Concessione edilizia, dia, plurime opere, unica attività di trasformazione edilizia

In presenza di una pluralità di interventi abusivi l’amministrazione può qualificarli nel loro complesso per cui, in presenza di un abuso di notevoli dimensioni, composto da diverse opere, l’una funzionale all’altra, si è in realtà in presenza di un’unica attività di trasformazione edilizia od urbanistica per la quale è necessaria la concessione edilizia, senza possibilità di scomporre una parte per sostenerne l’assoggettabilità a d.i.a..

Sentenza Tar Emilia Romagna Bologna n. 1048 del 4 novembre 2014

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FATTO e DIRITTO

S. A. e D. P. impugnano l’ordinanza 13.12.13 del Comune di Omissis, recante ingiunzione a demolire opere abusive consistenti, in parte, in ampliamenti e diverse distribuzioni interne di edifici già oggetto di sanatoria n. 6192/2009, e in parte in opere già oggetto di dinieghi di condono in data 21.11.09 impugnati con ricorsi R.G. 896/10, 897/10 e 898/10, chiamati alla odierna pubblica udienza, tutte afferenti i locali del Circolo Omissis e complessivamente definite dal Comune come intervento di nuova costruzione senza titolo.

Resiste il Comune.

La legittimazione passiva del proprietario sig. S., contestata con il primo motivo in quanto dal 1988 tutti i locali sono detenuti in sublocazione dal circolo, si radica sul carattere permanente dell’illecito e sul carattere ripristinatorio della sanzione, a prescindere da colpa o dolo, per cui il proprietario subisce l’effetto traslativo dell’inottemperanza anche se non è committente degli abusi (salvo che dimostri positivamente la sua opposizione e dissociazione, mentre nella fattispecie egli ha proseguito nei rapporti contrattuali con gli altri soggetti coinvolti).

Quanto al sig. D., detentore dal 1988 in quanto gestore del circolo, non risulta che si sia adoperato per impedire l’attività edilizia non consentita ed ha titolo ad eseguire l’ordinanza, senza esporsi a responsabilità contrattuale verso il proprietario, proprio in quanto destinatario dell’ordine di ripristino (ed avendo già la disponibilità materiale dei locali)..

Considerato l’esito negativo dei ricorsi R.G. 896/10, 897/10 e 898/10, proposti avverso i presupposti dinieghi di condono (inclusa la determinazione degli oneri non pagati) e trattenuti in decisione alla odierna pubblica udienza, non sussiste la dedotta illegittimità derivata dagli stessi, lamentata con il secondo motivo.

La qualificazione del complesso degli interventi abusivi, quale intervento di nuova costruzione sprovvisto del permesso di costruire, viene contestata con il terzo ed ultimo motivo, ai fini della applicazione di un diverso regime sanzionatorio ad alcune delle opere abusive che, non possedendo tale caratteristica, sarebbero assentibili mediante semplice d.i.a.

A tal proposito, si osserva che è principio consolidato in giurisprudenza amministrativa che, in presenza di una pluralità di interventi abusivi, l’amministrazione possa qualificarli nel loro complesso per cui, in presenza di un abuso di notevoli dimensioni, composto da diverse opere, l’una funzionale all’altra (come nella specie), si è in realtà in presenza di un’unica attività di trasformazione edilizia od urbanistica per la quale è necessaria la concessione edilizia, senza possibilità di scomporre una parte per sostenerne l’assoggettabilità a d.i.a. (cfr. ex multis: T.A.R. Piemonte, sez. II, 3.2.2012 n. 143; T.A.R. Valle d’Aosta, sez. I, 15.12.2010 n. 75).

Anche la prospettazione di una difformità solo parziale dal permesso di costruire, non eliminabile senza pregiudizio della parte conforme, va disattesa, non risultando nella fattispecie essere stato rilasciato alcun permesso di costruire rispetto al quale sia valutabile l’entità degli scostamenti.

Conclusivamente, il ricorso è respinto.

Spese secondo soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna i ricorrenti alla rifusione delle spese, che liquida in € 3.000 (euro tremila) in favore del Comune di Omissis.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2014 […]

 

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