Concorso assistente giudiziario Ministero Giustizia: 1100 stranieri hanno già partecipato alle prove pre-selettive?

Concorso assistente giudiziario Ministero Giustizia, l’associazione che ha fatto ricorso su facebook: “1100 stranieri hanno già partecipato alla prova pre-selettiva, ce lo ha comunicato il Ministero”. Pubblichiamo per intero la loro ‘nota di chiarimento’Vedi anche:

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La nota di chiarimento dell’associazione che si è rivolta al Tribunale di Firenze ed ha ottenuto la sospensione del concorso per assistente giudiziario bandito dal Ministero della Giustizia:

A seguito delle numerose sollecitazioni e domande pervenute a questa pagina relative alla vicenda della sospensione del concorso da assistente giudiziario,pubblichiamo la seguente nota di chiarimento.
Chiarimenti in fatto:
1) La dottoressa Omissis, già membro da molti anni della nostra associazione, ci ha segnalato la “stranezza” di un concorso, per un posto che a suo, e nostro, parere prevede funzioni ausiliari ed esecutive, a cui lei, pur essendo titolare di un permesso CE di lungo periodo, non poteva partecipare.
2) L’associazione, che da molti anni combatte contro le discriminazioni, le ha suggerito di chiedere chiarimenti al Ministero che le ha, incredibilmente, risposto che l’esclusione era stata fatta in base al DPCM 174/1994, in base cioè ad una norma che ha portato l’Unione Europea ad aprire una procedura di infrazione contro l’Italia e chiusa grazie alla legge 6 agosto 2013 n. 97 che consente ai cittadini comunitari, ai loro familiari, ai titolari di permesso C.E. di lungo periodo e ai titolari di carta blu di partecipare ai concorsi pubblici per posti che non implichino “esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri” ovvero attengano “alla tutela dell’interesse nazionale”.
3) Ci è sembrato gravissimo che il Ministero si richiamasse ad una norma che aveva portato il nostro paese ad essere accusato di discriminazione e per questo superata da una successiva. Per questo motivo abbiamo sollecitato la dottoressa Omissis a fare ricorso e fatto noi con lei, in quanto associazione a cui è riconosciuto il diritto di proporre cause antidiscriminatorie.
4) La dottoressa Omissis ha agito non tanto per un suo interesse personale, ma con noi per la difesa di un bene di tutti, il principio di non-discriminazione. Principio tanto importante che la legge prevede appunto che associazioni possono agire in sua difesa anche senza aver subito un torto individuale, perché considerato un principio base della convivenza civile.
5) Non abbiamo mai chiesto di sospendere il concorso, abbiamo sempre chiesto di aprirlo anche a chi legittimamente secondo la legge del 2013 ne avrebbe avuto diritto. Lo abbiamo fatto in prima battuta, in via informale, segnalando la “stranezza” del bando all’UNAR perché sollecitasse il Ministero a modificarlo subito, senza che noi facessimo alcun atto formale. Poi visto che il Ministero non aveva preso in considerazione il bando, abbiamo fatto prima della sua chiusura una diffida (che si trova sul nostro sito) il cui scopo era di sollecitare il Ministero a prorogare i termini del bando aprendolo a chi ne avrebbe avuto il diritto.
6) Il ministero non ha mai agito in questo senso, abbiamo aspettato che fissasse le prove selettive perché non volevamo credere alla sordità del Ministero e speravamo che si decidesse a correggersi in auto-tutela. Quando è uscito il calendario delle prove pre-selettive è stato chiaro che non lo avrebbe fatto.
7) E’ bene sapere che la sospensione del concorso minaccia di avere un effetto dilatorio dei tempi del concorso stesso, solo perché il Ministero, oltre ad avere fatto un bando che riteniamo illegittimo, ha fatto un errore nella preparazione di una prova pre-selettiva. Senza quell’errore al momento in cui il giudice ha ordinato la sospensione del concorso le prova pre-selettive sarebbero state concluse e la sospensione sarebbe caduta, nell’intervallo tra queste prove e quelle finali e quindi avrebbe avuto un effetto dilatorio minimo, essendo normalmente lunghi i tempi che intercorrono tra queste due fasi.
8) Continuiamo a pensare che né chi ha fatto già domanda né chi avrebbe avuto il diritto di farla abbia alcun interesse alla sospensione del concorso e ci sembra assurdo che il Ministero preferisca questa a riaprire i termini del bando per gli esclusi che ne hanno diritto, fare una prova pre-selettiva per loro e poi unirli per la prova finale ai candidati che hanno già fatto domanda, cosa che permetterebbe di concludere il concorso nei tempi fisiologici senza causare particolari ritardi.
9) Il ministero ci comunica che ci sono 1100 stranieri, non sa neppure di quale permesso di soggiorno siano titolari, che hanno partecipato alle prove pre-selettive a dispetto del bando che li esclude. Deve essere considerato che senza la riapertura dei termini del concorso, qualora il giudice ci desse ragione nel merito, chi di loro supera le prove si troverebbe avvantaggiati dal fatto di aver ignorato il bando e aver fatto domanda: vincerebbero infatti il posto. Tra questi fortunati ci potrebbe essere anche la dottoressa Omissis, che quindi non ha alcun interesse personale alla sospensione del concorso, ma solo alla decisione di merito sulla legittimità della sua partecipazione. Tutti coloro che hanno invece preso sul serio il bando e non hanno presentato domanda perché non avevano titolo per farlo avrebbero oltre il danno la beffa. Avrebbero imparato che non si deve prendere sul serio gli atti dello Stato italiano perché se lo si fa, si è svantaggiati rispetto a chi non gli dà importanza. Difficile poi lamentarsi che arrivino a chiedere asilo nel nostro paese persone che non ne hanno i requisiti e che vogliano andare assolutamente davanti ad un giudice per sapere se possono restare.

Considerazioni:
1) Siamo preoccupati dalle reazioni che sostengono che i diritti dei singoli debbano cedere agli interessi della maggioranza. La civiltà giuridica costituzionale prevede che il singolo debba usufruire dei diritti anche se questo non piace a nessun altro. Questo è il fondamento della libertà individuale, senza di questo ogni minoranza (di qualsiasi tipo, nazionale, etnica, di razza, di orientamento sessuale, di visione del mondo, ecc.) non potrebbe esistere ed essere libera, nessun singolo cittadino potrebbe sostenere e fare cose lecite ma disapprovate dalla maggioranza del momento.
2) Siamo preoccupati che queste reazioni siano manifestate da chi si candida a fare l’ausiliare del giudice, cioè dell’organo proposto alla tutela dei diritti dei singoli. Ci spaventa l’idea di vivere in un paese i funzionari della cui giustizia non considerano la discriminazione un grave problema che deve essere combattuto anche a costo di qualche sacrifico personale.
3) Siamo convinti che la reazione giusta non sia quella di rinunciare al ricorso, perché accettare la discriminazione non è il male minore, ma un atto dalle conseguenze devastanti. La soluzione giusta ci sembra quella di insistere con il Ministero che riapra i termini del concorso per chi ha ingiustamente escluso. Prima lo fa, più rapidamente riprende il percorso del concorso.

 

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