Iscrizione corso laurea fisioterapia e numero programmato

Iscrizione corso laurea fisioterapia e numero programmato

Iscrizione corso laurea fisioterapia e numero programmato: non basta il diploma di massofisioterapista e laurea in Scienze Motorie per saltare il test d’ingresso (ed iscriversi ad anni successivi al primo)

Tar Milano sentenza n. 640 del 16 aprile 2020

[…] In base al combinato disposto degli artt. 1,2 e 4 della legge n. 264 del 1999, l’accesso al corso di laura in fisioterapia è a numero programmato ed è perciò subordinato al superamento di una prova di cultura generale e di accertamento della predisposizione dello studente per le discipline oggetto del corso stesso.
Una parte della giurisprudenza, seguita in passato anche da questa Sezione, valorizzando la previsione secondo cui l’accertamento delle conoscenze di cultura generale deve essere condotto sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, nonché valorizzando la previsione secondo cui la prova di ingresso è finalizzata ad accertare la predisposizione dello studente alle materie oggetto del corso di laurea, ha ritenuto che la medesima prova di ingresso sia necessaria esclusivamente per gli studenti che provengono dalla scuola secondaria e chiedono perciò di essere iscritti al primo anno.
Al contrario, secondo questo orientamento, qualora lo studente sia già inserito nel sistema universitario e chieda quindi l’iscrizione ad un anno successivo al primo, la prova di ingresso non sarebbe necessaria. In questo caso, infatti, il superamento degli esami sostenuti presso una facoltà diversa ma affine a quella del corso di laurea per il quale è chiesta l’iscrizione, attesterebbe di per sé la sussistenza di una sufficiente cultura generale, nonché la sussistenza della predisposizione dello studente ad affrontare il nuovo corso di studi.
Questa giurisprudenza ha applicato il ragionamento appena svolto anche con riferimento ai possessori del diploma triennale di massofisioterapista che intendano iscriversi al corso di laurea in fisioterapia, e ciò in quanto l’art. 4, primo comma, della legge n. 42 del 1999 ed il d.m. 27 luglio 2000 sanciscono l’equipollenza di tale diploma con i diplomi universitari riguardanti le professioni sanitarie ausiliarie di cui all’art. 6 della legge n. 502 del 1992 e, in particolare, proprio con il diploma universitario in fisioterapia (cfr., fra le tante, Consiglio di Stato, sez. VI, 5 marzo 2015, n. 1105; Consiglio Giustizia Amministrativa, sez.giur., 10 maggio 2017, n. 212).
La tesi secondo cui il possesso del diploma di massofisioterapista consentirebbe l’iscrizione al corso di laurea in fisioterapia senza necessità di sostenere la prova di ingresso è stata però smentita dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Con la sentenza n. 16 del 2018, l’adunanza plenaria ha infatti osservato che varie norme del nostro ordinamento stabiliscono che, per l’accesso al sistema universitario, è necessario il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore quinquennale; pertanto, siccome il diploma di massofisioterapista di cui alla legge n. 403 del 1971 è un diploma triennale, esso non può consentire l’iscrizione alle facoltà universitarie.
Né si può dare rilievo, per giungere a conclusioni opposte, alle disposizioni che sanciscono l’equipollenza del diploma triennale di massofisioterapista con i diplomi universitari relativi alle professioni sanitarie ausiliarie di cui all’art. 6, comma 3, della legge n. 502 del 1992. L’adunanza plenaria nota, a questo proposito, che l’art. 4, primo comma, della legge n. 42 del 1999 ha natura di norma transitoria e che, pertanto, l’equipollenza da essa prevista non può riguardare i diplomi di massofisioterapista conseguiti successivamente all’anno 1999.
Sulla base di questo ragionamento, che la Sezione ha condiviso con recenti pronunce (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, 11 marzo 2019, n.507; id. 11 marzo 2019, n. 508), si deve ritenere che la pretesa del ricorrente di valorizzare il suo diploma di massofisioterapista conseguito nell’anno 2017 per ottenere l’iscrizione ad anno successivo al primo del corso di laurea in fisioterapia senza obbligo di sostenere la prova di ingresso sia del tutto infondata: come visto infatti detto diploma neppure consente l’iscrizione al corso di laurea.
È legittimo il diniego di iscrizione ad anno successivo al primo del corso di laurea in fisioterapia senza obbligo di sostenere la prova di ingresso
[…]

A questo punto si deve osservare che il ricorrente è in possesso, non solo del diploma triennale di massofisioterapista, ma anche della laurea in Scienze Motorie indicata nella domanda di iscrizione del 20 aprile 2018.
Ci si deve pertanto chiedere se l’Ateneo avrebbe dovuto perlomeno valorizzare questo secondo titolo al fine di consentire l’iscrizione ad anno successivo al primo senza effettuazione del test di ingresso.
A questo proposito va osservato che, con la citata sentenza n. 16 del 2018, l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha condotto una analisi approfondita della ratio sottesa alla disposizioni contenute nella legge n. 264 del 1999, evidenziando che la prova selettiva ivi prevista è volta a soddisfare, non una sola esigenza (quella di verificare la predisposizione e la sussistenza dei requisiti di cultura generale per lo studente che aspira ad essere accolto per la prima volta nel sistema universitario), come aveva ritenuto una parte della giurisprudenza e come sembrava emergere dalla propria precedente decisione n. 1 del 2015, ma una pluralità di esigenze: in particolare, accanto alla finalità sopraindicata, l’adunanza plenaria ha rilevato che la prova selettiva di ingresso ha anche la funzione di garantire l’offerta di livelli di istruzione adeguati alle capacità formative degli atenei nonché di consentire la circolazione nell’ambito dell’Unione europea delle qualifiche conseguite.
In sostanza, quindi, si può dire che la prova selettiva di ingresso ha la funzione, non solo di accertare la predisposizione dello studente alle materie oggetto del corso di laurea che egli vorrebbe frequentare, ma anche quella di assicurare che venga rispettato il numero programmato degli ingressi nel sistema universitario affinché i corsi di laurea siano frequentati da un numero di studenti adeguato alle potenzialità di offerta degli atenei in modo da garantire elevati livelli formativi in linea con gli standard europei.
Applicando questi principi, l’adunanza plenaria ha escluso che gli studenti che hanno diritto ad accedere all’università – in quanto titolari del diploma di scuola secondaria superiore quinquennale in aggiunta al titolo di massofisioterapista – possano essere esentati dalla prova selettiva di ingresso, e ciò sebbene il titolo di massofisioterapista, abilitando all’esercizio di una professione sanitaria ausiliaria, dovrebbe di per sé garantire la predisposizione allo studio delle materie oggetto del corso di laurea in fisioterapia, e sebbene lo stesso titolo possa in astratto essere valorizzato per ottenere il riconoscimento di crediti formativi che consentono l’iscrizione ad un anno successivo al primo.
Ritiene il Collegio che questo ragionamento debba valere anche per coloro che già posseggono un altro titolo universitario. Va difatti osservato che questi soggetti, analogamente a coloro che hanno conseguito il diploma di massofisioterapista – pur avendo dimostrato, attraverso il conseguimento del titolo, il possesso dei requisiti necessari per poter frequentare con profitto il nuovo corso di studi – sono estranei al sistema universitario (in quanto già fuoriusciti); pertanto, il loro nuovo ingresso in deroga alla programmazione e, quindi, in esenzione dall’obbligo di superamento della prova selettiva, comprometterebbe quelle esigenze – che sopra si sono evidenziate – di garantire che l’offerta di istruzione sia adeguata alle capacità formative degli atenei.
Tale conclusione, a parere di questo Giudice, non contrasta ma si concilia con quella cui è giunta l’adunanza plenaria con la sentenza n. 1 del 2015, laddove si è affermato che gli studenti che frequentano corsi di laurea in università italiane o straniere possono ottenere il trasferimento presso i corsi di laurea delle università italiane senza obbligo di superamento della prova selettiva prevista dall’art. 4 della legge n. 264 del 1999, e ciò sebbene trattasi di corsi con numero di ingressi programmato.
Va difatti osservato che gli studenti ancora frequentanti, a differenza di quelli che hanno già terminato gli studi, non sono usciti dal sistema universitario; ma soprattutto va osservato, come ha notato l’adunanza plenaria nella succitata sentenza, che la loro immatricolazione al nuovo corso di studi è subordinato all’indefettibile limite dei posti disponibili per i trasferimenti, da stabilirsi in via preventiva per ciascun anno di corso dalle singole università sulla base delle loro capacità formative.
I trasferimenti, quindi, non possono mai compromettere l’esigenza di assicurare elevati livelli di istruzione; sicché, se vi sono posti disponibili, non vi è ragione per obbligare lo studente – che abbia già dimostrato la sua predisposizione alla materia mediante l’attività di studio compiuta in altra università – a superare la prova selettiva di ingresso.
Al contrario, l’immatricolazione di coloro che già hanno terminato il ciclo di studi universitari non andrebbe a coprire i limitati posti riservati ai trasferimenti, ma si aggiungerebbe a questi e finirebbe quindi per stravolgere la programmazione degli ingressi con conseguente compromissione dei valori di cui si discute.
Va peraltro osservato che, per quanto concerne specificamente l’iscrizione al corso di laurea in fisioterapia da parte di coloro che posseggono il diploma di laurea in Scienze Motorie e Sportive, l’art. 1, secondo comma, della legge n. 63 del 2011, pur rimandando ad un decreto ministeriale che dovrà dettare la disciplina di dettaglio, stabilisce espressamente il principio secondo cui l’accesso non può prescindere dal superamento della prova selettiva di ingresso.
Prevede infatti la norma che <<Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro della salute e con il previo parere del Consiglio universitario nazionale, ai fini del conseguimento della laurea in fisioterapia per i laureati e gli studenti iscritti ai corsi di laurea in scienze motorie, sono definiti: a) la disciplina del riconoscimento dei crediti formativi; b) l’accesso al corso universitario in fisioterapia, nei limiti dei posti complessivamente programmati in relazione al fabbisogno previsto, previo superamento della prova di selezione; c)…>>.
Per tutte queste ragioni, si deve ritenere che il possesso del diploma di laurea in Scienze Motorie e Sportive non costituisca elemento che possa esentare il ricorrente dal sostenere la prova selettiva di ingresso al corso di laurea in fisioterapia.
Ne consegue che, correttamente, l’Università degli Studi di Pavia ha negato al ricorrente stesso la possibilità di immatricolarsi al predetto corso di laurea. […]

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