Elezioni, irregolarità, principio di specificazione dei motivi

Consiglio di Stato sentenza n. 3280 20 luglio 2016

In tema di ricorsi elettorali il principio di specificazione dei motivi, seppure lievemente temperato, richiede sempre, ai fini dell’ammissibilità del ricorso o delle singole doglianze, che vengano indicati, con riferimento a circostanze concrete, la natura dei vizi denunziati.

L’onere di specificità del motivo non assorbe l’onere della prova, posto che anche una denuncia estremamente circostanziata dell’irregolarità deve pur sempre essere sorretta da allegazioni ulteriori rispetto alle affermazioni del ricorrente; un motivo anche strutturato in termini specifici può rendere inammissibile il ricorso allorché questo presenti caratteri tali da doversi qualificare come esplorativo.

Un ricorso recante motivi specifici può ugualmente risultare esplorativo ogniqualvolta emerga, ad una valutazione riservata al giudicante, che con esso si punti a conseguire il risultato di un complessivo riesame del voto in sede contenziosa

 

Consiglio di Stato

sentenza n. 3280 20 luglio 2016

[…]

FATTO e DIRITTO

1. Con ricorso promosso ex art. 130 Cod. proc. amm., il sig. Omissis , candidato e primo dei non eletti nella lista “Omissis” alle elezioni del 10 maggio 2015, indette per il rinnovo della carica di Sindaco e del Consiglio comunale di Trento, ha impugnato la proclamazione degli eletti del 13. Maggio 2015 emesso dall’ufficio elettorale centrale di Trento, allegando le notizie riportate dalla cronaca giornalistica locale circa le indagini preliminari, avviate dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Trento, protese “ad accertare la falsità delle firme raccolte per la presentazione della lista di Omissis” (pag. 4 del ricorso), nonché – a conclusione delle stesse – copia del fascicolo del Pubblico Ministero.

2. Sosteneva che all’eventuale accertamento della falsità di tali firme conseguirebbe l’inammissibilità della presentazione di Omissis, la “defalcazione” integrale dei voti dalla stessa ottenuti nella competizione e la sostituzione del consigliere eletto nella medesima (Omissis) con il proprio nominativo, avendone diritto in quanto primo dei non eletti in “Omissis”, cui spetterebbe, quale resto più elevato, l’elezione di un secondo consigliere.

Il ricorrente chiedeva che al T.R.G.A. di procedere autonomamente all’accertamento dei fatti penalmente rilevanti emersi nel corso delle indagini penali, e di provvedere all’annullamento dell’atto di ammissione della lista “Omissis” e del verbale di proclamazione degli eletti, correggendo il risultato e sostituendo sé stesso al candidato Omissis, se ritenuto necessario previa rideterminazione dei risultati elettorali secondo la vigente normativa.

Nessuno si costituiva in giudizio.

3. Il Tribunale regionale di Giustizia amministrativa, Trento, dichiarava il ricorso inammissibile.

4. La sentenza riteneva precluso nel giudizio elettorale lo svolgimento degli “accertamenti autonomi” richiesti dal ricorrente, tanto sui fatti penalmente rilevanti – attesa l’evidente estraneità alla propria giurisdizione dell’ipotetica responsabilità penale degli indagati – quanto sull’eventuale falsità della sottoscrizioni raccolte dalla lista in argomento.

La sentenza affermava inoltre che l’inammissibilità della presentazione della lista “Omissis” non avrebbe comunque determinato la cancellazione di tale lista con il travolgimento dei voti espressi in suo favore, con la conseguente ricostruzione ex post della volontà espressa dal corpo elettorale, e, ancor prima, della stessa precedente campagna elettorale.

Peraltro nella supposta condizione di assenza della lista “Omissis”, non potrebbe essere ricostruito ex post il comportamento che gli elettori della predetta avrebbero liberamente assunto, né a vantaggio di quale lista fra quelle ammesse, e di quale candidato all’interno delle stesse, si sarebbe riversato il loro consenso.

5. Avverso la sentenza propone appello il sig.  Omissis. Nessun intimato si è costituito.

Alla pubblica udienza del 9 giugno 2016 la causa, su domanda del ricorrente, è stata trattenuta in decisione.

L’appello deduce l’errore di giudizio laddove la sentenza, oltre a fare mal governo di un precedente giurisprudenziale, non avrebbero inteso il reale interesse sotteso al ricorso volto alla correzione delle operazioni elettorali senza compromettere la validità delle elezioni.

6. L’appello è infondato.

Il ricorso in esame, seguendo la prospettazione indicata nel motivo d’appello, è stato proposto per la correzione delle operazioni elettorali senza la deduzione di specifici motivi d’impugnazione ma con il solo richiamo della cronaca giornalistica locale sull’avvio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento per l’accertamento della falsità delle firme raccolte per la presentazione e della lista di ”Omissis”.

In base al principio di corrispondenza fra petitum e decisum (cfr., in materia elettorale, Cons. Stato, Sez. V, 29 ottobre 2012, n. 5504), le domande formulate dal ricorrente suppongono il rifacimento ex novo delle operazioni elettorali o nella generica domanda dell’esercizio di un potere correttivo che contrasta con l’onere di specificità dei motivi d’impugnazione.

Va al riguardo richiamato Cons. Stato,

Ad. plen. 20 novembre 2014 n. 32

, a mente del quale il principio di specificazione dei motivi, seppure lievemente temperato, richiede sempre, ai fini dell’ammissibilità del ricorso o delle singole doglianze, che vengano indicati, con riferimento a circostanze concrete, la natura dei vizi denunziati.

Inoltre, l’onere di specificità del motivo non assorbe l’onere della prova, posto che anche una denuncia estremamente circostanziata dell’irregolarità deve pur sempre essere sorretta da allegazioni ulteriori rispetto alle affermazioni del ricorrente; un motivo anche strutturato in termini specifici può rendere inammissibile il ricorso allorché questo presenti caratteri tali da doversi qualificare come esplorativo.

Un ricorso recante motivi specifici può ugualmente risultare esplorativo ogniqualvolta emerga, ad una valutazione riservata al giudicante, che con esso si punti a conseguire il risultato di un complessivo riesame del voto in sede contenziosa

Da ciò l’inammissibilità del ricorso proposto sulla scorta della generica affermazione della falsità della raccolta delle firme di presentazione di altra lista.

8. Non v’è luogo a provvedere sulle spese di lite non essendosi costituite in giudizio le parti evocate.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge l ‘appello e, per l’effetto, dichiara il ricorso inammissibile.

Nulla sulle spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 giugno 2016 […]

ricorsi elettorali

Precedente Alimenti, latte “non tracciabile” miscelato con altro di provenienza lecita, reato Successivo Unioni civili, parere del Consiglio di Stato (n. 1695/2016)