Concorsi, malfunzionamento tecnico sistema informatico per ricezione domanda, cancellazione involontaria

Tar Lazio sentenza n. 9201 5 agosto 2016

La domanda di partecipazione ad un concorso inoltrata per via telematica deve considerarsi un vero e proprio documento informatico e tali devono essere ritenute anche le eventuali domande di “cancellazione”, le cui informazioni devono essere debitamente protocollate e conservate (cfr. D.p.c.m 3 dicembre 2013 e 13 novembre 2014);

Anche con riferimento ai procedimenti telematizzati l’amministrazione – così come per quelli tradizionali, in forma cartacea – deve ritenersi onerata, ai sensi dell’art. 51 del d.lgs. n. 82/2005, di custodire “i documenti informatici (…) con modalità tali da ridurre al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o non consentito o non conforme alla finalità della raccolta”, e ciò senza neppure volere considerare le conseguenze di cui all’art.490 del Codice Penale (cd. “falso per distruzione”, laddove la lesione o messa in pericolo dell’interesse tutelato si realizza quando l’eliminazione di un documento, non riproducibile nella stessa forma, natura o condizione, fa venir meno la prova di un determinato accadimento o di una particolare situazione che il contenuto del documento stesso tendeva a rappresentare).

E’ manifestamente irragionevole, ingiusto ed irrazionale il sistema di presentazione delle domande di partecipazione ad un concorso che, a causa di meri malfunzionamenti tecnici, giunga ad esercitare impersonalmente attività amministrativa sostanziale, disponendo esclusioni de facto riconducibili a mere anomalie informatiche

In un’ottica conformativa del potere l’Amministrazione deve predisporre, unitamente a strumenti telematici di semplificazione dei flussi documentali in caso di procedure concorsuali di massa, altresì procedure amministrative parallele di tipo tradizionale ed attivabili in via di emergenza, in caso di non corretto funzionamento dei sistemi informatici predisposti per il fisiologico inoltro della domanda.

la “cancellazione” informatica di una domanda di partecipazione al concorso senza che a ciò corrisponda una precisa volontà in tal senso e senza che peraltro sia data traccia a Sistema dei relativi passaggi costituisce comportamento antigiuridico sulla base delle vigenti disposizioni normative in materia e non può, evidentemente, imputarsi all’aspirante candidato l’erronea progettazione del Sistema di gestione documentale dell’amministrazione, sviluppato senza tener conto dei principi del Codice dell’amministrazione digitale, del Codice in materia di trattamento dei dati personali oltre che della legge sul procedimento amministrativo.

 

Tar Lazio

sentenza n. 9201 5 agosto 2016

[…]

Ritenuto che il presente ricorso possa essere definito con decisione adottata ai sensi dell’art. 60 cpa, sussistendone i presupposti ;

considerato che il ricorso si appalesa fondato, in quanto:

– con Decreto del Direttore Generale per il Personale Scolastico n. 106 del 23 Febbraio 2016 del MIUR, pubblicato in GU 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 16 del 26-2-2016 è stato indetto “Concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola di primo e secondo grado”;

– l’ Articolo 3 (Requisiti di ammissione) del Bando ha statuito che: “Alla presente procedura concorsuale è ammesso a partecipare, ai sensi dell’ articolo 1, comma 110 della Legge, esclusivamente il candidato in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento, rispettivamente per i posti della scuola secondaria di primo grado e per la scuola secondaria di secondo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, ivi compresi i corrispettivi titoli di abilitazione conseguiti all’estero purché riconosciuti con apposito decreto del Ministero entro la medesima data di scadenza del termine per la presentazione della domanda. Ai sensi dell’articolo 1, comma 710, della Legge non può partecipare ai concorsi per titoli ed esami il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali”;

– L’ Articolo 4 (Domanda di partecipazione: termine e modalità di presentazione) ha previsto che “i candidati presentano la domanda di partecipazione alla procedura concorsuale, esclusivamente, attraverso istanza POLIS ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Le istanze presentate con modalità diverse, non sono in alcun caso prese in considerazione. I candidati hanno tempo 30 giorni per presentare l’istanza tramite POLIS a partire dalle ore 8,00 del 29 febbraio 2016 e fino alle ore 14.00 del 30 marzo 2016″; nonché di ogni sua parte comunque lesiva per i ricorrenti”;

– che parte ricorrente, argomentando di essere in possesso dei requisiti di partecipazione richiesti per le classi AAAA ed EEEE, documenta di aver proposto domanda di partecipazione nei termini previsti dal Bando in data 24 marzo 2016 ricevendo comunicazione di regolare inoltro e convalida da parte del sistema informativo del MIUR, peraltro ricevendo il codice di identificazione personale;

– che, tuttavia, in data 29 marzo 2016 alle ore 19.38 riceveva una comunicazione del MIUR con cui la domanda risultava inserita ma non ancora inoltrata e che il termine di scadenza era fissato al 30 marzo 2016”;

che, in data 30 marzo 2016 alle ore 11.52 (due ore prima della scadenza del termine di presentazione delle domande), il MIUR informava il ricorrente che “la domanda è stata cancellata” per effetto di modifiche apportate sulla precedente istanza;

– Ritenuto che, ad avviso del Collegio, la “cancellazione” informatica di una domanda di partecipazione al concorso senza che a ciò corrisponda una precisa volontà in tal senso e senza che peraltro sia data traccia a Sistema dei relativi passaggi costituisca comportamento antigiuridico sulla base delle vigenti disposizioni normative in materia e che, evidentemente, non possa imputarsi a parte ricorrente l’erronea progettazione del Sistema di gestione documentale dell’amministrazione, sviluppato senza tener conto dei principi del Codice dell’amministrazione digitale, del Codice in materia di trattamento dei dati personali oltre che della legge sul procedimento amministrativo, come dettagliatamente argomentato in recenti precedenti della Sezione (cfr. n. 8312/2016 del 20 luglio 2016), da intendersi integralmente richiamati e da cui il Collegio non ha motivo di discostarsi (oltre che dal Tar Puglia, Bari, n.896/2016);

Considerato, in conclusione, che il ricorso deve essere accolto, per l’effetto i provvedimenti in epigrafe vanno annullati con conseguente obbligo dell’amministrazione di predisporre prove suppletive al fine della partecipazione di parte ricorrente all’iter concorsuale in itinere.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento in epigrafe.

Condanna l’amministrazione resistente alle spese di lite, che liquida in euro 1.500,00 (millecinquecento/oo), oltre a contributo unificato, IVA e CPA come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 2 agosto 2016 […]

 

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