Giudizio di ottemperanza, procedibilità, atto sopravvenuto palesemente elusivo

Sentenza Consiglio di Stato n. 5508 del 10 novembre 2014

La legittimità dell’atto sopravvenuto può essere delibata, nell’ambito del giudizio di ottemperanza, solo se la nuova determinazione risulta palesemente elusiva delle regole di condotta dettate nella decisione della quale viene chiesta l’esecuzione, dovendosi altrimenti denunciarne l’invalidità con autonomo ricorso nelle forme del giudizio ordinario; pertanto, la verifica della persistenza della mancata esecuzione del giudicato e, quindi, della procedibilità dell’azione di ottemperanza deve compiersi mediante la qualificazione dell’atto sopravvenuto quale provvedimento palesemente elusivo del giudicato di annullamento ovvero quale sua determinazione attuativa.

Sentenza Consiglio di Stato n. 5508 del 10 novembre 2014

[…]

DIRITTO

La infondatezza dell’appello, sia pure con motivazione diversa da quella fatta propria dal Tar, esonera la Sezione dall’esame della richiesta di estromissione dal giudizio dell’Inps.

Deve infatti considerarsi che la sentenza da ottemperare n.3594 del 2003 accoglieva il ricorso “..in relazione al primo motivo di ricorso, da considerare assorbente, con il quale si deduceva la violazione dell’avviso di avvio del procedimento e la violazione del principio di tipicità dei provvedimenti amministrativi” ed annullava conseguentemente il verbale della Omissis Campania (all’epoca organo ministeriale) n.1/96 “salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione”.

Punto nodale dell’odierno contenzioso è quello della verifica se le amministrazioni coinvolte siano o meno rimaste inerti, abbiano adottato atti elusivi o abbiano dato corretta esecuzione al decisum.

Risulta che la Regione Campania, nel frattempo subentrata a seguito del d.lgs. n.469/1997 e della legge regionale n.14/1998 con propria Commissione Regionale del Lavoro alla Commissione regionale per l’Impiego emetteva, nella seduta del 19.6.2003, un provvedimento di reiscrizione delle ricorrenti nelle liste di mobilità.

La Regione evidenzia che non poteva provvedere al reinserimento delle ricorrenti nei progetti di lavori socialmente utili attesa la evoluzione legislativa venutasi a determinare in materia attraverso la legge 608/96, il d.lgs. 468/97, il d.lgs n.81/00 con disposizioni che non consentono nuovi inserimenti.

Si noti al riguardo che il Tar, nella sentenza da eseguire, non si era limitato ad un mero annullamento dell’atto di sospensione dalle liste di collocamento, annullamento che in ipotesi avrebbe determinato una possibile riviviscenza dei provvedimento sospesi ed in specie della assegnazione delle ricorrenti ai lavori socialmente utili, ma aveva espressamente rinviato agli ulteriori provvedimenti della amministrazione, statuendo la necessità di una nuova valutazione, sia in relazione agli accertamenti penali in corso (definitisi peraltro con la sentenza di condanna passata in giudicato dell’amministratore della società Omissis; cfr. nota dell’11.2.2004 dell’Inps alla Regione Campania), sia in relazione al quadro fattuale e normativo che si era determinato nel lungo lasso temporale tra gli accertamenti ispettivi dell’Inps del 18.12.1995, la gravata sospensione del 5.1.1996 delle ricorrenti dalle liste di mobilità e la pronunzia del Tar n.3594/2003.

Risulta quindi evidente in sintesi:

a) che la sentenza n.3594 del 2003 non aveva alcuna portata satisfattiva o sostanziale a favore delle ricorrenti ma un contenuto meramente formale (mancato avvio del procedimento, mancanza di un termine di sospensione) lasciando integro il potere dell’amministrazione di adozione di ulteriori provvedimenti;

b) che, contrariamente a quanto sostenuto dalle appellanti, l’amministrazione non è rimasta inerte, né ha adottato provvedimenti elusivi, ma ha dato esecuzione alla sentenza secondo il quadro legislativo nelle more venutosi a determinare;

c) con l’odierna azione giudiziaria è stata proposta una domanda nuova e diversa rispetto al comando giudiziale posto dalla sentenza n.3594/2003 del Tar.

Al riguardo si richiama il pacifico orientamento della giurisprudenza amministrativa secondo il quale la legittimità dell’atto sopravvenuto può essere delibata, nell’ambito del giudizio di ottemperanza, solo se la nuova determinazione risulta palesemente elusiva delle regole di condotta dettate nella decisione della quale viene chiesta l’esecuzione, dovendosi altrimenti denunciarne l’invalidità con autonomo ricorso nelle forme del giudizio ordinario; pertanto, la verifica della persistenza della mancata esecuzione del giudicato e, quindi, della procedibilità dell’azione di ottemperanza deve compiersi mediante la qualificazione dell’

atto sopravvenuto quale provvedimento palesemente elusivo

del giudicato di annullamento ovvero quale sua determinazione attuativa.

Nel caso in esame non solo non vi è stata inerzia dell’amministrazione, come reiteratamente ma erroneamente sostenuto in appello, ma nemmeno alcun intento elusivo del giudicato avendo la Regione Campania adottato un ulteriore provvedimento, come espressamente consentito dallo iussum giudiziale, ispirato ad una nuova ed autonoma valutazione degli elementi di fatto e di diritto secondo il nuovo quadro ordinamentale in materia, di talché la legittimità dell’atto sopravvenuto avrebbe dovuto essere delibata secondo un giudizio ordinario.

Si aggiunga poi che nessun ritardo può ritenersi essere stato perpetrato dall’amministrazione nella esecuzione della sentenza atteso che questa veniva depositata in data 4.3.2003 ed eseguita in data 19.6.2003, pertanto nel lasso temporale ragionevolmente necessario per la sua esecuzione.

In conclusione l’appello non merita accoglimento sia pure con motivazione diversa da quella del Tar.

Spese ed onorari tuttavia anche in relazione alla natura del petitum possono essere compensati.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente decidendo sull’appello lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 ottobre 2014 […]

 

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