Difesa PA al Consiglio di Stato spetta solo ad Avvocatura generale dello Stato

Ai sensi dell’art. 9, co. 1, della legge 3 aprile 1979 n. 103 unicamente all’Avvocatura generale dello Stato compete la rappresentanza e la difesa in giudizio delle amministrazioni nei giudizi davanti alle supreme giurisdizioni.

Consiglio di Stato sentenza n. 2792 5 giugno 2015

[…]

FATTO e DIRITTO

Con l’atto in epigrafe, il signor -OMISSIS- ha appellato la sentenza in forma semplificata 31 gennaio 2011 n. 296 del TAR per la Lombardia, sede di Milano, sezione quarta, con la quale è stato respinto il suo ricorso avverso il decreto n. -OMISSIS-/2010 cat. A12/Imm. del Questore di Milano, di diniego di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato in ragione dell’esistenza a suo carico (benché con altre generalità) sia di una precedente espulsione disposta il 22 ottobre 2002 e del reingresso in Italia prima del decorso di dieci anni senza la speciale autorizzazione del Ministero dell’interno, sia di condanna per reato relativo alla violazione della proprietà intellettuale.

Come preavvertito in udienza ai sensi dell’art. 73, co. 3, cod. proc. amm., l’appello risulta inammissibile poiché notificato alla Prefettura di Como, alla Questura di Lecco (peraltro non anche a quella di Milano, autorità emanante) ed al Ministero dell’interno presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano anziché presso l’Avvocatura generale con sede in Roma.

Com’è ben noto, ai sensi dell’art. 9, co. 1, della legge 3 aprile 1979 n. 103 unicamente a quest’ultima compete la rappresentanza e la difesa in giudizio delle amministrazioni nei giudizi davanti alle supreme giurisdizioni, qual è il Consiglio di Stato.

Dunque, la notificazione eseguita dall’attuale appellante è nulla.

Né la nullità risulta sanata dalla costituzione in giudizio della predetta Amministrazione centrale e periferica.

Per tale ragione, non v’è luogo a pronuncia sulle spese del grado.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, dichiara inammissibile il medesimo appello.

Nulla spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante, manda alla Segreteria di procedere all’annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 aprile 2015  […]

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