Istanza dissequestro penale

L’indagato non titolare del bene oggetto di sequestro preventivo è legittimato a presentare richiesta di riesame del titolo cautelare, purché vanti un interesse concreto ed attuale alla proposizione del gravame che, dovendo corrispondere al risultato tipizzato dall’ordinamento per lo specifico schema procedimentale, va individuato in quello alla restituzione della cosa come effetto del dissequestro.

Infatti all’indagato deve comunque essere consentito, quando assuma e provi di avervi interesse, di chiedere la revoca del vincolo su un bene sottoposto a sequestro preventivo nel processo a suo carico, posto che, altrimenti, egli si troverebbe ad essere sfornito di tutela in riferimento ad un atto processuale che potrebbe pregiudicarne la situazione, anche solo dal punto di vista patrimoniale o civilistico (esponendosi, ad esempio, ad un’azione di risarcimento del danno ad opera del titolare del bene che si trova ad essere spossessato del bene a causa di un’azione illecita commessa dall’indagato).

 

…E, quindi, ancorchè l’odierno ricorrente abbia agito, nel presente procedimento incidentale, nel proprio interesse, non spendendo la carica di legale rappresentante della società, proprietaria della somma oggetto di sequestro preventivo, risulta evidente il suo (espressamente dedotto) interesse personale ad ottenerne lo svincolo per la responsabilità che gliene potrebbe derivare come amministratore, quanto meno incauto (se non infedele)….

 

Cassazione penale sentenza n. 38246  14 settembre 2016

[…]

RITENUTO IN FATTO

1 – Con ordinanza del 23 ottobre 2015 il Tribunale di Roma, sezione per il riesame, dichiarava l’inammissibilità dell’appello proposto da Omissis avverso l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, del 6 luglio 2015, di rigetto dell’istanza di dissequestro della somma di euro 1.982.865,00.

Il Tribunale aveva ritenuto che l’indagato non avesse interesse alla predetta impugnazione perché formulata in nome proprio mentre la somma sottoposta a vincolo era riconducibile a diverso soggetto, alla srl OMISSIS di cui l’imputato era legale rappresentante ma la cui restituzione poteva essere ordinata solo a vantaggio della società.

2 – Propone ricorso il Omissis a mezzo del suo difensore.

2 – 1 – Con il primo motivo lamenta la violazione di legge, essendo la motivazione dell’ordinanza apparente, fittizia e contraddittoria.

Lo stesso Tribunale per il riesame aveva riconosciuto che Omissis era il legale rappresentante della società a cui la somma era stata sequestrata ed aveva, appunto, richiesto la restituzione della stessa all’ente e non a se stesso.

Era quindi evidente il suo interesse ad impugnare l’ordinanza di reiezione del dissequestro.

2 – 2 – Con il secondo motivo deduce l’errata qualificazione del difetto di interesse così come inteso nell’ordinanza impugnata.

In una pluralità di atti prodotti Omissis risultava essere il legale rappresentante della società ed era pertanto legittimato a chiedere la restituzione della somma, avendone la rappresentanza.

3 – Il Procuratore generale presso questa Corte conclude per l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata con trasmissione degli atti al Tribunale di Roma.

L’atto di appello andava valutato nel suo complesso interpretandolo secondo il principio generale del favor impugnationis. Se Omissis aveva chiesto la restituzione della somma alla società appariva evidente che egli avesse agito come legale rappresentante della medesima.

Era quindi palese il suo interesse ad impugnare l’ordinanza del primo giudice.

L’interesse del Omissis ad ottenere il dissequestro della somma era determinato anche dal fatto che il provvedimento di sequestro, emesso in un procedimento a suo carico, determinava una situazione di potenziale pregiudizio alla sua situazione giuridica e patrimoniale.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è fondato.

1 – Questa Corte ha già avuto modo di affermare che l’indagato, non titolare del bene oggetto di sequestro preventivo, è legittimato a presentare richiesta di riesame del titolo cautelare, purché vanti un interesse concreto ed attuale alla proposizione del gravame che, dovendo corrispondere al risultato tipizzato dall’ordinamento per lo specifico schema procedimentale, va individuato in quello alla restituzione della cosa come effetto del dissequestro (da ultimo: Sez. 2, n. 50315 del 16/09/2015, Mokchane, Rv. 265463, consolidando un orientamento che, negli ultimi anni, ha preso il sopravvento sulla opposta interpretazione).

Un orientamento, quello ormai maggioritario, che questo collegio condivide posto che, all’indagato, deve comunque essere consentito, quando assuma e provi di avervi interesse, di chiedere la revoca del vincolo su un bene sottoposto a sequestro preventivo nel processo a suo carico, posto che, altrimenti, egli si troverebbe ad essere sfornito di tutela in riferimento ad un atto processuale che potrebbe pregiudicarne la situazione, anche solo dal punto di vista patrimoniale o civilistico (esponendosi, ad esempio, ad un’azione di risarcimento del danno ad opera del titolare del bene che si trova ad essere spossessato del bene a causa di un’azione illecita commessa dall’indagato).

E, quindi, ancorchè l’odierno ricorrente abbia agito, nel presente procedimento incidentale, nel proprio interesse, non spendendo la carica di legale rappresentante della società, proprietaria della somma oggetto di sequestro preventivo, risulta evidente il suo (espressamente dedotto) interesse personale ad ottenerne lo svincolo per la responsabilità che gliene potrebbe derivare come amministratore, quanto meno incauto (se non infedele).

2 – L’ordinanza impugnata va pertanto annullata con rinvio al Tribunale di Roma, sezione per il riesame, per nuovo esame.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Roma.

Così deciso in Roma, il 6 aprile 2016. […]

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