti fino alla suddetta data. (in senso conforme T.A.R. Umbria, n. 556/2006 e TAR Piemonte sent. N. 4649/2006). 7.- L’appello va pertanto accolto. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, accoglie l’appello e, per l’effetto, riforma la sentenza appellata. Condanna l’appellato Comune di Chieti a rifondere all’appellante sig. Omissis, le spese dei due gradi di giudizio, liquidate nella complessiva somma di € 6.000,00, (seimila), oltre accessori di legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 maggio 2015 […]

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