Interesse a ricorrere: stessi requisiti dell’interesse ad agire ex art. 100 cpc

Consiglio di Stato sentenza n. 3706 15 giugno 2018

L’interesse a ricorrere – che deve persistere per tutto il corso del giudizio – è caratterizzato dalla presenza degli stessi requisiti che caratterizzano l’interesse ad agire di cui all’art. 100 c.p.c.: vale a dire la prospettazione di una lesione concreta ed attuale della sfera giuridica del ricorrente e l’effettiva utilità che potrebbe derivare a quest’ultimo dall’eventuale annullamento dell’atto impugnato.

Sicché il ricorso deve essere considerato inammissibile per carenza di interesse in tutte le ipotesi in cui l’annullamento giurisdizionale di un atto amministrativo non sia in grado di arrecare alcun vantaggio all’interesse sostanziale del ricorrente

In aggiunta, l’assenza in capo al ricorrente di una (effettiva e non solo dichiarata) posizione giuridica soggettiva che qualifichi la legittimazione all’impugnazione costituisce ulteriore causa d’inammissibilità

 

Vedi anche:

Azione di annullamento nel processo amministrativo, Consiglio di Stato sentenza n. 5713 4 dicembre 2017 sui requisiti per l’impugnazione dell’atto amministrativo lesivo: le condizioni cui è soggetta…

Consiglio di Stato sentenza n. 5981 4 dicembre 2014

Interesse a ricorrere per riduzione panorama derivante da intervento edilizio, requisito vicinitas

 

CdS sent. 3706/2018:

….Nel caso in esame difettano in capo alla ricorrente sia l’interesse che l’effettiva legittimazione all’impugnazione.

6.5 La concessione demaniale di durata quinquennale, in forza della quale l’appellata ha gestito lo stabilimento, è scaduta il 31.12.2013.

La situazione giuridica dedotta in giudizio in prime cure risale all’inizio del 2017, ossia è successiva allo spirare del termine d’efficacia della concessione, abilitante il c.d. uso esclusivo del tratto di arenile in concessione.

6.6 Né, in assenza di prova gravante sulla ricorrente-appellata del rinnovo in forza di specifico provvedimento, è astrattamente ipotizzabile la proroga ex lege della concessione.

6.7 A riguardo, va sottolineato che le concessioni balneari … sono state oggetto fra il 2009 e il 2015 di varie proroghe ex lege ritenute dalla Corte di Giustizia con la sentenza 14 luglio 2016 inammissibili alla stregua del diritto dell’Unione (art. 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio , nonché con gli articoli 49, 56 e 106 TFUE).

E che, con specifico riferimento alla regione Puglia, la Corte Costituzionale con la sentenza n.40/2017 ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 14, commi 8 e 9, della legge della Regione Puglia n.17/2015 sulla salvaguardia delle concessioni in essere, non aggiudicate con evidenza pubblica.

6.8 In definitiva, scaduta la concessione, non trovando spazio applicativo alcuno la proroga legale, indimostrata la sussistenza di specifico provvedimento di proroga dell’originaria concessione scaduta, al momento della decisione del ricorso di prime cure, difettavano in capo alla ricorrente la legittimazione attiva e l’interesse ad ottenere l’annullamento delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione paesaggistica rilasciatagli per eseguire lavori sulla struttura balneare.

7. Conclusivamente, l’appello deve essere accolto, e per l’effetto, in riforma dell’appellata sentenza, va dichiarato improcedibile il ricorso di prime cure.

8. La non perspicua chiarezza della cornice normativa entro cui s’iscrive la vicenda dedotta in giudizio giustifica la compensazione delle spese del doppio grado di giudizio….

 

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