Concorso dirigenti, ricorrezione elaborati, Miur si adegui

[…] Se il Ministero non darà tempestiva esecuzione alla sentenza in epigrafe, nel rispetto delle indicazioni di cui alla citata sentenza n. 4663/2014, entro il termine suindicato, provvederà in via diretta, quale commissario “ad acta”, il Capo del Dipartimento per l’Istruzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca o dirigente generale da lui delegato, il quale, nei successivi trenta (30) giorni, adotterà gli atti e i provvedimenti necessari per dare corretta e completa esecuzione alla sentenza in epigrafe, dando di ciò notizia in modo tempestivo a questo Consiglio.

Consiglio di Stato sentenza n. 5889 27 novembre 2014

 

Vedi anche:

Consiglio di Stato sentenza n. 4663 12 settembre 2014

Consiglio di Stato sentenza n. 968 3 marzo 2014

 

Consiglio di Stato sentenza n. 5889 27 novembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

1.La ricorrente nel giudizio di primo grado, professoressa  Omissis, ha partecipato al concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici per la Regione Toscana indetto dal MIUR con decreto del 13 luglio 2011 e, dopo avere superato la prova preselettiva, è stata ammessa alle prove scritte che, tuttavia, non ha superato.

La Omissis ha impugnato, dinanzi al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, gli atti della procedura concorsuale sino all’approvazione finale, disposta con atto in data 22 agosto 2012.

Con sentenza n. 641 del 2013 il Tar ha accolto in parte il ricorso ritenendo fondati il motivo di ricorso col quale si era lamentato che la composizione della commissione di valutazione contrastasse con l’art. 10 del d.P.R. 10 luglio 2008, n. 140, e il motivo di ricorso con cui era stato dedotto che i verbali di gara palesassero una violazione, da parte dei membri della Commissione, del principio di collegialità nella lettura e nella successiva valutazione degli elaborati, con conseguente annullamento di tutte le operazioni concorsuali a partire dalla correzione delle prove scritte.

La sentenza del Tribunale amministrativo è stata impugnata dal MIUR e questa Sezione, con la sentenza n. 968 del 2014 ha, per quanto qui più rileva, confermato la correttezza della sentenza del Tar nella parte in cui si è ritenuto che le operazioni concorsuali risultassero viziate a causa dell’illegittima composizione della commissione di concorso, limitando l’annullamento alle sole operazioni “compiute dalla commissione illegittimamente rideterminata con il decreto del 2 aprile 2012”, con salvaguardia delle operazioni compiute dalla commissione nella sua composizione originaria.

La Sezione, in particolare, con la sentenza n. 968/14, nel disporre le misure idonee all’attuazione del giudicato ex art. 34, lett. e) del c.p.a. , ha stabilito che “l’attuazione del giudicato deve avvenire in modo da preservare, in rispetto del principio di economicità, la validità degli atti della procedura che non sono stati inficiati dall’illegittimità qui riscontrata. In questa prospettiva, non è necessario che venga ripetuto lo svolgimento delle prove scritte, in quanto lo stesso è avvenuto, per le ragioni indicate, nel rispetto delle relative norme (ossia, quando la commissione nella sua originaria – e legittima – composizione era nell’esercizio delle sua funzioni). 5.1. Il Ministero dell’istruzione, pertanto, dovrà affidare a un dirigente di prima fascia incardinato da almeno un anno presso gli uffici centrali ministeriali e ad altri due dirigenti di analoga collocazione, estranei alla vicenda amministrativa in esame, il compito:

– di acquisire gli elaborati concorsuali;

– di distinguere fra: a) da un lato, gli elaborati corretti dalla commissione originaria (per i quali non occorrerà ripetere le operazioni di valutazione in quanto i candidati conserveranno la votazione riportata) e b) dall’altro, gli elaborati corretti dalla commissione illegittimamente composta (che dovranno essere nuovamente corretti);

– di ricomporre, per quanto riguarda gli elaborati sub b), i plichi (‘buste’) anonimi di cui all’articolo 10 del d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, adottando ogni cautela necessaria per garantire il ripristino del carattere anonimo dei plichi medesimi, anche effettuando le altre necessarie operazioni materiali.

I dirigenti incaricati daranno adeguata pubblicità delle attività poste in essere indicando luogo, giorno e ora in cui si effettueranno tali operazioni, consentendo, se richiesto, ad un numero non superiore a dieci candidati, di assistervi.

5.2. Il Ministero, inoltre, provvederà a nominare una nuova commissione composta da soggetti aventi i prescritti requisiti legali, con il compito di procedere: i) ad una nuova valutazione degli elaborati dinanzi richiamati sub b), in applicazione delle pertinenti disposizioni; ii) allo svolgimento delle prove orali per tutti i candidati che abbiano superato il complesso delle prove scritte; iii) al compimento di ogni altra operazione necessaria per il rinnovo e il completamento delle operazioni concorsuali…”.

La sentenza n. 968/14 ha dunque disposto la ripetizione della valutazione delle prove scritte, se corrette nella composizione modificata, e di procedere poi allo svolgimento delle prove orali per tutti i candidati.

Poiché nelle more è sorto il dubbio sulla effettiva possibilità di garantire il ripristino del carattere anonimo dei plichi consegnati dai candidati, questo Consiglio, su sollecitazione del Ministero ai sensi dell’art. 112, comma 5, del cod. proc. amm. , con la sentenza 24 giugno -12 settembre 2014, n. 4663, ha definito modalità di ottemperanza finalizzate al ripristino del massimo grado possibile di anonimato delle buste e dei plichi con gli elaborati (v. punto 4 e seguenti sent. n. 4663/14 cit. , da pag. 9).

Nella camera di consiglio del 21 ottobre 2014 la ricorrente ha insistito affinché questo Consiglio ordini al Ministero di adottare gli atti necessari per la piena e conforme esecuzione della sentenza in oggetto.

2. Il ricorso –ammissibile- è fondato e va accolto.

La sentenza in epigrafe non risulta eseguita.

Va pertanto dichiarato l’obbligo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di dare esecuzione alla sentenza della Sezione n. 968 del 2014, con le “modalità di ottemperanza” indicate ai punti 4. e seguenti della sentenza della Sezione n. 4663 del 2014, entro il termine di sessanta (60) giorni decorrente dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla sua notificazione, se anteriormente avvenuta.

Se il Ministero non darà tempestiva esecuzione alla sentenza in epigrafe, nel rispetto delle indicazioni di cui alla citata sentenza n. 4663/2014, entro il termine suindicato, provvederà in via diretta, quale commissario “ad acta”, il Capo del Dipartimento per l’Istruzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca o dirigente generale da lui delegato, il quale, nei successivi trenta (30) giorni, adotterà gli atti e i provvedimenti necessari per dare corretta e completa esecuzione alla sentenza in epigrafe, dando di ciò notizia in modo tempestivo a questo Consiglio.

Restano riservate al prosieguo eventuali statuizioni ulteriori anche relative alla richiesta di condanna al pagamento, a favore della ricorrente, di una somma di denaro a titolo di penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e) del cod. proc. amm., e alla trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei conti per l’accertamento di eventuali responsabilità erariali.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza nei riguardi del MIUR e si liquidano nel dispositivo.

Spese compensate nei confronti di M. M., data la natura della vertenza.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), decidendo sul ricorso in epigrafe lo accoglie e, per l’effetto:

-dichiara l’obbligo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di dare esecuzione alla sentenza in epigrafe nel termine e con le modalità specificate in motivazione;

-per l’ipotesi di persistente inottemperanza nomina sin d’ora, quale commissario “ad acta”, il Capo del Dipartimento per l’Istruzione del MIUR ovvero funzionario da lui delegato come da motivazione, il quale provvederà, nei termini indicati in motivazione, a emanare gli atti e i provvedimenti necessari per dare corretta e completa esecuzione alla sentenza;

-condanna il Ministero a rimborsare alla ricorrente le spese del giudizio, che si liquidano in complessivi € 2.000,00, oltre a IVA e a CPA, oltre al rimborso di quanto versato a titolo di contributo unificato;

-spese compensate nei riguardi di M. M..

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 21 ottobre 2014 […]

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