Valutazione di compatibilità paesistica ex post delle opere abusive, presupposti dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria per gli interventi edilizi minori

Tar Lombardia sent.n. 581 28/02/2018

“L’autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, delle opere (art. 146, comma 4, d.lgs. n. 42 del 2004), al di fuori dai casi tassativamente previsti dall’art. 167, commi 4 e 5.

Con tale scelta il legislatore ha inteso presidiare ulteriormente il regime delle opere incidenti su beni paesaggistici, escludendo in radice che l’esame di compatibilità paesistica possa essere postergato all’intervento realizzato (sine titulo o in difformità dal titolo rilasciato) e ciò al fine di escludere che possa riconnettersi al fatto compiuto qualsivoglia forma di legittimazione giuridica.In altri termini, il richiamato art. 167 del codice n. 42 del 2004, evidentemente in considerazione delle prassi applicative delle leggi succedutesi in materia di condoni e sanatorie (caratterizzate di regola dall’esercizio di poteri discrezionali delle autorità preposte alla tutela del vincolo paesaggistico), ha inteso tutelare più rigorosamente i beni sottoposti al medesimo vincolo, precludendo in radice ogni valutazione di compatibilità ex post delle opere abusive (tranne quelle tassativamente indicate nello stesso art. 167).

Ove le opere risultino diverse da quelle sanabili ed indicate nell’art. 167, le competenti autorità non possono che emanare un atto dal contenuto vincolato e, cioè, esprimersi nel senso della reiezione dell’istanza di sanatoria.

L’unica eccezione a tale rigida prescrizione riguarda il caso in cui i lavori, pur se realizzati in assenza o difformità dell’autorizzazione paesaggistica, non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati.

Sul punto, si è osservato che il principio generale per il quale l’autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi è stato derogato prevedendo la possibilità di una valutazione postuma della compatibilità paesaggistica di alcuni interventi minori.

Si tratta, in particolare, dei lavori, realizzati in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati; dell’impiego di materiali in difformità dall’autorizzazione paesaggistica; dei lavori configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, ai sensi dell’art. 3 del T.U. Edilizia.

In tali ipotesi, l’esiguità di interventi realizzati è circoscritta a casi tassativi per i quali è consentito il rilascio di un provvedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria, vigendo, al di fuori di tali casi eccezionali, il divieto previsto dall’art. 146, quarto comma, del D.Lgs. 42/2004.

Precisati così gli esatti contorni del divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria, è chiaro in primo luogo che l’accertamento della violazione di tale divieto presuppone l’accertamento della necessità di autorizzazione paesaggistica per i lavori effettuati e l’esclusione del fatto che si tratti di opere minori ai sensi dell’art. 167 commi 4 e 5 del D. Lgs. 42/2004.

A ciò si aggiunge, nel caso si tratti di opere già assentite, l’eliminazione degli atti di autorizzazione nel frattempo rilasciati.”

Vedi anche:

Soppalco abusivo, presupposti

Realizzazione tettoia in legno: serve permesso di costruire

Effetti della oblazione e della concessione in sanatoria, art 38 legge 47 1985

Accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria ex art 167 co. 4 D.lgs. n. 42/2004, diniego verifica anche per creazione di volume interrato

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