Corsi specializzazione Medicina, Tar Lazio sentenza n. 10993 3 novembre 2017 su mancata ammissione Scuole di specializzazione Servizio Sanitario Nazionale: aumento posti disponibili sia per personale strutture pubbliche che per quello delle strutture accreditate

Corsi specializzazione Medicina, scuole di specializzazione Servizio Sanitario Nazionale: aumento posti disponibili sia per personale strutture pubbliche che per quello delle strutture accreditate anche secondo Tar Lazio sentenza n. 10993 3 novembre 2017

Le esigenze formative del personale medico che opera nell’ambito del servizio sanitario nazionale, che l’ aumento percentuale dei posti nelle scuole di specializzazione tende a soddisfare, sussistono sia per il personale delle strutture pubbliche, sia per quello delle strutture accreditate. Pertanto, in un regime paritario quanto alle prestazioni erogate e di libera scelta da parte dell’assistito della struttura di cui avvalersi, non vi è ragione di discriminare fra le due categorie di personale in tutti casi in cui il rapporto di lavoro sia stabile nel tempo e su esso possa, quindi, influire l’ulteriore perfezionamento culturale e professionale per effetto dell’ammissione alla scuola di specializzazione.

… E il ricorso deve essere accolto sulla base della giurisprudenza formatasi sul punto (cfr. Cons st, n.124/2010* e decisioni ivi richiamate…

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Tar Lazio sentenza n. 10993 3 novembre 2017

[…]

per l’annullamento

mancata ammissione alle scuole di specializzazione .risarcimento danni-ricorso pervenuto per reg.di comp.dal tar campania con o.c.n.601/05 (rg n.2908/05)

[…]

FATTO e DIRITTO

La ricorrente, per effetto di pronuncia cautelare, veniva ammessa alla scuola di specializzazione richiesta con espressa riserva dell’esito del gravame, sicchè, pronunciato il decreto di perenzione, lo stesso veniva opposto necessitando al fine di rimuovere la predetta riserva una decisione di merito.

E il ricorso deve essere accolto sulla base della giurisprudenza formatasi sul punto (cfr. Cons st, n.124/2010* e decisioni ivi richiamate) che ha affermato come “deve, pertanto, pervenirsi alla conclusione che le esigenze formative del personale medico che opera nell’ambito del servizio sanitario nazionale, che l’ aumento percentuale dei posti nelle scuole di specializzazione tende a soddisfare, sussistono sia per il personale delle strutture pubbliche, sia per quello delle strutture accreditate. Pertanto, in un regime paritario quanto alle prestazioni erogate e di libera scelta da parte dell’assistito della struttura di cui avvalersi, non vi è ragione di discriminare fra le due categorie di personale in tutti casi in cui il rapporto di lavoro sia stabile nel tempo e su esso possa, quindi, influire l’ulteriore perfezionamento culturale e professionale per effetto dell’ammissione alla scuola di specializzazione.”

Il ricorso va dunque accolto con annullamento degli atti in epigrafe, sussistendo le ragioni per disporre la compensazione fra le parti delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla la mancata ammissione della ricorrente.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 aprile 2017 […]

 

* Si riporta per maggior chiarezza un estratto della sentenza richiamata dai giudici:

…per la riforma

della sentenza del TAR CAMPANIA – NAPOLI: Sezione VI^, n. 19615/2004, resa tra le parti, concernente DINIEGO DI AMMISSIONE A CORSO DI SPECIALIZZAZIONE….

…Ciò posto in ordine alle categorie dei medici che possono aspirare all’ ammissione alle scuole di specializzazione sull’ incremento nella misura del dieci per cento – in presenza di specifiche esigenze del servizio sanitario nazionale – del numero di posti stabilito annualmente per ciascuna scuola di specializzazione, questa Sezione con precedenti decisioni n. 1183/2008 e n.1425/2008 è pervenuta a conclusioni contrarie all’ interpretazione restrittiva dell’ art. 35, comma quarto, del d.lgs. n. 368/1999, recepita dal T.A.R., volta a riservare detto contingente di posti ai soli medici in rapporto di pubblico impiego a tempo indeterminato, stabilmente inseriti nella pianta organica di strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale.

Dal su riferito indirizzo giurisprudenziale la Sezione non ravvisa di doversi discostare in ordine alla fattispecie di cui è controversia.

Va, invero, ribadito che la disposizione che si esamina, diversamente da quanto ritenuto dal T.A.R., non ha affatto inteso restringere il titolo di ammissione alla scuola di specializzazione ad una categoria determinata di medici operante in strutture sanitarie – da identificarsi nei medici inseriti nel ruolo previsto dall’ art. 15 del d.lgs. n. 229/1999 – stante l’ assenza nella lettera della norma di puntuali riferimenti normativi a chiarificazione del suo contenuto.

La connotazione come “di ruolo” del rapporto di lavoro del personale preso in considerazione sta, invece, ad indicare che costituisce requisito per potere aspirare all’ ammissione alla scuola di specializzazione in posizione soprannumeraria la sussistenza di un rapporto stabile con la struttura sanitaria, condizione che ricorre (come del resto specificato dallo stesso art. 2 del decreto rettorale di indizione del concorso, che assume a riferimento il “personale medico di ruolo o con contratto a tempo indeterminato”) sia nel caso di inserimento del sanitario nella pianta organica dell’ ente o della struttura, sia in presenza di assunzione senza fissazione di termine di durata del rapporto.

Del resto – a seguito della privatizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti della amministrazioni pubbliche elencate all’art. 1, comma secondo, del d.lgs. n. 29/1993 ed alla regolamentazione in via contrattuale del rapporto individuale di lavoro – è venuta meno la tradizionale distinzione sul piano terminologico fra pubblici dipendenti di ruolo, che beneficiano della stabilità del rapporto e degli istituiti che lo disciplinano in via ordinaria, e dipendenti non di ruolo, qualificati avventizi, diurnisti o stagionali, trovando invece applicazione – anche per il personale della dirigenza medica (cfr. art. 13 del C.C.N.L. 08.06.2000) – le nozioni di rapporto di lavoro con contratto a tempo indeterminato, ovvero a tempo determinato nei casi espressamente consentiti.

Pertanto l’ art. 35, comma quarto, del d.lgs. n. 368/1999 nel riferirsi al “personale medico di ruolo” ha dato rilievo, quale requisito di ammissione, alla durata a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, escludendo quindi ogni altro rapporto di lavoro di carattere discontinuo, precario o con fissazione di limite di durata.

3.3). La circostanza che il rapporto di lavoro sia costituito con una struttura operante per accreditamento nell’ ambito del servizio sanitario nazionale non costituisce ragione di discrimine ai fini dell’ ammissione alla scuola di specializzazione nella quota del dieci per cento portata in incremento del numero degli specialisti da formare annualmente.

Detto incremento percentuale è, invero, stabilito dal Ministro dell’ Università e della Ricerca di concerto con quello della Sanità per soddisfare “specifiche esigenze del servizio sanitario nazionale”.

Nell’ ambito del S.S.N. i livelli essenziali ed uniformi di assistenza sono assicurati dai presidi direttamente gestiti dalle aziende unità sanitarie locali, dalle aziende ospedaliere, dalle aziende universitarie, dagli istituti di ricovero e cura di carattere scientifico (art. 8 bis del d.lgs. n. 502/1992), nonché dai “soggetti accreditati ai sensi dell’ art. 8, quater” del d.lgs. predetto.

Con il sistema dell’ accreditamento la struttura privata, in possesso di specifici requisiti preventivamente accertati per l’ erogazione di prestazioni stabilite in via convenzionale, concorre, in virtù di atto concessorio, nella gestione del servizio pubblico di assistenza e cura, nel rispetto delle scelte e per il perseguimento degli obiettivi stabiliti dalla programmazione sanitaria a livello nazionale e regionale. L’ erogazione delle prestazioni, una volta intervenuto l’ atto di accreditamento, avviene in posizione paritaria con le strutture pubbliche ed in regime di “libera scelta” da parte dei cittadini “del luogo di cura e dei professionisti nell’ ambito dei soggetti accreditati con cui siano stati definiti appositi accordi contrattuali” (cfr. sui principi Cons. St., Sez. IV^, n. 241 del 26.01.2004; Sez. V^, n. 1633 del 29.03.2004).

Deve, pertanto, pervenirsi alla conclusione che le esigenze formative del personale medico che opera nell’ ambito del servizio sanitario nazionale, che l’ aumento percentuale dei posti nelle scuole di specializzazione tende a soddisfare, sussistono sia per il personale delle strutture pubbliche, sia per quello delle strutture accredidate. Pertanto, in un regime paritario quanto alle prestazioni erogate e di libera scelta da parte dell’ assistito della struttura di cui avvalersi, non vi è ragione di discriminare fra le due categorie di personale in tutti casi in cui il rapporto di lavoro sia stabile nel tempo e su esso possa, quindi, influire l’ ulteriore perfezionamento culturale e professionale per effetto dell’ ammissione alla scuola di specializzazione….

 

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