Concorso vfp1, requisiti psico-fisici

La peculiare attività istituzionale affidata ai militari richiede una particolare attitudine psicologica, accertabile dalla p.a. secondo obiettivi e precostituiti criteri di valutazione, conformi e funzionali alle caratteristiche di impiego operativo che ben può essere impedita anche da

alterazioni di carattere non patologico.

La valutazione e l’accertamento dei requisiti psico-fisici dei candidati effettuati dall’Amministrazione con l’apposita commissione medica prevista dal bando di concorso non può essere contraddetta da certificazioni di parte, in quanto le predette commissioni sono gli unici organi abilitati a compiere gli accertamenti di cui si discute.

 

Tar Lazio sentenza n. 10021 3 ottobre 2016

[…]

per l’annullamento, previa sospensiva,

del provvedimento con il quale il ricorrente è stato escluso dal concorso quale volontario vfp1 per l’anno 2016 nella Marina Militare;

ammissione con riserva alle successive fasi della procedura selettiva.

[…]

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Il ricorrente ha partecipato al concorso per l’arruolamento, quale volontario vfp1 per l’anno 2016, nella Marina Militare, venendo escluso per “ tratti di immaturità, dipendenza affettiva, insicurezza ed iperemotività del carattere”.

Avverso tale negativa determinazione il ricorrente è insorto con il ricorso oggetto del presente scrutinio.

Con l’unico ed articolato motivo di gravame la difesa contesta l’esito della valutazione espressa dalla Commissione di concorso sostenendo, attraverso la produzione di una consulenza di parte, che il ricorrente, invero, non presenta punto i tratti negativi della personalità rilevati in sede di esame, come risulta dall’intervista, cui il predetto si è sottoposto, secondo la metodica dei ” criteri dell’intervista strutturali di Kernberg ” .

Il Collegio, alla camera di consiglio del giorno 27 aprile 2016 ha disposto, con Ordinanza n. 4896/2016, l’acquisizione dei verbali e dei documenti relativi alla prova sostenuta dal ricorrente.

La p.a. ha assolto il disposto incombente in data 13 giugno 2016 depositando gli atti richiesti.

Alla camera di consiglio del giorno 13 luglio 2016 il ricorso è stato trattenuto in decisione con preavviso di sentenza in forma semplificata.

Osserva il Collegio.

Secondo un consolidato e costante indirizzo giurisprudenziale, dal quale il Collegio non ha motivo per discostarsi, la valutazione e l’accertamento dei requisiti psico-fisici dei candidati effettuati dall’Amministrazione con l’apposita commissione medica prevista dal bando non può essere contraddetta, come nel caso di specie, da certificazioni di parte, in quanto le predette commissioni sono gli unici organi abilitati a compiere gli accertamenti di cui si discute (Cons. St., Sez. VI, 11 settembre 2006, nr. 5252 ; Sez. IV, 24 febbraio 2004, n. 719).

Ora, la peculiare attività istituzionale affidata ai militari richiede una particolare attitudine psicologica, accertabile dalla p.a. secondo obiettivi e precostituiti criteri di valutazione, conformi e funzionali alle caratteristiche di impiego operativo che ben può essere impedita anche da alterazioni di carattere non patologico (Cons. St., Sez. IV, 1° ottobre 2004, n. 6394).

Ciò detto, la disamina della documentazione e dei verbali prodotti dalla p.a. evidenzia, in modo indiscutibile, che la procedura cui è stato sottoposto il ricorrente non presenta alcuno dei vizi sopra riportati per poter legittimamente censurare il giudizio espresso dalla commissione.

Né può assumere significativa valenza il risultato raggiunto con una diversa metodica (intervista strutturale di Kernberg) rispetto a quelle somministrate dalla p.a. a tutti gli altri candidati come previste dalla circolare ministeriale CSC 030 del dicembre 2014.

A ciò si aggiunga che l’esame dei risultati della prova del ricorrente non ha evidenziato, come detto, alcun vizio procedurale, né di metodo, per cui il ricorso deve essere respinto.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano, secondo i canoni di cui al D.M. 55/2014, nel dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna la parte ricorrente alle spese di lite che, a mente del D.M. 55/2014, quantifica in euro 200,00 ( duecento), oltre IVA e CPA.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art.22, comma 8 D.lg.s. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 luglio 2016 […]

 

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