Diritto di accesso delle organizzazioni sindacali, Consiglio di Stato sentenza n. 5937 18 dicembre 2017 su istanza di accesso agli atti riguardanti il bonus merito ed i compensi erogati al personale docente di un istituto statale: diniego legittimo se l’associazione non indica gli specifici interessi perseguiti ed i soggetti relativi agli atti amministrativi richiesti

Consiglio di Stato sentenza n. 5937 18 dicembre 2017 sui limiti all’accesso agli atti amministrativi delle organizzazioni sindacali:

L’istanza di accesso avente ad oggetto l’acquisizione degli atti relativi all’attribuzione del bonus merito/valorizzazione ed il prospetto analitico dei conseguenti compensi erogati al personale docente di un istituto statale, presentata da un’organizzazione sindacale, va respinta in assenza di indicazione o motivazione dellespecifiche ragioni che renderebbero necessaria la conoscenza dell’ammontare erogato a ciascun docente.

In tale contesto non è certo invocabile ex officio la generale attività di tutela svolta dalle associazioni stesse, anche in considerazione del fatto che, rispetto all’attribuzione dei premi in questione, potrebbe sorgere un evidente controinteresse fra soggetti iscritti alla medesima organizzazione sindacale.

…da ciò ne consegue il sorgere, in capo all’associazione istante, di un onere di specificazione degli interessi perseguiti (anche in connessione con la ipotizzabile proponibilità di un’azione a tutela della stessa libertà dell’azione sindacale in dipendenza di effetti distorsivi nell’applicazione dei criteri di attribuzione dei “bonus”), nonché dei soggetti – aderenti alla propria associazione o meno-, rispetto alla quale assume ulteriore rilievo dirimente, in termini di infondatezza della pretesa così come avanzata nel caso in esame, il limite generale dell’inammissibilità dell’accesso in caso di istanze che, come nel caso de quo, paiono preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni;

– atteso che una sufficiente specificazione dell’interesse all’accesso esteso alle informazioni richieste con l’istanza in esame neppure può ricavarsi in astratto dalla disciplina del ccnl di settore;

– rilevato che, a quest’ultimo riguardo, l’art. 6 comma 2 in questione, se per un verso al punto o) invocato non prevede espressamente – come invece prevede il precedente punto n) – che le informazioni includano i nominativi del personale, per un altro verso in ambedue le disposizioni non prevede comunque un’informazione che abbini i nominativi del personale agli importi percepiti;

– considerato che, d’altronde, in assenza di una specificazione dell’istanza nei termini predetti l’opzione ermeneutica del tenore del ccnl appena richiamato, così come fatta propria dal Giudice di prime cure, appare coerente con il principio generale dettato dall’art. 20 d.lgs. 33 cit.;

– ritenuto che pertanto l’appello debba essere respinto, fatta salva la possibile riproposizione dell’istanza attraverso la necessaria specificazione;…

 

In materia di accesso, se pure va ribadita la tesi per cui non può essere dichiarato inammissibile il ricorso avverso il diniego di accesso non notificato al controinteressato ove questi non sia stato precedentemente reso edotto dall’amministrazione; tuttavia da tale condivisibile principio (che impedisce che il richiedente l’accesso debba essere maggiormente diligente rispetto alla stessa amministrazione cui l’istanza è stata notificata) non può discendere che il giudice adito non sia tenuto (anche ex officio), ove ravvisi posizioni di controinteresse, ad ottemperare all’obbligo ex art. 116 cod. proc. amm. e ad imporre quindi la notifica del ricorso di primo grado alla parte controinteressata.

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Consiglio di Stato sentenza n. 5937 18 dicembre 2017

L’oggetto del giudizio.

“per la riforma

della sentenza breve del T.A.R. VENETO – VENEZIA: SEZIONE I n. 00400/2017, resa tra le parti, concernente del provvedimento n. 54 1.3.6 del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale G.F. Malpiero di Marcon Venezia, con il quale è stato negato l’accesso chiesto dalle organizzazioni sindacali ricorrenti, nonché accertamento del diritto all’accesso e condanna delle amministrazioni resistenti a consentire l’accesso;”

Il fatto e le contestazioni.

“- rilevato che la presente controversia ha ad oggetto l’appello proposto avverso la sentenza con cui il Tar Veneto ha respinto il ricorso di prime cure, proposto dall’associazione odierna appellante avverso il diniego di accesso adottato dalle amministrazioni odierne appellate avverso l’originaria domanda di accesso;

– rilevato che, se tale istanza aveva ad oggetto l’acquisizione degli atti relativi all’attribuzione del bonus merito/valorizzazione a.s. 2015/2016 ed il prospetto analitico dei conseguenti compensi erogati al personale docente dell’istituto statale Malipiero di Marcon, il provvedimento di diniego adottato dal dirigente scolastico si fondava su ragioni di “tutela dei diritti relativi alla privacy dei singoli operatori della scuola”;

– atteso che, in disparte il rigetto dell’eccezione di inammissibilità per difetto di giurisdizione e dell’espresso mancato approfondimento della verifica dell’integrità del contraddittorio, il non accoglimento del gravame di prime cure veniva motivato, dalla sentenza appellata, sulla scorta dell’interpretazione della disciplina di cui al ccnl del personale del comparto scuola svolta alla luce delle norme generali di cui agli artt. 24 comma 6 lett d) l. 241\1990 e 20 d.lgs. 33\2013;

– considerato che in sede di appello l’associazione originaria ricorrente censurava i passaggi motivazionali della sentenza del Tar Veneto, deducendo in specie la violazione delle norme del ccnl predetto nonché l’errata applicazione delle disposizioni sopra richiamate, ribadendo la necessità della cognizione completa dei dati richiesti, estesi al nominativo del singolo docente completo di incarico e di compenso;

– ritenuto che l’appello proposto non sia suscettibile di accoglimento; […]”

La decisione sulle spese.

“- atteso che, a fronte della natura degli interessi coinvolti, sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese di lite.”

Precedente Art 10 codice beni culturali – Disposto normativo aggiornato e giurisprudenza rilevante – Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), articolo 10 Successivo Ricorso per esclusione dalla gara d’appalto di un’impresa concorrente, Consiglio di Stato sentenza n. 5870 13 dicembre 2017 su decorso termine impugnazione provvedimenti che determinano le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni, in caso di omessa pubblicazione del provvedimento di ammissione o esclusione sul profilo telematico della stazione appaltante ai sensi dell’art. 29, comma 1, d.lgs. n. 50/2016: il comma 2-bis dell’art. 120 cod. proc. amm. non ha posto una deroga all’art. 41, comma 2, cod. proc. amm. e al principio generale della decorrenza del termine di impugnazione dalla conoscenza completa dell’atto