Concorso a cattedra, concorso scuola non abilitati senza colpa: si all’ammissione con riserva. Illegittima la piattaforma Polis istanze on line?

Concorso a cattedra, concorso scuola non abilitati senza colpa: questi ultimi possono partecipare. Requisiti per la legittimità della piattaforma Polis istanze on line.

Il principio del necessario possesso del titolo abilitativo per la partecipazione al concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado è mitigato nei casi in cui il mancato tempestivo conseguimento dell’abilitazione non sia imputabile all’insegnante interessato, con conseguente illegittimità – in tal caso – della clausola preclusiva contenuta nel bando.

Nel caso preso in esame dal giudice amministrativo la ricorrente si era iscritta al corso di abilitazione PAS – di durata annuale – nell’anno 2013 e, solo in conseguenza di obiettive difficoltà nella gestione ed organizzazione dei corsi per l’elevato numero di partecipanti, poteva accedere alla frequentazione nell’anno 2015, e ottenere l’abilitazione pochi mesi dopo la pubblicazione (7 marzo 2016) del bando impugnato.

 

…devono annullarsi, con effetti limitati alla ricorrente Omissis, le clausole del bando che…hanno precluso l’ammissione, con riserva, degli insegnanti non ancora in possesso, senza colpa, del titolo abilitativo, da ciò derivando anche l’annullamento, in parte qua, della determinazione dirigenziale n. 32 di data 19.4.2016, con cui l’interessata era stata esclusa dall’ammissione al concorso…

 

La rigidità di un sistema informatico predisposto per la presentazione delle domande di partecipazione ad un concorso, congegnato in maniera tale da determinare il blocco informatico delle istanze provenienti dai candidati ritenuti privi dei requisiti richiesti, previsto in termini tassativi dall’amministrazione, si pone in contrasto con i principi di ragionevolezza, proporzionalità e favor partecipationis che improntano l’azione amministrativa nella particolare materia concorsuale, anche se gestita con modalità telematica.

…devono annullarsi, con effetti limitati alla ricorrente Omissis, le clausole del bando che…hanno imposto la presentazione della domanda di partecipazione esclusivamente mediante la piattaforma telematica Polis (art. 5, co. 4)…

 

Le istanze da produrre agli organi della pubblica amministrazione ex art. 38, co. 3, d.P.R. n. 445/2000 sono sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore; la mancata allegazione all’istanza della copia di un documento di identità del sottoscrittore rende l’atto inidoneo a spiegare gli effetti previsti dalla corrispondente fattispecie normativa, in quanto nullo per difetto di una forma essenziale stabilita dalla legge.

Difatti l’allegazione di un valido documento di identità, lungi dal costituire un vuoto formalismo, costituisce piuttosto un fondamentale onere del sottoscrittore, configurandosi come l’elemento della fattispecie normativa teleologicamente diretto a comprovare non tanto le generalità del dichiarante, ma ancor prima l’imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica, da ciò ulteriormente conseguendo che l’omessa allegazione del documento di identità non integra una mera irregolarità suscettibile di correzione per errore materiale.

…Sul punto in questione non può dunque giovare all’interessato la circostanza che il bando prevedesse solo la possibilità di presentare la domanda on-line e non contenesse apposite istruzioni per la presentazione della stessa su formato cartaceo, atteso da un lato che il predetto obbligo di allegazione deriva direttamente dalla sopra citata disposizione normativa e, dall’altro, che nulla impediva all’interessato di allegare alla domanda cartacea la copia del proprio documento di identità: ne consegue l’infondatezza della censura (eccesso di potere per illogicità della motivazione e manifesta ingiustizia) formulata sul punto dall’interessato, con i medesimi effetti, sopra rammentati, derivanti dall’applicazione dei principi affermati in materia di atti plurimotivati….

 

Nel giudizio proposto avverso il provvedimento di esclusione da una procedura concorsuale, prima della formazione della graduatoria non sono configurabili controinteressati in senso tecnico, sia perché non sussiste un interesse protetto e attuale in capo agli altri concorrenti che potrebbe essere leso dall’eventuale accoglimento del ricorso stesso, sia perché l’interesse degli altri partecipanti non emerge direttamente dal provvedimento impugnato.

Vedi anche:

Insegnanti, diplomati entro a.s. 2001/2002 vanno inseriti nelle graduatorie ad esaurimento

Docenti AFAM, inserimento graduatorie, requisiti: non vale insegnamento in corsi preaccademici

Tar Lazio sentenza n. 11527 8 ottobre 2015

Concorso scuola infanzia, diplomati magistrali

Concorsi dirigente scolastico, contenzioso pendente: legge-provvedimento 107-2015 non è incostituzionale

Piano straordinario assunzioni scuola anno scolastico 2015/2016

Posto fisso, assunzione da graduatorie ad esaurimento: escluse quelle con solo docenti inseriti con riserva

Graduatoria ad esaurimento docenti, diritto al reinserimento

Graduatorie personale ATA

Come diventare insegnante di sostegno e D.M. 706 2013

Controversie inserimento graduatorie permanenti docenti scuola materna, elementare e secondaria: se ne occupa il giudice amministrativo

Docenti scuola materna, regolamenti modalità di accesso graduatorie permanenti, atti di macro-organizzazione: giurisdizione GA

Concorso scuola infanzia, diplomati magistrali

Altre TRGA Trento:

Finanza di progetto nuovo Codice appalti, revoca in autotutela: discrezionalità dell’ente pubblico

Diritto di sopraelevazione condominio: al proprietario dell’ultimo piano non serve l’assenso degli altri condomini

Avvalimento appalti pubblici

 

TRGA Trento sentenza n. 52 16 febbraio 2017

[…]

per l’annullamento, previa adozione di misure cautelari monocratiche e collegiali

quanto al ricorso principale:

– del bando di concorso allegato alla deliberazione della Giunta provinciale di Trento n. 269/2016, avente ad oggetto l’indizione del concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, pubblicato sul numero straordinario al B.U. n. 10/IV del 7.3.2016, nella parte in cui prevede che:

a) “ (art. 4 Requisiti) al concorso sono ammessi a partecipare i candidati in possesso di abilitazione all’insegnamento per ciascuna classe di concorso cui si intenda partecipare e i requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande”;

b) “ (art. 5, comma 7, lett. I) il candidato deve dichiarare il titolo di abilitazione posseduto o altro titolo di ammissione ai sensi dell’art. 4, con l’esatta indicazione dell’istituzione che l’ha rilasciato, dell’anno accademico in cui è stato conseguito, del voto riportato, e non consente quindi ai candidati che stanno ancora frequentando i percorsi abilitativi speciali (PAS), presso gli Atenei e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), di presentare la domanda di partecipazione al concorso con riserva di successiva esibizione del titolo di abilitazione, allorché la mancata tempestiva conclusione di alcuni dei predetti percorsi abilitanti è da imputare alla illegittima e colposa condotta delle amministrazioni convenute”;

c) “ (art. 5, comma 4) i candidati presentano la domanda di partecipazione alla procedura concorsuale, esclusivamente, attraverso istanza on line, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le domande presentate con modalità diverse da quella telematica non sono prese in considerazione, e non consente quindi la presentazione della domanda di ammissione in modalità cartacee, con raccomandata AR e con il pagamento del contributo di partecipazione prescritto dal bando”;

– di qualsivoglia ulteriore atto, antecedente, consecutivo, connesso, coordinato o presupposto;

nonchè

per la declaratoria, anche in via cautelare, del diritto dei ricorrenti ad essere ammessi con riserva – da sciogliersi al momento della esibizione del titolo PAS – alle prove concorsuali per il reclutamento del personale docente per i posti in organico della scuola secondaria di primo e secondo grado, indette con il bando di concorso di cui alla deliberazione che precede, ed in subordine per il risarcimento del danno ex art. 30 c.p.a., e conseguente condanna della Provincia autonoma di Trento ad accogliere la domanda di partecipazione al concorso, con riserva da sciogliersi al momento della esibizione del titolo di abilitazione conseguito a seguito della frequentazione dei PAS, ovvero – in via graduata – per la condanna della Provincia di Trento e dell’Università di Trento al risarcimento del danno conseguente all’illegittimo ritardo nell’organizzazione e nella chiusura dei corsi PAS, da correlarsi al costo di partecipazione (Euro 2.500 a testa).

quanto al ricorso per motivi aggiunti del 5.5.2016:

– della determinazione del dirigente della Provincia autonoma di Trento n. 32 di data 19 aprile 2016, avente per oggetto “Non ammissione/esclusione di candidati dal concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, per n. 367 cattedre e 110 posti di sostegno nelle istituzioni scolastiche provinciali a carattere statale della Provincia autonoma di Trento (deliberazione della Giunta provinciale n. 269 del 04.03.2016).

quanto al ricorso per motivi aggiunti dell’11.10.2016:

– della deliberazione n. 1622 del 23.9.2016 di approvazione della graduatoria finale classe di concorso AO22 – Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado e proclamazione dei vincitori;

– della deliberazione n. 1659 del 30.9.2016 di approvazione della graduatoria finale classe di concorso AO28 – Matematica e scienze e proclamazione dei vincitori;

– quanto al ricorso per motivi aggiunti del 25 novembre 2016, proposto dai ricorrenti Omissis, Omissis, Omissis e Omissis:

-della deliberazione n. 1706 del 30 settembre 2016 di approvazione della graduatoria finale classe di concorso A022 – Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado – e proclamazione dei vincitori. Modifica deliberazione n. 1622 del 23 settembre 2016. Deliberazione n. 1706 del 30/9/2016;

– della deliberazione n. 1726 del 7 ottobre 2016 di approvazione della graduatoria finale classe di concorso A028 (Matematica e scienze) e proclamazione dei vincitori; Modifica alla deliberazione n. 1659 del 30/9/2016;

– della deliberazione n. 1766 del 10 ottobre 2016 di approvazione della graduatoria finale classe di concorso A028 (Matematica e scienze) e proclamazione dei vincitori. Modifica deliberazione n. 1726 del 7/10/2016.

[…]

FATTO

I ricorrenti, docenti non abilitati ma frequentanti i percorsi abilitativi speciali (PAS), hanno impugnato – previa richiesta di misure cautelari monocratiche e collegiali – gli atti in epigrafe nella parte in cui la Provincia autonoma di Trento ha prescritto, nell’indizione del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, il requisito specifico – per l’ammissione – dell’abilitazione all’insegnamento, ed ha previsto che le domande di partecipazione fossero inoltrate esclusivamente mediante istanza on-line.

A sostegno del ricorso vengono dedotti i seguenti motivi:

1) Violazione dell’art. 402 d.lgs. 297/1994 e dell’art. 4 del decreto interministeriale 24.11.1998 n. 460. Falsa ed erronea applicazione dell’art. 1, co. 110, della L. n. 107/2015.

Le norme rubricate in titolo consentirebbero quantomeno l’ammissione con riserva al concorso pubblico per i docenti laureati non ancora abilitati, ma frequentanti i corsi di abilitazione, viepiù nei casi in cui, relativamente a specifiche classi di concorso, non vi sia una sufficiente disponibilità di insegnanti abilitati.

2) Violazione degli artt. 3 e 97 Cost. e dei principi di imparzialità, buon andamento, affidamento e ragionevolezza.

L’esclusione dalla partecipazione al concorso si rivelerebbe illegittima ed ingiustificata in relazione a candidati non ancora in possesso, al momento dell’indizione del concorso, del titolo abilitativo in conseguenza del ritardo nella gestione ed ultimazione dei corsi abilitativi, indipendentemente dalla volontà degli interessati.

3) Violazione dei principi comunitari di buona fede ed affidamento.

I principi comunitari di tutela dell’affidamento e della buona fede imporrebbero la salvaguardia della posizione dei ricorrenti, consentendo agli stessi di partecipare alla procedura concorsuale.

4) Violazione dei principi di pari opportunità e non discriminazione di cui al capo III della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dell’art. 1 della L. n. 241/1990.

La preclusione alla partecipazione al concorso violerebbe i principi dedotti in titolo, viepiù considerando che gli interessati si erano iscritti al percorso abilitativo tempestivamente, a far data agosto/settembre 2013, mentre erano stati inseriti solo alla frequentazione del terzo ciclo, all’epoca dell’indizione del concorso non ancora concluso.

5) Violazione del principio di buona amministrazione (art. 41 “Carta di Nizza”).

La preclusione alla partecipazione si porrebbe altresì in contrasto con i principi, di derivazione comunitaria, di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa nonché con la necessità dell’amministrazione di provvedere alla selezione dei migliori candidati e di garantire l’effettiva copertura dei posti messi a concorso.

6) Violazione del principio comunitario di proporzionalità e dell’art. 1 della L. n. 241/1990.

La preclusione alla partecipazione violerebbe l’ulteriore principio dedotto in titolo in quanto non considererebbe l’idoneità del mezzo impiegato rispetto all’obiettivo perseguito, l’assenza di qualsiasi altro mezzo idoneo tale da comportare il minor sacrificio al privato, l’adeguatezza dell’esercizio del potere rispetto agli interessi in gioco.

7) Il bando di concorso impugnato sarebbe altresì illegittimo, per violazione dei principi costituzionali desumibili dagli artt. 3, 51 e 97 Cost., nella parte in cui prevede che la domanda di partecipazione al concorso debba essere formulata esclusivamente attraverso l’uso del sistema informatico Polis, attivato dall’amministrazione provinciale e congegnato in maniera tale da determinare il blocco informatico delle istanze provenienti dai candidati ritenuti privi dei requisiti richiesti.

8) Diritto al risarcimento del danno ex art. 30 c.p.a.

Il comportamento delle intimate amministrazioni sarebbe tale da comportare un danno ingiusto, avendo impedito la partecipazione al concorso e la possibilità di instaurare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato: ne deriverebbe la necessità di adottare misure idonee a salvaguardare la situazione soggettiva dedotta in giudizio mediante l’ammissione con riserva; in via subordinata spetterebbe agli interessati, a titolo risarcitorio, la rifusione del costo (Euro 2.500) sostenuto da ciascun ricorrente per l’iscrizione al percorso abilitativo speciale.

Con decreto presidenziale n. 13 di data 26 aprile 2016, in considerazione dell’imminente inizio delle prove di concorso, i ricorrenti venivano ammessi con riserva a sostenere le prove concorsuali.

Si costituivano in giudizio la Provincia autonoma di Trento e l’Università degli studi di Trento per contestare la fondatezza dei motivi di ricorso.

Con un primo ricorso per motivi aggiunti, depositato in data 5 maggio 2016, i ricorrenti hanno impugnato la determinazione del dirigente provinciale n. 32 di data 19.4.2016 nella parte in cui gli interessati erano stati esclusi, oltre che per non essere in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, anche per non aver allegato copia del documento di riconoscimento e per non aver indicato, nella propria domanda cartacea, l’esistenza o meno di carichi pendenti o di precedenti penali, deducendo al riguardo l’eccesso di potere per illogicità della motivazione ed ingiustizia manifesta.

Il Collegio, con ordinanza n. 21 di data 20 maggio 2016, confermava l’ammissione con riserva richiamando il principio (cfr. Cons. di Stato, ordinanza n. 1836 di data 18.5.2016) secondo cui, sebbene del tutto legittimamente la normativa primaria di riferimento richieda in materia il possesso dell’abilitazione all’insegnamento, sarebbe illegittima una clausola del bando che non consenta la partecipazione al concorso, anche a prescindere dall’abilitazione, qualora la mancanza del titolo abilitativo non sia imputabile agli interessati.

Nel prosieguo i ricorrenti Omissis, Omissis, Omissis, Omissis, Omissis e Omissis, a seguito del mancato superamento delle prove concorsuali, rinunciavano al ricorso, ed il Collegio – con sentenza non definitiva n. 370/2016 – dichiarava per gli stessi l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

Con un secondo ricorso per motivi aggiunti i residui ricorrenti Omissis, Omissis, Omissis e Omissis  impugnavano le deliberazioni del dirigente provinciale nn. 1622 e 1659/2016 con cui, a seguito degli esiti concorsuali, erano state approvate le graduatorie finali e proclamati i vincitori per le classi di interesse, richiamando in via derivata le censure svolte nei precedenti atti: gli interessati precisavano che l’impugnazione di tali delibere avveniva in relazione alla circostanza secondo cui il loro inserimento in graduatoria era accompagnato dall’espressione “con riserva”.

Con ordinanza presidenziale n. 12/2016, su istanza del difensore dei ricorrenti, veniva autorizzata l’integrazione del contraddittorio mediante notificazione per pubblici proclami.

Con un terzo ricorso per motivi aggiunti, depositato il 25.11.2016, gli stessi residui ricorrenti impugnavano, per i medesimi motivi già dedotti in precedenza, e nei predetti limiti, anche le successive deliberazioni del dirigente provinciale sub nn. 1706, 1726 e 1766/2016 con cui erano state modificate, per revisione dei punteggi, le precedenti graduatorie.

Con ordinanza presidenziale n. 16/2016, su istanza dei ricorrenti, era autorizzata l’integrazione del contraddittorio mediante notificazione per pubblici proclami.

Nel successivo corso del giudizio anche la ricorrente Omissis dichiarava di rinunciare al ricorso.

Parte ricorrente depositava gli atti comprovanti l’avvenuta notificazione, per pubblici proclami, della disposta integrazione del contraddittorio nei confronti dei controinteressati, nessuno dei quali peraltro provvedeva a costituirsi in giudizio.

Le parti provvedevano a depositare memorie difensive e di replica insistendo per l’accoglimento delle rispettive contrapposte conclusioni.

Infine, alla pubblica udienza del giorno 26 gennaio 2017, la causa veniva trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. Preliminarmente, preso atto della dichiarazione di rinuncia della ricorrente Omissis, il Collegio deve dichiarare per la stessa l’estinzione del giudizio, dovendo dunque – attesa la pronuncia della precedente sentenza non definitiva n. 370/2016 – esaminarsi unicamente le posizioni dei rimanenti interessati Omissis, Omissis e Omissis   che hanno superato le prove del pubblico concorso cui erano stati ammessi con riserva in forza dei sopra visti provvedimenti cautelari.

2. Ciò posto, il Collegio conferma anzitutto il principio enucleato dal Consiglio di Stato, fin qui condiviso, secondo cui la normativa primaria di riferimento (art. 1, co. 110 e 114, L. n. 107/2015 recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”) del tutto legittimamente richiede il possesso dell’abilitazione all’insegnamento quale requisito necessario per l’ammissione ai concorsi, fatta salva l’illegittimità di eventuali disposizioni del bando che non consentono la partecipazione al concorso, anche a prescindere dalla abilitazione, qualora il mancato conseguimento del titolo abilitativo richiesto non sia imputabile agli interessati.

3. Peraltro, il mero dato rappresentato dall’avvenuto superamento delle prove concorsuali, cui gli interessati sono stati ammessi in forza dei provvedimenti cautelari adottati in corso di causa, sarebbe insufficiente ai fini dell’accoglimento del gravame (cfr. T.r.g.a. di Trento, 17.11.2016 n. 390), ove non sostenuto da un favorevole apprezzamento degli ulteriori presupposti posti a fondamento del gravame.

4. Viene dunque in considerazione, quanto alla posizione della ricorrente Omissis, l’omessa indicazione, nella inoltrata domanda di partecipazione al concorso, dei carichi pendenti e degli eventuali precedenti penali riportati, motivo per il quale l’amministrazione, in uno all’assenza del titolo abilitativo, ha escluso la richiedente dalla possibilità di partecipazione al pubblico concorso.

5. Orbene: in ordine a tale profilo ritiene il Collegio che colga nel segno quanto osservato dalla difesa della Provincia nel rilevare che l’art. 5, co.7 lett. f, del bando prevedesse l’obbligo per i candidati di rendere comunque tale dichiarazione, a pena di esclusione, anche se negativa. Né giova all’interessata la circostanza secondo cui il bando ammettesse solo la possibilità di presentare la domanda on line, e quindi non contenesse istruzioni per la presentazione della stessa su formato cartaceo, atteso che comunque i concorrenti erano tenuti a rispettare le chiare previsioni della lex specialis in merito alle dichiarazioni da rendere per dimostrare il possesso dei requisiti richiesti, e nulla avrebbe impedito agli stessi di rendere la dovuta dichiarazione nella compilazione della domanda in forma cartacea: poiché neppure in tale forma la ricorrente ha reso la prescritta dichiarazione, deve rigettarsi la censura (eccesso di potere per illogicità della motivazione e manifesta ingiustizia) dedotta nel primo dei surriferiti motivi aggiunti, con effetto preclusivo alla disamina degli ulteriori dedotti motivi, dovendosi richiamare il pacifico insegnamento giurisprudenziale in forza del quale per gli atti c.d. plurimotivati l’eventuale illegittimità di una delle argomentazioni addotte non è sufficiente ad inficiare il provvedimento (nella fattispecie l’esclusione dalla partecipazione al concorso) quando le altre siano legittimamente idonee a sostenerlo (ex multis, Cons. di Stato, sez. V, n. 4028/2011 e T.r.g.a. di Trento n. 324/2013).

6. Passando all’esame della posizione del ricorrente Omissis  , deve effettivamente riscontrarsi che questi non aveva allegato alla propria domanda un documento di riconoscimento, ed anche in ragione di ciò era stato escluso dalla partecipazione al pubblico concorso.

7. Anche in ordine a tale profilo coglie nel segno quanto osservato dalla Provincia nelle proprie difese, allorché ha rilevato che le istanze da produrre agli organi della pubblica amministrazione (art. 38, co. 3, d.P.R. n. 445/2000) “sono sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore”, dovendosi inoltre rammentare che – secondo consolidata giurisprudenza (ex multis Cons. di Stato, sez. VI, 2.5.2011 n. 2579) – la mancata allegazione all’istanza della copia di un documento di identità del sottoscrittore rende l’atto inidoneo a spiegare gli effetti previsti dalla corrispondente fattispecie normativa, in quanto nullo per difetto di una forma essenziale stabilita dalla legge: difatti l’allegazione di un valido documento di identità, lungi dal costituire un vuoto formalismo, costituisce piuttosto un fondamentale onere del sottoscrittore, configurandosi come l’elemento della fattispecie normativa teleologicamente diretto a comprovare non tanto le generalità del dichiarante, ma ancor prima l’imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica, da ciò ulteriormente conseguendo che l’omessa allegazione del documento di identità non integra una mera irregolarità suscettibile di correzione per errore materiale.

8. Sul punto in questione non può dunque giovare all’interessato la circostanza che il bando prevedesse solo la possibilità di presentare la domanda on-line e non contenesse apposite istruzioni per la presentazione della stessa su formato cartaceo, atteso da un lato che il predetto obbligo di allegazione deriva direttamente dalla sopra citata disposizione normativa e, dall’altro, che nulla impediva all’interessato di allegare alla domanda cartacea la copia del proprio documento di identità: ne consegue l’infondatezza della censura (eccesso di potere per illogicità della motivazione e manifesta ingiustizia) formulata sul punto dall’interessato, con i medesimi effetti, sopra rammentati, derivanti dall’applicazione dei principi affermati in materia di atti plurimotivati.

9. Rimane dunque da considerare la posizione della ricorrente Omissis, in ordine alla quale il Collegio anzitutto riscontra l’avvenuto superamento delle prove sostenute nel pubblico concorso (cfr. documentazione allegata ai motivi aggiunti), la regolarità della domanda inoltrata, che la stessa difesa della Provincia attesta come “formalmente completa” (cfr. tabella riepilogativa – doc. 3 all.to memoria di produzione documentale depositata il 2.9.2016), ed inoltre l’esito positivo dell’esame finale di abilitazione PAS, superato in data 28.5.2016 (doc. 9 fasc. ricorrenti).

10. Il Collegio, peraltro, ritiene infondate, rispettivamente irrilevanti, le ulteriori eccezioni sollevate dalle difese delle amministrazioni resistenti.

10.1. In particolare la difesa della Provincia ha dedotto l’inammissibilità del ricorso per:

A) la mancata evocazione in giudizio del MIUR;

B) il difetto di contraddittorio;

C) la natura collettiva del ricorso;

10.2. Tuttavia, quanto al punto A è agevole rilevare che gli atti impugnati concernono una procedura concorsuale indetta dall’amministrazione provinciale, regolarmente convenuta in giudizio, senza alcuna partecipazione da parte degli organi ministeriali statali.

10.3. Quanto al punto B deve rilevarsi che nel giudizio proposto avverso il provvedimento di esclusione da una procedura concorsuale, “prima della formazione della graduatoria non sono configurabili controinteressati in senso tecnico, sia perché non sussiste un interesse protetto e attuale in capo agli altri concorrenti che potrebbe essere leso dall’eventuale accoglimento del ricorso stesso, sia perché l’interesse degli altri partecipanti non emerge direttamente dal provvedimento impugnato” (Cons. di Stato, sez. IV, 7.7.2008 n. 3382).

10.4. Nella fattispecie in esame, l’impugnazione del bando, avvenuta con l’atto introduttivo, e quella dei successivi provvedimenti di esclusione dalla partecipazione al concorso con il primo dei motivi aggiunti, non presupponeva l’esistenza di controinteressati, mentre l’integrità del contraddittorio è stata assicurata nel prosieguo, e cioè in occasione degli ulteriori successivi motivi aggiunti, notificati fin dall’inizio ad alcuni dei docenti inseriti nelle graduatorie approvate, e di poi, mediante la disposta integrazione, agli altri ulteriori controinteressati.

10.5. Quanto al punto C, il Collegio rileva che nella fattispecie, diversamente da altre fin qui esaminate (cfr. T.r.g.a. di Trento, n. 433/2015), il ridotto numero dei ricorrenti, la riconduzione delle posizioni soggettive a due sole classi di concorso (A022 eAO28) e la sostanziale omogeneità delle censure formulate da tutti gli interessati costituiscono profili sufficienti per giustificare la proposizione del gravame in forma collettiva.

11. Per quel che riguarda le eccezioni mosse dalla difesa dell’Università degli studi di Trento, compendiabili nel difetto di legittimazione passiva dell’ateneo in ordine alla domanda di annullamento e nella tardività, ex art. 30 c.p.a, della domanda risarcitoria proposta in via subordinata, esse appaiono irrilevanti in base alle argomentazioni che seguono, e che conducono all’accoglimento del ricorso – limitatamente alla posizione di Omissis – a prescindere da ogni eventuale responsabilità ravvisabile in capo all’ente universitario e dalla conseguente disamina della domanda risarcitoria, formulata in giudizio in via del tutto subordinata.

12. Ed infatti, passando al merito, appaiono meritevoli di accoglimento i motivi, dedotti nell’atto introduttivo, sub 7 (illegittimità della clausola di bando inerente la tassatività della presentazione in forma telematica) e sub 1, questo nella parte in cui la ricorrente lamenta l’illegittimità della clausola preclusiva alla partecipazione, con riserva, al concorso per la mancata tempestiva acquisizione del titolo di abilitazione, nonostante la diligente frequentazione del percorso PAS.

13. Invero, quanto al motivo dedotto sub 7, la rigidità del sistema telematico Polis, predisposto in termini tassativi dall’amministrazione provinciale per la presentazione delle domande, si pone in contrasto quanto meno con i principi di ragionevolezza, proporzionalità e favor partecipationis che improntano l’azione amministrativa nella particolare materia concorsuale, anche se gestita con modalità telematica (cfr.Tar Toscana, sez. I, 27.6.2016 n. 1073).

14. Quanto al motivo di ricorso sub 1, deve adeguatamente considerarsi che, come emerge dagli atti di causa, la ricorrente Omissis si è iscritta al corso di abilitazione PAS – di durata annuale – nell’anno 2013, e che solo in conseguenza di obiettive difficoltà nella gestione ed organizzazione dei corsi per l’elevato numero di partecipanti (pag. 10 memoria Avvocatura) ha potuto accedere alla frequentazione nell’anno 2015, e ottenere l’abilitazione pochi mesi dopo la pubblicazione (7 marzo 2016) del bando.

15. Dunque è proprio in relazione a questa fattispecie che si attaglia il principio enucleato dal Consiglio di Stato, condiviso da questo Tribunale, secondo cui il principio del necessario possesso del titolo abilitativo per la partecipazione al concorso è mitigato nei casi in cui il mancato tempestivo conseguimento dell’abilitazione non sia imputabile all’insegnante interessato, con conseguente illegittimità – in tal caso – della clausola preclusiva contenuta nel bando.

16. Peraltro, in riferimento alla posizione della ricorrente in esame ed in relazione alla specifica classe di interesse prescelta, a differenza della fattispecie esaminata da questo Tribunale con la precedente sentenza n. 390/2016, è rimasta del tutto indimostrata la circostanza, dedotta in termini generici ed ipotetici dalla difesa della Provincia, secondo cui l’interessata avrebbe potuto conseguire, dopo la laurea, l’abilitazione mediante il superamento di pregressi, non individuati e specificati, corsi abilitanti.

17. Per le ragioni che precedono, i motivi di ricorso sopra esaminati si appalesano fondati, con assorbimento di quelli ulteriori versati in giudizio, e per l’effetto devono annullarsi, con effetti limitati alla ricorrente Omissis, le clausole del bando che hanno da un lato imposto la presentazione della domanda di partecipazione esclusivamente mediante la piattaforma telematica Polis (art. 5, co. 4) e dall’altro (art. 4) che hanno precluso l’ammissione, con riserva, degli insegnanti non ancora in possesso, senza colpa, del titolo abilitativo, da ciò derivando anche l’annullamento, in parte qua, della determinazione dirigenziale n. 32 di data 19.4.2016, con cui l’interessata era stata esclusa dall’ammissione al concorso, nonché delle ulteriori deliberazioni n. 1622 del 23.9.2016 e 1706 del 30.9.2016 nella parte in cui l’interessata era stata inserita “con riserva” nelle graduatorie concorsuali per la classe A022.

18. L’accoglimento dell’azione di annullamento assorbe la domanda risarcitoria formulata in via subordinata nel ricorso, senza dunque necessità di esaminare le eccezioni mosse dalla difesa dell’Università degli studi di Trento.

19. Tenuto conto sia della novità delle questioni trattate sia della decisione assunta in sede cautelare, sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa per la Regione autonoma del Trentino – Alto Adige/Südtirol, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo dichiara in parte estinto (Omissis), in parte lo respinge (Omissis e Omissis  ) ed in parte lo accoglie (Omissis).

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Trento nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2017 […]

 

 

 

Precedente Notifica telematica, validità firma digitale formato CAdES per notificazione ai sensi della legge n 53 del 1994 Successivo Art 494 cpc (aggiornato) "Pagamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario"