Rigetto istanza di sanatoria ex art. 27 L. 112/04 relativa ad impianto di radiodiffusione sonora e diffida allo spegnimento immediato: ripartizione delle competenze fra Ministero delle comunicazioni e Ministero dello Sviluppo Economico in materia di disattivazione “sine die” degli impianti

Tar Lazio sentenza n. 2248 28 febbraio 2018

In materia di impianti di radiodiffusione sonora, se sono rimessi agli organi periferici del Ministero delle comunicazioni interventi di controllo ed ispezione, con possibilità dei medesimi organi di imporre modifiche tecniche ove necessario e anche di ordinare la disattivazione degli impianti, ma come misura temporanea, indirizzata alla rimozione delle disfunzioni rilevate, d’altra parte, una disattivazione “sine die” entra in una diversa sfera di esercizio del potere, in quanto implica effetti non diversi da quelli, riconducibili alla revoca della concessione, la cui competenza appartiene al competente Dirigente Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, mentre solo le materiali operazioni di disattivazione definitiva dell’impianto potranno essere successivamente eseguite dagli Ispettorati Territoriali.

…Ne segue l’illegittimità del provvedimento gravato, con rimessione dell’affare al competente Dirigente generale del MISE, assorbita ogni altra censura.

Il ricorso è dunque fondato, e va accolto, con conseguente annullamento dell’atto gravato….

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Tar Lazio sentenza n. 2248 28 febbraio 2018

L’oggetto del giudizio

“per l’annullamento

del provvedimento dell’allora Ministero delle Comunicazioni – Ispettorato Territoriale Abruzzo – Molise del 26.10.2006, prot. n. 009602 di rigetto dell’istanza di sanatoria ex art. 27 L. 112/04 relativa ad impianto di radiodiffusione sonora sito in località Omissis (AQ), modulante sulla frequenza 93,800 MHz;

nonchè, con atto per motivi aggiunti spedito per la notifica in data 13.3.2014:

– dell’atto di diffida allo spegnimento immediato dell’impianto del Ministero dello Sviluppo Economico – Dip. Comunicazioni – Ispettorato Territoriale Abruzzo – Molise in data 12.2.2014 prot. n. IV/0154/030/05/DIP;

– del provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico Dip. Comunicazioni – Ispettorato Territoriale Abruzzo – Molise in data 5.3.2014 prot. n. 1795/IV/0065/030/08/DIP con il quale è stato ordinato lo spegnimento immediato dell’impianto della ricorrente sito nel Comune di Omissis (AQ), modulante sulla frequenza 93,800 MHz;”

Il fatto e le contestazioni

“Con ricorso depositato il 9 gennaio 2007, la Omissis s.r.l., che esercita la propria attività di radiodiffusione sonora in ambito locale ed in particolare utilizza la postazione sita nel Comune di Omissis (AQ), ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento del Ministero delle Comunicazioni Ispettorato territoriale Abruzzo Molise, data 26.10.2006 prot. n. 009602, con il quale è stata rigettata l’istanza di sanatoria ex art. 27 L. 112/2004 per l’impianto sito in quella località, da cui l’emittente effettua le proprie trasmissioni sulla frequenza 93,800 Mhz.

Con motivi aggiunti depositati il 19 marzo 2014 la stessa ricorrente impugna l’atto di diffida di spegnimento immediato emesso dallo stesso Ufficio locale del Ministero, Settore IV in data 12 febbraio 2014 prot. n. /IV/0154/030/05/DIP nonchè il successivo provvedimento del 5 marzo 2014 prot. n. 1795/IV/0065/030/08/DIP, con il quale è stato ordinato lo spegnimento immediato dell’impianto già oggetto dei provvedimenti impugnati con il ricorso principale.

Con l’ordinanza n.3980 del 10.4.2014 la Sezione ordinava all’amministrazione, costituitasi solo formalmente, di depositare agli atti del giudizio “apposita e documentata relazione da parte del Ministero resistente, in cui siano ordinatamente e precisamente esposti i rilevamenti eseguiti nel tempo, che hanno indotto l’Amministrazione ad escludere che l’impianto fosse attivo nel decennio rilevante ai sensi dell’art. 27 L. 112 / 2004”.

Alla camera di consiglio del 18 luglio 2014 la Sezione ha respinto, con l’ordinanza n. 3452/2014, la domanda cautelare di parte ricorrente contenuta nei motivi aggiunti, ritenendo che il ricorso, alla luce della documentazione depositata dall’amministrazione in adempimento dell’ordinanza istruttoria, non abbia il requisito del “fumus boni juris”.

A seguito della pubblica udienza del 19 gennaio 2018 la causa è stata posta in decisione.

Sulla base dei precedenti specifici della Sezione in analoghi contenziosi, il Collegio ritiene che, re melius perpensa rispetto al provvedimento cautelare sopra indicato, il ricorso e i motivi aggiunti siano da accogliere con il consequenziale annullamento dei provvedimenti impugnati.

La censura di incompetenza contenuta nei motivi aggiunti, deve, infatti, essere esaminata preliminarmente rispetto alle altre, poiché, se fondata, determina un assorbimento degli ulteriori profili di illegittimità con remand all’organo competente dell’amministrazione resistente di riesercitare il potere, ove ritenuto ancora opportuno nel merito, come già  previsto dal precedente art. 26, comma 2, L. n. 1034/1971 ed ora dal vigente art. 34, comma 2, primo periodo, All. 1 del decreto legislativo 104/2010, ai sensi del quale “in nessun caso” il Giudice Amministrativo “può pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati.

La censura di incompetenza dell’Ispettorato regionale abruzzese è fondata rispetto all’adozione dell’ordine di disattivazione impugnato.”

Sulle spese

“Le spese, attesi i peculiari motivi di annullamento, possono essere compensate.”

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