Concorso vigili del fuoco, riserva volontari sede Lipari

Non ha carattere irragionevole né discriminatorio la riserva dei partecipanti di un concorso ai soggetti iscritti negli elenchi “del personale volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in servizio presso la sede di Lipari”, in relazione al peculiare scopo di interesse pubblico da raggiungere, essendo detta previsione funzionale ad una esigenza reale, che è quella di garantire la continuità del servizio antincendio in un territorio indubbiamente svantaggiato come quello dell’arcipelago delle Eolie.

Consiglio di Stato sentenza n. 6025 5 dicembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

1. Con D.M. 2061/40VVF del 13.7.2004 il Ministero dell’Interno, in attuazione del d.l. 30.1.2004, n. 24, conv. con modificazioni in l. 87/2004, ha bandito un concorso pubblico a 40 posti nel profilo di vigile del fuoco, settore operativo-area funzionale B, posizione economica B1, nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, riservato ai vigili iscritti negli elenchi del personale volontario presso le sedi di Lampedusa, Lipari e Pantelleria.

2. Al termine della procedura concorsuale rimanevano vacanti 11 posti, riservati ai vigili iscritti negli elenchi del personale volontario in servizio presso la sede di Lipari, sicché, con successivo bando di concorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 7.3.2006, il Ministero dell’Interno bandiva un nuovo concorso a 11 posti di vigile del fuoco, nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, “riservato ai vigili iscritti negli elenchi del personale volontario in servizio presso l’isola di Lipari”.

3. In particolare l’art. 2, punto 1, del bando prevedeva, per l’ammissione al concorso, “l’iscrizione, da almeno un anno, negli elenchi del personale volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in servizio presso la sede di Lipari”.

4. L’odierno appellante partecipava al concorso indetto con il bando del 2006, conseguendo il punteggio complessivo di 44,96, ma poco prima della formazione della graduatoria definitiva della procedura concorsuale apprendeva di essere stato escluso con D.M. 8410 del 25.10.2006 per non essere in possesso del requisito previsto dall’art. 2, punto 1, del bando di concorso e, cioè, per non aver svolto il servizio presso l’isola di Lipari.

5. Il decreto veniva impugnato dall’interessato con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, notificato il 16.2.2007, e trasferito avanti al T.A.R. Sicilia, sezione staccata di Catania, per l’opposizione manifestata dal controinteressato M. C. ai sensi dell’art. 10, comma primo, del d.P.R. 1199/1971.

6. Il T.A.R. siciliano, con ordinanza n. 476/2006, investiva questo Consiglio in ordine alla questione della propria competenza territoriale.

7. Questo Consiglio, con decisione n. 768/2008, accertava e dichiarava che la cognizione della controversia spettasse al T.A.R. Lazio, dinanzi al quale essa era tempestivamente riassunta dall’interessato.

8. Si costituiva avanti al T.A.R. capitolino il Ministero, resistendo all’avversario ricorso.

9. Il T.A.R. Lazio, con la sentenza n. 5646 del 9.6.2008, respingeva il ricorso.

10. Avverso tale sentenza ha proposto appello l’interessato e, nel lamentarne l’erroneità, ne ha chiesto la riforma.

11. Si è costituito il Ministero appellato per resistere all’avversario gravame.

12. Nella memoria depositata il 17.9.2014 il Ministero ha altresì eccepito l’improcedibilità dell’appello per l’intervenuta approvazione di una nuova graduatoria non impugnata dall’odierno appellante.

13. Questi, nella successiva memoria del 2.10.2014, ha nondimeno insistito per l’accoglimento dell’appello.

14. Nella pubblica udienza del 23.10.2014 il Collegio, uditi i difensori delle parti, ha trattenuto la causa in decisione.

15. L’appello deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

16. L’odierno appellante non ha più alcun vantaggio ad ottenere la pronuncia di questo Consiglio in ordine alla propria esclusione dalla graduatoria dal concorso, poiché la graduatoria di cui ha chiesto in parte qua l’annullamento, in questo giudizio, è stata integralmente sostituita dalla nuova graduatoria predisposta dal Ministero appellato, all’esito di un lungo e complesso giudizio, in esecuzione del giudicato formatosi con la sentenza n. 1481/2010 del C.G.A.

17. Sull’intera vicenda, relativa all’approvazione della nuova graduatoria, si è pronunciato ancora lo stesso C.G.A. nella sentenza n. 738/2013.

18. Non risulta che l’odierno appellante abbia impugnato, con autonomo ricorso o con motivi aggiunti, la nuova graduatoria né lo stesso, nemmeno nella memoria depositata da ultimo il 2.10.2014, ha dedotto di averla impugnata, sicché l’eventuale accoglimento del gravame e, con esso, del ricorso originario non gli recherebbe alcuna utilità a fronte della nuova graduatoria rimasta inoppugnata e definitivamente consolidatasi.

19. Discende da quanto esposto, pertanto, l’improcedibilità dell’appello proposto in questa sede.

20. E ciò a tacere, comunque, del rilievo che le questioni sollevate dall’odierno appellante e respinte dal T.A.R., nella sentenza qui impugnata, sono state ripetutamente disattese sia da questo Consiglio nella sentenza della sez. VI, 11.3.2010, n. 1433, che dallo stesso C.G.A. nella sentenza n. 738 del 27.8.2013 (e già prima nella sentenza n. 1481 del 2010), laddove entrambi hanno correttamente sottolineato, come del resto ha fatto il T.A.R. nella sentenza impugnata, il carattere non irragionevole né discriminatorio della prevista limitazione dei partecipanti ai soggetti iscritti negli elenchi “del personale volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in servizio presso la sede di Lipari”, in relazione al peculiare scopo di interesse pubblico da raggiungere, essendo detta previsione funzionale ad una esigenza reale, che è quella di garantire la continuità del servizio antincendio in un territorio indubbiamente svantaggiato come quello dell’arcipelago delle Eolie.

21. Le spese del presente grado di giudizio, attesa la sopravvenienza della nuova graduatoria e la complessità dell’intera vicenda, possono essere interamente compensate tra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile.

Compensa interamente tra le parti le spese del presente grado di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 ottobre 2014 […]

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