Concorso dirigente scolastico 2011, annullamento graduatoria di merito concorso ds (a 2386 posti) nella parte in cui non include i candidati che hanno superato le prove scritte e orali (ma non quella preselettiva – regolarmente svoltasi) | Concorsi, per Tar Lazio sentenza n. 10980 3 novembre 2017 non tutti devono superare la preselezione per entrare in graduatoria

Concorso dirigente scolastico 2011, Tar Lazio sentenza n. 10980 3 novembre 2017: candidati che non superano la prova preselettiva (regolarmente tenutasi) vanno inseriti nella graduatoria di merito una volta superati gli scritti e gli orali

…Il Collegio ritiene infatti fondato il motivo con cui parte ricorrente deduce che la prosecuzione dell’iter concorsuale dei candidati, malgrado non avessero superato le prove preselettive, è conseguita all’autonoma determinazione dell’amministrazione di ammettere i ricorrenti a sostenere la prova orale, non impugnata da alcun controinteressato né mai revocata dall’amministrazione, i cui effetti devono ritenersi ormai inoppugnabili.

E’ vero, infatti, che a seguito della proposizione del ricorso presso il T.A.R. Campania Napoli, con decreto inaudita altera parte, i ricorrenti venivano ammessi a partecipare alle prove scritte del concorso de quo già fissate per i giorni 14 e 15 dicembre 2011. Tuttavia, a seguito della riassunzione del ricorso per competenza al TAR del Lazio, la Sezione con l’ordinanza cautelare e quindi con il decreto monocratico presidenziale resi nel presente giudizio non accordava l’istanza cautelare.

Nel mentre i ricorrenti, dopo aver superato le due prove scritte, venivano inseriti dalla stessa amministrazione nell’elenco dei candidati ammessi a sostenere anche la prova orale, che veniva dagli stessi superata.

Solo a seguito della predisposizione della graduatoria di merito l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, nel procedere alla fase di cui all’art. 12, comma 5, del Bando di concorso, comminava l’esclusione dei ricorrenti dalla graduatoria, a causa del mancato superamento della prova preselettiva.

Ritiene il Collegio che la condotta dell’amministrazione – consistita nel consentire ai ricorrenti la partecipazione alle prove concorsuali scritte e orali pur a fronte dei provvedimenti cautelari negativi del TAR Lazio – sia stata estremamente significativa della volontà della stessa di consentire, comunque, ai candidati la partecipazione all’iter concorsuale malgrado il mancato superamento delle prove preselettive.

Una volta superate le prove scritte ed orali, nessuna clausola del Bando consentiva del resto l’esclusione dalla graduatoria di merito. In particolare, ciò non può essere desunto dal “combinato disposto” degli artt. 3, comma 7, 6 e 8 del Bando, atteso che i primi due articoli attengono ai requisiti di partecipazione al concorso e il terzo al mancato superamento delle prove preselettive (che, letteralmente, preclude la sola partecipazione alle successive prove scritte) e, per costante giurisprudenza, l’esclusione non può essere comminata al di fuori delle fattispecie espressamente contemplate.

Nel caso di specie, come si è già osservato, l’ammissione alle prove orali dei ricorrenti è avvenuta su autonoma determinazione dell’amministrazione, e non in esecuzione di un provvedimento cautelare.

In conclusione, il ricorso principale deve essere respinto e i motivi aggiunti possono essere accolti, con conseguente annullamento della graduatoria di merito nella parte in cui non include i candidati che hanno superato le prove scritte e orali nella graduatoria di merito…

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Tar Lazio sentenza n. 10980 3 novembre 2017

[…]

per l’annullamento

del provvedimento avente ad oggetto:” Mancata ammissione alle prove scritte del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici”;

[…]

FATTO e DIRITTO

La presente decisione viene emanata nel rispetto del principio di sinteticità, richiesto al Giudice dall’art.3, comma 2, del codice del processo amministrativo. A tal fine, si ritiene di poter prescindere dalla analitica ricostruzione dei fatti di causa, per i quali si rimanda agli atti di parte.

Con il ricorso principale, viene impugnato il giudizio di non idoneità pronunziato nei confronti di ciascuno dei ricorrenti al termine delle prove preselettive del concorso per il reclutamento di n. 2386 dirigenti scolastici e la conseguente mancata ammissione alle prove scritte del concorso.

Il ricorso deve essere respinto, concordando il Collegio con i richiamati precedenti del TAR e del Consiglio di Stato che hanno acclarato la piena legittimità delle prove preselettive del concorso di cui trattasi. In ogni caso, le censure dedotte devono essere ritenute improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse, atteso che l’eventuale accoglimento delle doglianze non potrebbe che comportare l’annullamento dell’intera fase preselettiva per tutti i candidati, ivi compresi gli odierni ricorrenti ai quali, malgrado il mancato superamento di tali prove, l’amministrazione ha consentito di partecipare alle successive fasi concorsuali.

Devono, invece, essere accolti i motivi aggiunti proposti avverso la graduatoria definitiva, nella parte in cui i ricorrenti non risultano inseriti, neppure con riserva.

Il Collegio ritiene infatti fondato il motivo con cui parte ricorrente deduce che la prosecuzione dell’iter concorsuale dei candidati, malgrado non avessero superato le prove preselettive, è conseguita all’autonoma determinazione dell’amministrazione di ammettere i ricorrenti a sostenere la prova orale, non impugnata da alcun controinteressato né mai revocata dall’amministrazione, i cui effetti devono ritenersi ormai inoppugnabili.

E’ vero, infatti, che seguito della proposizione del ricorso presso il T.A.R. Campania Napoli, con decreto inaudita altera parte, i ricorrenti venivano ammessi a partecipare alle prove scritte del concorso de quo già fissate per i giorni 14 e 15 dicembre 2011. Tuttavia, a seguito della riassunzione del ricorso per competenza al TAR del Lazio, la Sezione con l’ordinanza cautelare e quindi con il decreto monocratico presidenziale resi nel presente giudizio non accordava l’istanza cautelare.

Nel mentre i ricorrenti, dopo aver superato le due prove scritte, venivano inseriti dalla stessa amministrazione nell’elenco dei candidati ammessi a sostenere anche la prova orale, che veniva dagli stessi superata.

Solo a seguito della predisposizione della graduatoria di merito l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, nel procedere alla fase di cui all’art. 12, comma 5, del Bando di concorso, comminava l’esclusione dei ricorrenti dalla graduatoria, a causa del mancato superamento della prova preselettiva.

Ritiene il Collegio che la condotta dell’amministrazione – consistita nel consentire ai ricorrenti la partecipazione alle prove concorsuali scritte e orali pur a fronte dei provvedimenti cautelari negativi del TAR Lazio – sia stata estremamente significativa della volontà della stessa di consentire, comunque, ai candidati la partecipazione all’iter concorsuale malgrado il mancato superamento delle prove preselettive.

Una volta superate le prove scritte ed orali, nessuna clausola del Bando consentiva del resto l’esclusione dalla graduatoria di merito. In particolare, ciò non può essere desunto dal “combinato disposto” degli artt. 3, comma 7, 6 e 8 del Bando, atteso che i primi due articoli attengono ai requisiti di partecipazione al concorso e il terzo al mancato superamento delle prove preselettive (che, letteralmente, preclude la sola partecipazione alle successive prove scritte) e, per costante giurisprudenza, l’esclusione non può essere comminata al di fuori delle fattispecie espressamente contemplate.

Nel caso di specie, come si è già osservato, l’ammissione alle prove orali dei ricorrenti è avvenuta su autonoma determinazione dell’amministrazione, e non in esecuzione di un provvedimento cautelare.

In conclusione, il ricorso principale deve essere respinto e i motivi aggiunti possono essere accolti, con conseguente annullamento della graduatoria di merito nella parte in cui non include i candidati che hanno superato le prove scritte e orali nella graduatoria di merito.

La parziale soccombenza giustifica la totale compensazione tra le parti delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza bis), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti:

a) respinge il ricorso principale;

b) accoglie i motivi aggiunti e, per l’effetto, annulla la graduatoria in epigrafe nella parte in cui non contempla i ricorrenti.

Compensa tra le parti le spese di lite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 10 luglio 2017 […]

 

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