Concorsi, esclusione di un candidato, graduatoria definitiva, integrità contraddittorio

Consiglio di Stato sentenza n. 5238 17 novembre 2015

In tema di esclusione di un candidato dalle procedure concorsuali, l’inconfigurabilità di controinteressati può essere utilmente sostenuta solo quando l’impugnazione venga proposta anteriormente all’adozione della graduatoria, mentre nell’ipotesi in cui l’impugnazione avvenga successivamente all’emanazione dell’atto conclusivo del procedimento il ricorso va notificato ad ogni controinteressato individuabile dal medesimo atto, a pena di inammissibilità.

Non può dirsi che la procedura selettiva sia ancora in itinere quando è già stata formata e pubblicata la graduatoria definitiva. Né milita in senso contrario il fatto che l’ammissione al corso di formazione, propedeutica all’assunzione, sia subordinata agli esiti degli accertamenti dell’idoneità psico-fisica ed attitudinale, i quali si pongono all’esterno della procedura stessa, in questo non diversamente dalla verifica dei documenti di rito da produrre in sede di assunzione a seguito di un ordinario concorso per l’ammissione all’impiego presso le pubbliche amministrazioni.

 

Consiglio di Stato sentenza n. 5238 17 novembre 2015

[…]

FATTO e DIRITTO

L’odierno appellante partecipava alla procedura selettiva, per titoli ed accertamento dell’idoneità motoria, per la copertura di posti, nei limiti stabiliti dall’art. 1 comma 519 della legge n. 296/2006, nella qualifica di vigile del fuoco del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, classificandosi al n. 1981 della graduatoria finale, comprendente 6080 candidati, approvata con decreto 28 aprile 2008 n. 1996 del Capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco.

Sottoposto all’accertamento dell’idoneità psico-fisica ed attitudinale, la commissione medica gli riscontrava le seguenti patologie: “Malattia cronica dei bronchi verosimilmente su base lavorativa in artigiano che riferisce attività lavorativa ultradecennale in ferramenta; broncopatia cronica ostruttiva, in assenza di lesioni polmonari a focolaio in fase attiva, accertata dalla radiografia standard del torace eseguita in data 10/11/08…Deficit ventilatorio di tipo ostruttivo all’esame della funzionalità respiratoria…Azione extrasistolica ventricolare talora atteggiata a quadrigeminismo, accertata all’esame clinico cardiologico e confermata dall’E.C.G. a riposo”.

Con decreto 25 novembre 2008 n.-OMISSIS-veniva perciò escluso dalla procedura selettiva in quanto “risultato non idoneo all’accertamento dell’idoneità psicofisica ed attitudinale”.

Tale provvedimento veniva impugnato innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, che, con la sentenza indicata in epigrafe, ha respinto il ricorso.

Con atto notificato il 5 dicembre 2014 e depositato il successivo 31 dicembre, l’originario ricorrente ha appellato detta pronuncia, deducendone l’illegittimità sotto più profili.

Il Ministero dell’interno si è costituito in giudizio ed ha svolto controdeduzioni con memoria in data 24 gennaio 2015.

Con Ordinanza n. 496/2015, pronunciata nella Camera di Consiglio del giorno 29 gennaio 2015, è stata respinta la domanda di sospensione dell’esecuzione della sentenza appellata.

La causa è stata chiamata e trattenuta in decisione alla udienza pubblica dell’8 ottobre 2015, alla quale il Presidente ha altresì segnalato ai difensori presenti, ex art. 73 c.p.a., la sussistenza di possibili profili di inammissibilità del ricorso di primo grado, per mancata notifica dello stesso ad almeno un controinteressato.

Il Collegio deve rilevare d’ufficio l’inammissibilità del ricorso di primo grado per non integrità del contraddittorio, non essendo stato lo stesso notificato ad alcun controinteressato.

Trattasi di vizio di procedura, che attiene ad un elemento essenziale per la regolare instaurazione del rapporto processuale e che può essere rilevato dal Giudice d’appello anche d’ufficio (Cons. St., III, 31 ottobre 2014, n. 5394).

Ciò premesso, In tema di esclusione di un candidato dalle procedure concorsuali, è pacifico principio da tempo affermato dalla giurisprudenza amministrativa quello secondo cui l’inconfigurabilità di controinteressati può essere utilmente sostenuta solo quando l’impugnazione venga proposta anteriormente all’adozione della graduatoria, mentre nell’ipotesi in cui l’impugnazione avvenga successivamente all’emanazione dell’atto conclusivo del procedimento il ricorso va notificato ad ogni controinteressato individuabile dal medesimo atto, a pena di inammissibilità ai sensi dell’art. 21, comma 1, della legge n. 1034/1971, applicabile ratione temporis alla fattispecie.

Nella fattispecie in esame non può dirsi che la procedura selettiva fosse ancora in itinere, essendo stata formata e pubblicata la graduatoria definitiva ( decreto 28 aprile 2008 n. 1996 del Capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco ).

Né milita in senso contrario il fatto che l’ammissione al corso di formazione, propedeutica all’assunzione, sia subordinata agli esiti degli accertamenti dell’idoneità psico-fisica ed attitudinale, i quali si pongono all’esterno della procedura stessa, in questo non diversamente dalla verifica dei documenti di rito da produrre in sede di assunzione a seguito di un ordinario concorso per l’ammissione all’impiego presso le pubbliche amministrazioni ( Cons. St., III, 10 marzo 2015, n. 1232 ).

Negativamente dirimente ai fini dell’ammissibilità del ricorso di primo grado è, pertanto, la mancata notifica dell’atto introduttivo del giudizio ad almeno un controinteressato, da individuarsi in uno dei concorrenti ( agevolmente individuabili sulla base del richiamo effettuato nell’impugnato provvedimento di esclusione al D.M. di approvazione della graduatoria della procedura selettiva in questione ) che seguono il ricorrente nella graduatoria stessa, i quali traggono dall’atto impugnato il diretto vantaggio della superiore posizione acquisita per effetto dell’esclusione contestata, utile ai fini dell’assunzione in ogni caso di utilizzo della graduatoria; vantaggio evidentemente suscettibile di elidersi per effetto della riammissione del ricorrente conseguente ad un eventuale accoglimento del ricorso.

In conclusione, il ricorso di primo grado va dichiarato inammissibile.

Quanto alle spese del doppio grado, la natura del diritto ( al lavoro ) in discussione consente di disporne la integrale compensazione tra le parti.

P.Q.M.

il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso indicato in epigrafe, in riforma della sentenza impugnata, dichiara inammissibile il ricorso di primo grado.

Spese doppio grado compensate.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute dell’appellante.

Così deciso in Roma, addì 8 ottobre 2015 […]

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