Demolizione immobile abusivo

Demolizione immobile abusivo: obbligo di motivazione e affidamento del privato.

Con riguardo ad un organismo edilizio autonomamente utilizzabile siccome realizzato in assenza di titolo autorizzativo, in caso di ordine di demolizione ed anche di acquisizione al patrimonio dell’Ente, non è richiesta una specifica motivazione che dia conto della valutazione delle ragioni di interesse pubblico sottese alla determinazione assunta o della comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, in quanto il presupposto per l’adozione dell’ordine de quo è costituito esclusivamente dalla constatata esecuzione dell’opera in difformità dal titolo abilitativo o in sua assenza, con la conseguenza che il provvedimento, ove ricorrano i predetti requisiti, è sufficientemente motivato con la descrizione delle opere abusive e il richiamo alla loro accertata abusività.

 

In materia di demolizione di immobili abusivi, attesa la natura vincolata del potere, non è configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente, che il tempo non può, di per sé, legittimare in via di fatto.

Vedi anche:

Ordine di demolizione opere abusive, non serve comunicazione avvio procedimento

Ordine di demolizione abuso edilizio, non serve puntuale motivazione

Abuso edilizio risalente nel tempo, ordine demolizione resta atto dovuto

Ordine di demolizione per mancanza titolo abilitativo, domanda annullamento: anche a comunità Sinti si applica il Testo Unico Edilizia

Impugnazione ordine demolizione, manufatto precedente legge “ponte”, onere della prova

Ordinanza di demolizione, inottemperanza: sanzione pecuniaria senza comunicazione di avvio del procedimento è illegittima

Ordinanza demolizione, istanza accertamento conformità incide solo su efficacia

Opere abusive edilizie, sostituzione demolizione con sanzione pecuniaria

Parcheggio condominio, interclusione area Comune, demolizione

Lottizzazione abusiva terreni ex art. 30 dpr 380 2001

Abusi edilizi su aree sottoposte a vincolo paesaggistico ambientale: no silenzio assenso sull’istanza di condono

Altre sentenze:

Realizzazione tettoia in legno: serve permesso di costruire

Giurisprudenza condono edilizio

Sanatoria abusi edilizi

Veranda

 

Tar Campania sentenza n. 5029 2 novembre 2016

[…]

per l’annullamento

dell’ordinanza di sospensione lavori e demolizione di opere abusive n.16 del 10/1/2007.

[…]

FATTO

Espone in fatto parte ricorrente che con l’impugnata ordinanza, a seguito di comunicazione di avvio del procedimento e di comunicazione di notizie di reato, è stata intimata la demolizione di sopraelevazione di secondo piano e di terzo piano con annesse rampe e di realizzazione sul lastrico solare di muretto perimetrale alto circa 1 metro, il tutto senza titoli abilitativi.

Il Comune di Afragola si è costituito per resistere al ricorso. E’ intervenuta in giudizio la controinteressata sig.ra Omissis per dedurre di essere proprietaria di terreno agricolo in Afragola al fl. omissis p.lla omissis confinante con quello oggetto dell’impugnata ordinanza di demolizione, insistendo per l’ammissibilità dell’intervento e per l’infondatezza dei motivi dei motivi di ricorso.

Alla udienza pubblica del 25 ottobre 2016 la causa è stata chiamata e trattenuta per la decisione come da verbale.

DIRITTO

1. Con il ricorso in esame parte ricorrente deduce l’eccesso di potere, la violazione del giusto procedimento, dell’art. 6 della Legge n.127/1997 e dell’art.31 del DPR n. 380/2001.

2. Il Collegio ritiene, ai fini del rigetto del ricorso, di osservare in via preliminare che, con riguardo ad un organismo edilizio autonomamente utilizzabile siccome realizzato in assenza di titolo autorizzativo, in caso di ordine di demolizione ed anche di acquisizione al patrimonio dell’Ente, non è richiesta una specifica motivazione che dia conto della valutazione delle ragioni di interesse pubblico sottese alla determinazione assunta o della comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, in quanto il presupposto per l’adozione dell’ordine de quo è costituito esclusivamente dalla constatata esecuzione dell’opera in difformità dal titolo abilitativo o in sua assenza, con la conseguenza che il provvedimento, ove ricorrano i predetti requisiti, è sufficientemente motivato con la descrizione delle opere abusive e il richiamo alla loro accertata abusività (cfr. T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. III, 4.2.2012, n. 227; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. VIII, 9.2.2012, n. 693).

2.1 In ogni caso le caratteristiche dell’opera realizzata abusivamente, ovvero una struttura portata a termine con violazione dei sigilli e consistente nella sopraelevazione di secondo e terzo piano con strutture portanti verticali ed orizzontali in c.c.a. con annesse rampe scale in c.c.a. tompagnata, nonché nella realizzazione sul lastrico solaio di un muretto perimetrale alto circa 1 mt., di un masso di pendenza e di un torrino scala, il tutto per una superficie di circa mq. 240 per piano, inducono a ritenere che del tutto legittimamente è stata ingiunta la demolizione, ove si consideri che in materia di demolizione di immobili abusivi, attesa la natura vincolata del potere, non è configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente, che il tempo non può, di per sé, legittimare in via di fatto.

Peraltro, in pendenza di un sequestro penale, non è possibile chiedere all’Autorità Giudiziaria il dissequestro dell’immobile, così come è pacifico che l’ingiunta demolizione delle opere abusive è la logica conseguenza della violazione di norme urbanistico-edilizie ed è del tutto autonoma dal procedimento sanzionatorio penale. Nella fattispecie è incontestato che il manufatto abusivo è ubicato in zona agricola in difformità insanabile con i vigenti strumenti urbanistici e, dunque, non potrà essere mai valutata positivamente un’istanza di sanatoria.

3. In conclusione il ricorso deve essere rigettato per come infondato.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese processuali, liquidate in € 1.000,00 in favore di ciascuna delle parti costituite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

La sentenza è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Napoli, nella Camera di Consiglio del giorno 25 ottobre 2016 […]

 

Precedente Fisioterapia, università senza test ingresso Successivo Sanatoria edilizia, omessa allegazione documentazione: termine per integrazione tassativo