Concessione edilizia in sanatoria ex art. 13 L.47/85, reiterazione istanza: differenza con condono edilizio

In materia di concessione edilizia in sanatoria si è pronunciato il Tar Sicilia con sentenza n. 2299 5 ottobre 2016.

Il procedimento di conformità ex art. 13 L.47/85 (oggi ex art. 36 d.P.R. 380/01), a differenza dei procedimenti di condono edilizio, non risulta caratterizzato da alcuna preclusione e/o decadenza, ben potendo l’istanza di sanatoria essere reiterata laddove essa presenti un quid pluris rispetto alla precedente e non sia proposta a fini meramente dilatori, specie in ipotesi dove il rigetto della prima istanza sia stato determinato da ragioni esclusivamente procedurali (la mancanza di tutta la documentazione indispensabile) e non di merito, e dunque si sia connotato alla stregua di una sostanziale archiviazione.

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Tar Sicilia sentenza n. 2299 5 ottobre 2016

[…]

per l’annullamento

QUANTO AL RICORSO INTRODUTTIVO

a) del provvedimento prot. n. 750793 del 22/10/2012, con il quale è stata rigettata l’istanza, avanzata dalla ricorrente, tendente al rilascio di concessione edilizia in sanatoria di un immobile sito in Palermo, località Manche di Bellolampo, c.da Omissis;

b) ove occorra della nota prot. n. 93372 del 3/2/2012 erroneamente indicata dall’amministrazione come provvedimento n. 8 del 3/2/2012;

c) di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale.

QUANTO AL RICORSO PER MOTIVI AGGIUNTI

a) del provvedimento n. 283-119/63pr/326258 prot. /18-04/2013/ct/ds, con il quale è stata ingiunta la demolizione del predetto immobile;

b) del rapporto n. 10/a/870(2001) del 12/10/2012 trasmesso al settore edilizia privata dal corpo di polizia municipale, citato nel provvedimento impugnato sub a) e non conosciuto dalla ricorrente;

c) degli atti impugnati con il ricorso introduttivo del presente giudizio;

d) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.

[…]

FATTO e DIRITTO

1.1. Con atto notificato il 04/01/2013 e depositato in termini l’01/02/2013 la signora Omissis ha proposto ricorso giurisdizionale dinanzi a questo Tribunale avverso il provvedimento prot. n.750793 del 22/10/2012, con il quale il Comune di Palermo ha rigettato l’istanza, avanzata dalla stessa, tendente al rilascio della concessione edilizia in sanatoria di un immobile sito in Palermo, località Manche di Bellolampo, c.da Omissis.

Espone la ricorrente:

– che con nota prot.n.838371 del 29/11/2011 il Settore Urbanistica del Comune di Palermo ha comunicato il preavviso di rigetto di una prima istanza di sanatoria “in quanto priva di tutta la documentazione necessaria per potere avviare il procedimento tecnico amministrativo in questione;

– di non aver essa compreso, a causa dell’anziana età e dello stato di invalidità totale in cui versa (100%), il senso della comunicazione ricevuta;

– che pertanto il Comune con provvedimento dell’08/02/2012, rilevato che non era stata prodotta la documentazione indispensabile per l’istruttoria della pratica, ha rigettato l’istanza di sanatoria preannunziando l’adozione dei susseguenti provvedimenti sanzionatori;

– di avere allora ripresentato una nuova istanza di sanatoria il 09/04/2012 alla quale – premesso che il proprio precedente inadempimento era stato determinato dalla mancata comprensione della richiesta documentale formulata dal Comune a causa del proprio (e documentato) stato psico-fisico – ha allegato la documentazione ritenuta necessaria dal Comune per l’istruttoria della pratica;

– che tuttavia con provvedimento prot. n.750793 del 22/10/2012, notificato il 05/11/2012 il Comune le ha comunicato che non avrebbe dato luogo alla sopra detta istanza di sanatoria e ciò “in considerazione del fatto che lo stesso intervento edilizio è stato oggetto della precedente richiesta di concessione edilizia ex art.13 l.47/85 prot. n.736488 del 21/10/2011, rigettata con provvedimento n.8 del 03/02/2012 prot. n.93372 del 03/02/2012 debitamente motivato e di cui si conferma il contenuto”.

1.2. Si è costituito in giudizio il Comune di Palermo che ha depositato memoria e documenti.

1.3. Con atto notificato il 24/06/2013 e depositato il 24/07/2013 la ricorrente ha proposto ricorso per motivi aggiunti avverso il provvedimento n. 283-119/63pr/326258 prot. /18-04/2013/ct/ds, con il quale, nelle more della definizione del giudizio, il Comune le ha ingiunto la demolizione del predetto immobile.

1.4. Con ordinanza n.568/2013 questa Sezione ha accolto la domanda cautelare proposta dalla ricorrente, mentre con successiva ordinanza istruttoria n.3469/2014 sono stati chiesti al Comune documentati chiarimenti al Comune con riferimento alla domanda di condono edilizio a suo tempo presentata dalla ricorrente ai sensi dell’art. 32 della L. 326/2003, il cui diniego risulta impugnato con ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana ed è tuttora pendente.

1.5. Entrambe le parti hanno depositato memorie e documenti in vista dell’udienza pubblica del 30/06/2016 nella quale, dopo discussione delle parti, il ricorso è stato trattenuto in decisione.

2. Deve essere preliminarmente esaminato il ricorso introduttivo proposto avverso il provvedimento di diniego della reiterata istanza di sanatoria.

Il ricorso è affidato a due distinti motivi di censura – che possono esaminarsi congiuntamente – con i quali la ricorrente deduce la sussistenza di vizi procedimentali relativi alla di carenza di istruttoria, nonché il vizio di eccesso di potere sotto il profilo dell’ingiustizia manifesta e della motivazione insufficiente ed illogica.

2.1. Il provvedimento impugnato è supportato dalla seguente motivazione: “in considerazione del fatto che lo stesso intervento edilizio è stato oggetto della precedente richiesta di concessione edilizia ex art.13 l.47/85 prot. n.736488 del 21/10/2011, rigettata con provvedimento n.8 del 03/02/2012 prot. n.93372 del 03/02/2012 debitamente motivato e di cui si conferma il contenuto”.

Rileva il Collegio che in realtà siffatta motivazione risulta soltanto apparente in quanto la conferma per relationem della motivazione già posta a base del precedente provvedimento di diniego presuppone la sussistenza delle medesime ragioni ostative al suo accoglimento o alla sua procedibilità, ossia “la mancanza di tutta la documentazione indispensabile per l’istruttoria della pratica”; mentre con la seconda istanza di sanatoria la ricorrente afferma di aver prodotto la documentazione (o la maggior parte della documentazione) la cui radicale mancanza era stata la causa del primo provvedimento di rigetto; sicché il Comune aveva l’obbligo di valutare la domanda nel merito, chiedendo eventualmente alla ricorrente un’integrazione rispetto a quella documentazione che in tesi fosse ancora mancante; sicchè, pure sotto quest’ultimo profilo il provvedimento si manifesta illegittimo in quanto non preceduto dalla comunicazione di preavviso di rigetto.

Non vi è dubbio, infatti, che il procedimento di conformità ex art. 13 L.47/85 (oggi ex art.36 d.P.R. 380/01), a differenza dei procedimenti di condono edilizio, non risulta caratterizzato da alcuna preclusione e/o decadenza, ben potendo l’istanza di sanatoria essere reiterata laddove essa presenti un quid pluris rispetto alla precedente e non sia proposta a fini meramente dilatori, specie in ipotesi, quale quella in esame, dove il rigetto della prima istanza sia stato determinato da ragioni esclusivamente procedurali (la mancanza di tutta la documentazione indispensabile) e non di merito, e dunque si sia connotato alla stregua di una sostanziale archiviazione.

A nulla rileva – come argomentato dal Comune nelle proprie difese – che la ricorrente aveva presentato a corredo della domanda di sanatoria, soltanto un’attestazione di esenzione ticket rilasciata dalla A.S.L. 6 e l’attestazione di avvenuto deposito, presso l’Ufficio del Genio Civile, della richiesta del certificato di idoneità sismica; né che la nuova istanza era comunque meritevole di rigetto a cagione delle presenza di un vincolo e di una destinazione urbanistica incompatibili con l’opera realizzata; perché di tali motivazioni non vi è traccia né nel primo né – per quanto qui di interesse – nel secondo provvedimento di archiviazione impugnato, traducendosi i predetti rilievi in una motivazione postuma del provvedimento medesimo, come tale inammissibile.

Per tali ragioni il ricorso introduttivo è fondato e deve essere accolto, e per l’effetto deve essere annullato l’atto impugnato.

3. Con il ricorso per motivi aggiunti la ricorrente ha impugnato il provvedimento n. 283-119/63pr/326258 prot. /18-04/2013/ct/ds, con il quale è stata ingiunta la demolizione dell’immobile per il quale era stata avanzata la domanda di sanatoria. L’annullamento dell’atto presupposto comporta la caducazione dell’ordinanza di demolizione per invalidità derivata.

4. In considerazione delle ragioni di accoglimento sussistono giustificati motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, li accoglie nei sensi e nei limiti di cui in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 30 giugno 2016 […]

 

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