Improcedibilità del ricorso, cessata materia del contendere e sopravvenuto difetto di interesse

Sentenza Tar Lazio Roma n. 11044 del 4 novembre 2014

La [figura della] cessata materia del contendere, pur essendo accomunata a quella limitrofa del sopravvenuto difetto di interesse, di stretta elaborazione giurisprudenziale, per la disciplina, che determina in entrambi i casi l’improcedibilità del ricorso si differenzia da quest’ultima per la diversa soddisfazione dell’interesse leso. La sopravvenuta carenza di interesse, infatti, opera solo quando il nuovo provvedimento non soddisfa integralmente il ricorrente, determinando una nuova valutazione dell’assetto del rapporto tra la pubblica amministrazione e l’amministrato; al contrario, la cessazione della materia del contendere si determina quando l’operato successivo della parte pubblica si rivela integralmente satisfattivo dell’interesse azionato (Cons. Stato Sez. IV, 07-07-2014, n. 3422).

Specificatamente, l’art. 34, comma 5, D. Lgs. n. 104/2010 (CPA) ha stabilito che, qualora la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta nel corso del giudizio, il Giudice deve dichiarare, con sentenza di merito, cessata la materia del contendere. Tale statuizione postula, tuttavia, che siano accaduti nel corso del giudizio fatti tali da determinare il venir meno delle ragioni di contrasto tra le parti e da rendere incontestata la reale sparizione dell’interesse sottostante alla richiesta pronuncia di merito.

 

Sentenza Tar Lazio Roma n. 11044 del 4 novembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

Col ricorso in esame la Omissis S.r.l impugna la propria esclusione, ad opera della stazione appaltante – I.P.Z.S. – Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.a. – da entrambi i lotti della procedura per l’affidamento della fornitura di fogli inlay per la produzione del passaporto elettronico, del cui primo lotto la ricorrente era risultata prima graduata aggiudicataria col criterio del prezzo più basso corrispondente, nella specie, ad una offerta economica pari a euro 2,46.

L’esclusione era motivata con la riconducibilità, vuoi dell’offerta della ricorrente Omissis S.r.l. vuoi della concorrente Omissis S.r.l., ad un unico centro decisionale, in violazione dell’art. 38, comma 1, lettera m-quater, del codice dei contratti pubblici, alla stregua di indici fattuali costituiti dalla identità dei materiali e dei documenti contenuti nei plichi di gara delle due concorrenti e dal fatto che la Omissis S.r.l. è a sua volta subfornitore della Omissis.

La ricorrente ha altresì censurato la comunicazione al casellario informatico, la segnalazione all’AGCM e l’escussione della garanzia pure disposte da I.P.Z.S., deducendo la violazione e la falsa applicazione dell’art. 38, comma 1, lettera m-quater e comma 2, del d.lgs. n. 163/2006, degli artt. 3 e 6 della legge n. 241 del 1990, dell’art. 48 del d.lgs. n. 163/2006, il difetto di istruttoria, di motivazione e il travisamento dei fatti, la contraddittorietà e l’irragionevolezza manifesta, la violazione della legge di gara, in quanto la Omissis e la Omissis S.r.l. sarebbero operatori economici autonomi, non vi sarebbe alcun indizio univoco in ordine alla asserita provenienza delle offerte da un unico centro decisionale e, comunque, l’aver entrambe allegato in sede di verifica un campione realizzato dal medesimo subfornitore (Omissis S.A.) era consentito dalla disciplina di gara, le dichiarazioni rese alle due concorrenti non erano, anche dal punto di vista grafico, sovrapponibili e, infine, non è stato dimostrato che l’asserito collegamento abbia avuto una influenza ai fini dello svolgimento della gara.

Si è difesa la stazione appaltante chiedendo il rigetto del ricorso.

Con ordinanza n. 1081 del 10 marzo 2013, confermata in appello, è stata respinta la domanda cautelare articolata dalla ricorrente.

All’udienza pubblica del 23 ottobre 2014, vista la dichiarazione di cessata materia del contendere n.prot.2014/078203 depositata in data 14/10/14, la causa è stata posta in decisione.

Il Collegio – vista anche la sentenza n.7598/2014 del 16/07/2014 con cui la Sezione ha respinto analogo ricorso proposto dalla concorrente Omissis S.r.l nonché ulteriori motivi aggiunti avverso la sopraggiunta aggiudicazione definitiva della gara alla Omissis S.p.a.- ritiene, a questo punto, che sussistono i presupposti per dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Ed invero la cessata materia del contendere, pur essendo accomunata a quella limitrofa del sopravvenuto difetto di interesse, di stretta elaborazione giurisprudenziale, per la disciplina, che determina in entrambi i casi l’improcedibilità del ricorso si differenzia da quest’ultima per la diversa soddisfazione dell’interesse leso. La sopravvenuta carenza di interesse, infatti, opera solo quando il nuovo provvedimento non soddisfa integralmente il ricorrente, determinando una nuova valutazione dell’assetto del rapporto tra la pubblica amministrazione e l’amministrato; al contrario, la cessazione della materia del contendere si determina quando l’operato successivo della parte pubblica si rivela integralmente satisfattivo dell’interesse azionato (Cons. Stato Sez. IV, 07-07-2014, n. 3422).

Specificatamente, l’art. 34, comma 5, D. Lgs. n. 104/2010 (CPA) ha stabilito che, qualora la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta nel corso del giudizio, il Giudice deve dichiarare, con sentenza di merito, cessata la materia del contendere. Tale statuizione postula, tuttavia, che siano accaduti nel corso del giudizio fatti tali da determinare il venir meno delle ragioni di contrasto tra le parti e da rendere incontestata la reale sparizione dell’interesse sottostante alla richiesta pronuncia di merito, circostanza che non si ravvisa nel caso in esame, in cui al contrario la gara è stata aggiudicata alla Omissis s.p.a.

Il ricorso deve, pertanto, essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

In considerazione dell’esito del presente ricorso, sussistono i presupposti per compensare integralmente tra le parti le spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Compensa spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 ottobre 2014 […]

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