D.I.A. e scadenza del termine fissato dall’art. 23, comma 6, del d.p.r. 6 giugno 2001 n. 380, Tar Lazio sentenza n. 9803 22 luglio 2019: l’Amministrazione conserva il potere di verificare se le opere possono essere realizzate sulla base della d.i.a. ed esercita i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall’ordinamento

L’esercizio dei poteri di vigilanza e repressivi rappresenta, in via generale, una delle imprescindibili modalità di cura dell’interesse pubblico affidato all’Amministrazione, ed è espressione del principio di buon andamento, di cui all’art. 97 Cost.; con la conseguenza che l’Amministrazione conserva il potere di verificare se le opere possono essere realizzate sulla base della d.i.a., ed esercita i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall’ordinamento, anche dopo la scadenza del termine fissato dall’art. 23, comma 6, del d.p.r. 6 giugno 2001 n. 380 (cfr., ex multis, Consiglio di Stato sez. VI, 10/03/2014 n.1084), tenuto conto che deve escludersi il consolidamento degli effetti della d.i.a. laddove manchino i presupposti di ammissibilità di tale titolo edilizio.

 

Ai fini edilizi manca la natura pertinenziale qualora sia realizzato un nuovo volume, su un’area diversa e ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio, ovvero sia realizzata un’opera qualsiasi che ne alteri la sagoma, come una tettoia.

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