Concorso ricercatore universitario requisiti, Consiglio di Stato sentenza n. 6017 22 dicembre 2017 in materia di concorsi per ricercatori indetti da università telematiche: illegittimo richiedere il possesso di pregressi periodi di insegnamento svolto con modalità telematiche

Concorso ricercatore universitario, Consiglio di Stato sentenza n. 6017 22 dicembre 2017 sui requisiti da possedere per partecipare:

E’ illegittimo il bando di concorso per la copertura a tempo determinato di posti di ricercatore, adottato ai sensi dell’articolo 24 comma 3, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240 da un’università telematica, nella parte in cui richiede che i candidati siano “in possesso del requisito della previa titolarità, per almeno un anno accademico, di almeno un insegnamento facente parte dell’offerta formativa di un Corso di Laurea, Diploma di specializzazione, Dottorato di ricerca o Master, presso qualsiasi università italiana e/o straniera, che sia stato interamente erogato in modalità a distanza”.

 

“Infatti, tale disposizione dà vita ad una vera e propria irragionevolepreselezione dei soli soggetti che siano in possesso di tale peculiare requisito.

Se è ben possibile che le modalità di insegnamento telematico spingano ad inserire clausole concernenti la verifica dell’effettivo possesso di conoscenze informatiche di base, così come evidenziato da parte appellante, ovvero dell’esperienza in seminari e lezioni svolte in modalità telematica, nel caso di specie la clausola oggetto di contestazione appare all’evidenza sproprozionata in quanto, lungi dal richiedere tali conoscenze ed esperienze, stravolge la funzione perseguita a mero ed esclusivo vantaggio dei soli soggetti che abbiano svolto insegnamenti con tale modalità.

In definitiva, un conto è richiedere – legittimamente – il possesso di adeguate conoscenze informatiche di base; un altro è limitare l’accesso all’insegnamento ai pochi soggetti che lo abbiano svolto con determinate modalità.

È irragionevole, quindi, subordinare la verifica dei requisiti necessari per l’insegnamento (elemento fondamentale dell’attività da svolgere) al solo accessorio elemento delle modalità con cui l’insegnamento è stato sin qui svolto.

A fronte della previsione in contestazione, un candidato di grande livello e preparazione che abbia altresì partecipato a seminari, lezioni e convegni anche nei contesti più prestigiosi e perfino in modalità telematica, non avrebbe alcuna possibilità di partecipare alla selezione; e ciò appare irragionevole, oltre che contrario ai principi che regolano la materia concorsuale, come sopra richiamati.

Se in definitiva è del tutto legittimo e anche auspicabile l’inserimento di criteri e requisiti tali da garantire la verifica della capacità informatica, occorre che gli stessi siano plurimi e non tali, come nella specie, da limitare a monte la possibile partecipazione ad un numero sostanzialmente predeterminato di soggetti che abbiano osservato l’esclusivo criterio voluto sul punto dalla contestata lex specialis.”

 

In generale, anche in ambito universitario va fatta applicazione del principio dettato in tema di concorsi pubblici, dovendosi optare per l’interpretazione del bando di gara che sia in grado di tutelare gli interessati in buona fede, salvaguardando così l’ammissibilità delle domande e consentendo la maggiore partecipazione di concorrenti, in modo da tutelare l’interesse pubblico ad un più ampio confronto.

La sentenza appellata:

Tar Lombardia sentenza breve n. 768 21 aprile 2016

“L’art. 24, co. 2, della l. n. 240/2010 stabilisce che

<<I destinatari sono scelti mediante procedure pubbliche di selezione disciplinate dalle università con regolamento ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, nel rispetto dei principi enunciati dalla Carta europea dei ricercatori, di cui alla raccomandazione della Commissione delle Comunità europee n. 251 dell’11 marzo 2005, e specificamente dei seguenti criteri:

a) pubblicità dei bandi sulla Gazzetta Ufficiale, sul sito dell’ateneo e su quelli del Ministero e dell’Unione europea; specificazione del settore concorsuale e di un eventuale profilo esclusivamente tramite indicazione di uno o più settori scientifico-disciplinari; informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i doveri e sul relativo trattamento economico e previdenziale; previsione di modalità di trasmissione telematica delle candidature nonché’, per quanto possibile, dei titoli e delle pubblicazioni>>. (Analogo limite vale in sede di valutazione: art. 2 del Decreto Ministeriale 25 maggio 2011 n. 243).

La norma è chiara nel limitare la discrezionalità della ente banditore nel definire il profilo professionale richiesto ai partecipanti alla selezione, al fine di combattere il fenomeno dei bandi fotocopia, volti a predisporre profili professionali già pensati per determinati concorrenti.

Essa è volta a garantire la par condicio e la massima partecipazione dei candidati.”

Vedi anche:

Ricercatore universitario stipendio, trattamento di quiescenza, previdenza e carriera

Ricercatore a tempo determinato, concorsi, art. 18 legge 240/2010

Mancata nomina a ricercatore, risarcimento chance

Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca

Legge 240 2010, art. 10

 

Consiglio di Stato sentenza n. 6017 22 dicembre 2017

Il fatto e le contestazioni

“Con l’appello in esame l’università odierna parte appellante impugnava la sentenza breve n. 768 del 2016 con cui il Tar Lombardia sez. III di Milano accoglieva l’originario gravame.

Quest’ultimo era stato proposto dall’odierno appellato, in qualità di candidato nelle procedure selettive per la nomina di … ricercatore universitario per il settore disciplinare IUS/09, al fine di ottenere l’annullamento dell’atto di esclusione, disposto con la motivazione della mancanza del requisito della previa titolarità, per almeno un anno accademico, di almeno un insegnamento che sia stato interamente erogato in modalità a distanza, per illegittimità del bando in parte qua, nonché il risarcimento dei danni con funzione di effetto deterrente rispetto a ulteriori future violazioni.

In particolare, con la sentenza breve adottata in sede cautelare il Tar accoglieva i vizi dedotti in termini di illegittimità del bando, respingendo la domanda risarcitoria.

Nel ricostruire in fatto e nei documenti la vicenda, parte appellante formulava i seguenti motivi di appello:

– omesso rilievo dell’inammissibilità dell’originario ricorso, con violazione degli artt. 2 comma 7 l. 240\2010, 6 comma 9 l. 186\1989, 41 cod proc amm 102 e 107 cpc, per omessa notifica al Ministero competente;

– nel merito violazione degli artt. 24 l. 240 cit, e 41 Cost., del principio di proporzionalità ed eccesso di potere giurisdizionale.”

 

 

Precedente Termini rinnovo permesso di soggiorno, Consiglio di Stato sentenza n. 6026 22 dicembre 2017 sulla natura del termine previsto dall'art. 5 comma 4, d.lg. 25 luglio 1998, n. 286 per la presentazione dell’istanza Successivo Acquisto quote latte, Consiglio di Stato sentenza n. 6116 27 dicembre 2017 su obbligo di trattenuta e di versamento mensile del “prelievo supplementare” all’Agea a carico degli acquirenti per campagna lattiera 2003/2004: comma 1 dell’art. 5, d.l. 49 2003, non compatibile con Regolamento (CEE) n. 3950/92; i ‘primi acquirenti’ «potevano e non dovevano» applicare la trattenuta in parola