D.l. 185 del 2008, pagamento ridotto soggetti colpiti da eventi sismici

D.l. 185 del 2008: a chi spetta il beneficio della riduzione del carico fiscale a favore dei soggetti residenti nelle regioni Molise e Puglia, colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002?

Tale beneficio si attua concretamente secondo due simmetriche possibilità di definizione: la prima in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il pagamento solo del 40% del dovuto, da effettuarsi nei termini e con le modalità previste dalla legge; la seconda in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 60% d i quanto versato al medesimo titolo, ancorché risultato parzialmente non dovuto ex post, per effetto dell’intervento normativo, cui va riconosciuto il carattere di “ius superveniens” favorevole al contribuente, nel contesto di un indebito sorto ex lege.

…Osserva la Commissione che la questione a lei sottoposta consiste nello stabilire se la normativa di favore contemplata nelle norme di legge innanzi richiamate, cioè la riduzione al quaranta per cento dell’ammontare delle imposte dovute, operi nei soli confronti dei soggetti che non abbiano, alla data di entrata in vigore della disciplina stessa, ancora provveduto al pagamento, oppure anche, mediante lo strumento del rimborso del sessanta per cento del versato, nei confronti di chi, come l’appellata contribuente, abbia, nonostante la sospensione, pagato i tributi nei termini di legge. La questione è stata risolta a favore del contribuente dalla Suprema Corte, la quale ha affermato che “il beneficio della riduzione del carico fiscale previsto dall’art. 6, comma 4-bis, D.lg. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni in legge 28 gennaio 2009, n. 2, per i soggetti residenti nelle regioni Molise e Puglia, colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002, opera, al fine di evitare ingiustificate disparità di trattamento tra soggetti passivi della medesima fattispecie tributaria, secondo due simmetriche possibilità: in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il versamento del 40 per cento del dovuto, ed in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 60 per cento di quanto versato al medesimo titolo e risultato parzialmente non dovuto “ex post” per effetto dell’intervento normativo, cui va riconosciuto il carattere di “ius superveniens “favorevole al contribuente (Sez. 5, Sentenza n. 19037/2014). L’anzidetta decisione è stata adottata sulla base di una esegesi costituzionalmente orientata in quanto una diversa interpretazione delle norme avrebbe determinato un’ingiustificata disparità di trattamento a tutto danno del contribuente più diligentemente osservante della legge tra soggetti passivi della medesima fattispecie tributaria, cioè, in modo specifico, tra chi non ha pagato e chi ha pagato. Invece, in maniera più coerente anche con l’immanente principio di ragionevolezza, deve ritenersi che spetti a tutti il beneficio della riduzione del carico fiscale, nella fattispecie al quaranta per cento. Tale beneficio si attua concretamente secondo due simmetriche possibilità di definizione: la prima in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il pagamento solo del 40% del dovuto, da effettuarsi nei termini e con le modalità previste dalla legge; la seconda in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 60% d i quanto versato al medesimo titolo, ancorché risultato parzialmente non dovuto ex post, per effetto dell’intervento normativo, cui va riconosciuto il carattere di “ius superveniens” favorevole al contribuente, nel contesto di un indebito sorto ex lege….

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Tassa concessione governativa abbonamenti cellulare

 

CTR Molise sentenza n. 1 4 gennaio 2016

[…]

in accoglimento del ricorso proposto da Omissis avverso il diniego del rimborso IRPEF per il periodo d’imposta 2003-2006 aveva condannato la detta amministrazione finanziaria al pagamento delle somme richieste dalla contribuente oltre gli interessi legali. A sostegno dell’interpostoappello l’Ufficio, nel rivendicare la correttezza del proprio operato, ha eccepito la violazione e falsa applicazionedell’art. 6, comma 4- bis, del D.lg. n. 185 del 2008 (convertito nella legge n. 2 del 2009), dell’art. 3, comma 2, del D. lg. n. 162 del 2008 (convertito nella legge n. 201 del 2008) e dei decreti del Ministro dell’economia e delle finanze del 14 e del 15 novembre 2002, nonché quello del 9 gennaio 2003 evidenziando che:

le imposte già versate non potevano essere computate ai fini dell’ammontare definibile con pagamento ridotto, con la conseguenza che esse dovevano essere escluse dal campo di operatività della definizione agevolata;
le somme corrisposte a titolo di IRPEF non potevano comunque formare
oggetto di ripetizione, avuto riguardo alla d definitività del rapporto tributario che nelle more si era esaurito.

Nel costituirsi in giudizio la contribuente chiedeva che l’appello venisse dichiarato inammissibile sia perchéformulato in maniera generica sia perché contenente, a suo dire, elementi nuovi non eccepiti nel primo grado digiudizio. Nelle more del giudizio l’Ufficio comunicava l’intenzione di rinunciare all’appello e di aver riconosciutoalla …….. il rimborso della somma di omissis e chiedeva pertanto che venisse dichiarata cessata la materia delcontendere con compensazione delle spese di giudizio. All’odierna pubblica udienza le parti venivano ammessealla discussione orale nel corso della quale l’appellata dichiarava di non aderire alle richieste di controparte dal momento che la somma riconosciuta dall’Ufficio era ampiamente inferiore a quella a lei spettante per cui, sulle conclusioni rassegnate a verbale, l’appello veniva riservato per la decisione. Osserva la Commissione che la questione a lei sottoposta consiste nello stabilire se la normativa di favore contemplata nelle norme di legge innanzi richiamate, cioè la riduzione al quaranta per cento dell’ammontare delle imposte dovute, operi nei soli confronti dei soggetti che non abbiano, alla data di entrata in vigore della disciplina stessa, ancora provveduto al pagamento, oppure anche, mediante lo strumento del rimborso del sessanta per cento del versato, nei confronti di chi, come l’appellata contribuente, abbia, nonostante la sospensione, pagato i tributi nei termini di legge. La questione è stata risolta a favore del contribuente dalla Suprema Corte, la quale ha affermato che “il beneficio della riduzione del carico fiscale previsto d all’art. 6, comma 4-bis, D.lg. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni in legge 28 gennaio 2009, n. 2, per i soggetti residenti nelle regioni Molise e Puglia, colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002, opera, al fine di evitare ingiustificate disparità di trattamento tra soggetti passivi della medesima fattispecie tributaria, secondo due simmetriche possibilità: in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il versamento del 40 per cento del dovuto, ed in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 60 per cento di quanto versato al medesimo titolo e risultato parzialmente non dovuto “ex post” per effetto dell’intervento normativo, cui va riconosciuto il carattere di “ius superveniens “favorevole al contribuente (Sez. 5, Sentenza n. 19037/ 2014). L’anzidetta decisione è stata adottata sulla base di una esegesi costituzionalmente orientata in quanto una diversa interpretazione delle norme avrebbe determinato un’ingiustificata disparità di trattamento a tutto danno del contribuente più diligentemente osservante della legge tra soggetti passivi della medesima fattispecie tributaria, cioè, in modo specifico, tra chinon ha pagato e chi ha pagato. Invece, in maniera più coerente anche con l’immanente principio diragionevolezza, deve ritenersi che spetti a tutti il beneficio della riduzione del carico fiscale, nella fattispecie alquaranta per cento. Tale beneficio si attua concretamente secondo due simmetriche possibilità di definizione: la prima in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il pagamento solo del 40% del dovuto, da effettuarsi nei termini e con le modalità previste dalla legge; la seconda in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 60% d i quanto versato al medesimo titolo, ancorché risultato parzialmente non dovuto ex post, per effetto dell’intervento normativo, cui va riconosciuto il carattere di “ius superveniens” favorevole al contribuente, nel contesto di un indebito sorto ex lege (tra altre, Cass. nn. 20641/2007, 9577 e 23589 del 2012, 10242/2013, inrelazione alla normativa relativa al sisma verificatosi nel 1990 in Sicilia e inoltre; Cass. nn. 3832 e 12083 del 2012 in ordine agli eventi alluvionali avvenuti in Piemonte nel 1994). La ratio della legge 2/2009 si fonda su finalità solidaristiche, per cui devono essere ritenute applicabili le agevolazioni previste d al D.L. 162/2008.nei confronti di tutti i contribuenti che si trovano nella medesima situazione. L’appello va pertanto rigettato e, per l’effetto, confermata l’impugnata decisione. La peculiarità delle questioni trattate e i dubbi interpretativi delle norme regolanti la materia giustificano l’integrale compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Collegio, definitivamente pronunciando sull’appello in epigrafe:

rigetta

l’appello e, per l’effetto, conferma l’impugnata decisione. Spese compensate.

[…]

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