Concorsi, diploma di specializzazione non valutato

Consiglio di Stato sentenza n. 5626 17 novembre 2014

Nel caso di specie la Commissione di concorso non ha attribuito alcun punteggio al diploma di specializzazione di un candidato, nonostante il bando prevedesse la possibilità, qualora i candidati fossero in possesso di titoli ulteriori rispetto a quelli previsti per la partecipazione al concorso, di attribuire agli stessi un autonomo punteggio.

In primo grado, il Tar aveva ritenuto che la Commissione avesse ritenuto “non assorbente” l’ulteriore titolo rispetto a quello necessario ai fini della partecipazione.

Il Consiglio di Stato considera la decisione del primo giudice un’ “indebita ricostruzione effettuata ex post dell’iter logico ipoteticamente seguito dalla Commissione”

E’ possibile, specifica il Consiglio di Stato, che la Commissione non abbia compreso il diploma di specializzazione del candidato tra “quelli ulteriori rispetto a quelli previsti per la partecipazione al concorso”, ma in tal caso si sarebbe in presenza di un palese difetto di motivazione.

E’ possibile pure che la Commissione non abbia tenuto in considerazione il diploma di specializzazione ed in tal caso, secondo i giudici, si sarebbe in presenza, invece, di un “macroscopico difetto di istruttoria”.

Ma secondo il Consiglio di Stato “anche laddove la Commissione avesse in effetti implicitamente inteso considerare il titolo in questione non valutabile ai fini dell’attribuzione del punteggio, in quanto “non assorbente”, essa avrebbe comunque dovuto formalizzare detto criterio prima dell’attivazione della procedura selettiva e non certo successivamente, quando ormai erano noti i curricula dei singoli candidati.”

Perché “la predeterminazione dei criteri costituisce un principio generale posto a tutela dell’imparzialità dell’azione amministrativa, consentendo agli esaminati di verificare ex post la correttezza dell’iter logico seguito dalla Commissione per pervenire all’attribuzione dei punteggi”

 

Consiglio di Stato sentenza n. 5626 17 novembre 2014

 

[…]

DIRITTO

1. Con i primi sei motivi di appello, che possono trattarsi congiuntamente in ragione della loro sostanziale unicità logica, l’Ing. Omissis deduce l’erroneità della gravata sentenza, laddove ha ritenuto corretta la scelta della Commissione di non attribuire alcun punteggio al diploma di specializzazione dalla stessa posseduto.

Assume, al riguardo, che il primo giudice avrebbe omesso di rilevare che detta scelta non era supportata da alcuna motivazione né, tantomeno, da alcun criterio di specificazione delle previsioni del bando, individuato prima della valutazione dei titoli dei singoli candidati.

2 . La censura è fondata e merita accoglimento.

3. Ed invero, il bando di concorso prevede espressamente la possibilità, qualora i candidati siano in possesso di titoli ulteriori rispetto a quelli previsti per la partecipazione al concorso, di attribuire agli stessi un autonomo punteggio.

L’odierna appellante ha dichiarato, in sede di domanda di partecipazione al concorso, il possesso del titolo di Ingegnere (laurea che le permetteva la partecipazione al concorso) e del diploma di specializzazione in “Infrastrutture terminali di trasporto aereo, marittimo e terrestre”.

Sennonché, a fronte di tali titoli, la Commissione ha attribuito il punteggio relativo alla sola laurea, senza motivare in alcun modo la decisione di non attribuire un ulteriore punteggio al diploma di specializzazione.

Invero, non essendo neppure indicata nei verbali di gara e nei provvedimenti conseguenti la presenza del diploma, non è dato sapere se la Commissione abbia ritenuto ( e per quali ragioni) di non ricomprendere tale titolo tra “quelli ulteriori rispetto a quelli previsti per la partecipazione al concorso” o, addirittura, se non lo abbia neppure tenuto in considerazione.

Ed è di tutta evidenza come, in ogni caso, la decisione assunta dalla Commissione risulti illegittima: nel primo caso essendo palese il difetto di motivazione in ordine alla scelta di non attribuire specifico punteggio al diploma, nel secondo ravvisandosi un macroscopico difetto di istruttoria.

Di tali profili di illegittimità, specificamente dedotti nel ricorso di primo grado, il Tar non ha tenuto conto, argomentando la propria decisione sull’assunto per cui il diploma di specializzazione non sarebbe stato valutato in quanto “non assorbente” rispetto a quello necessario ai fini della partecipazione.

Non essendo però specificato in alcun modo negli atti di gara (e tanto meno nei verbali della Commissione) il motivo della mancata attribuzione del punteggio, le considerazioni svolte dal primo giudice si risolvono, a tutti gli effetti, in un’autonoma quanto indebita ricostruzione effettuata ex post dell’iter logico ipoteticamente seguito dalla Commissione.

A ciò aggiungasi, sotto il profilo sostanziale, che anche laddove la Commissione avesse in effetti implicitamente inteso considerare il titolo in questione non valutabile ai fini dell’attribuzione del punteggio, in quanto “non assorbente”, essa avrebbe comunque dovuto formalizzare detto criterio prima dell’attivazione della procedura selettiva e non certo successivamente, quando ormai erano noti i curricula dei singoli candidati.

La predeterminazione dei criteri, infatti, costituisce un principio generale posto a tutela dell’imparzialità dell’azione amministrativa, consentendo agli esaminati di verificare ex post la correttezza dell’iter logico seguito dalla Commissione per pervenire all’attribuzione dei punteggi (cfr. tra le tante: Cons. Stato, Sez. VI, 11 luglio 2013, n. 3747).

Pertanto, non essendo stato validamente formalizzato un criterio di tale genere, illegittimamente la Commissione ha attribuito il punteggio relativo alla sola laurea, senza motivare in alcun modo la decisione di non attribuire un punteggio aggiuntivo al diploma di specializzazione.

4 . Fermo quanto sopra, va inoltre rilevato come il diploma di specializzazione presentato dall’Ing. Omissis costituendo, per usare le parole dello stesso Tar, un titolo che implica “un maggior livello di approfondimento” delle materie affrontate nel percorso di studi per il conseguimento della laurea in ingegneria, non può non essere considerato utile ai fini dell’attribuzione di un punteggio ulteriore, secondo una valutazione che deve necessariamente parametrarsi, in ossequio ai principi di logicità e proporzionalità, all’elevato livello di specializzazione dello stesso.

5. Con il settimo motivo l’appellante deduce l’erroneità della sentenza, laddove non ha accolto la censura con cui si rilevava l’errata attribuzione, all’Arch. Omissis, di un punteggio pari a 0,425 per un periodo di lavoro dichiarato nella domanda di partecipazione come di semplice collaborazione.

6. La censura non può essere accolta.

7. Ed invero, la circostanza per cui l’indicazione dei periodi lavorativi ricompresi fra il 2000 ed il 2002 come semplice collaborazione costituisse, in realtà, un mero errore compilativo da parte del candidato risulta pacifica in atti, atteso che detti periodi sono viceversa supportati da regolari contratti.

Sotto il profilo sostanziale, quindi, l’attribuzione del punteggio per il predetto periodo di impiego (erroneamente indicato, ripetesi, come di semplice collaborazione, ma invero supportato da contratto) deve ritenersi corretta, rispondendo effettivamente ai fatti così come noti al Comune resistente in ragione della documentazione in suo possesso.

Non può, pertanto, affermarsi l’illegittimità della condotta dell’Amministrazione comunale di Manfredonia per avere autonomamente computato il periodo lavorativo di cui trattasi, essendo quest’ultima a conoscenza quale datore di lavoro dell’Arch. Omissis, della reale natura del relativo rapporto.

3. Conclusivamente l’appello va accolto, nei sensi e nei limiti di cui in motivazione.

4. Attesa la peculiarità della controversia, sussistono giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e nei limiti di cui in motivazione e per l’effetto, in riforma della gravata sentenza, accoglie il ricorso proposto in primo grado ed annulla gli atti tramite questo impugnati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1° luglio 2014  […]

Precedente Imposta sostitutiva, acquisto partecipazione societaria, rideterminazione valore Successivo Giudizio di ottemperanza, termini impugnazione, errore scusabile