Obbligo di motivazione e giudizi valutativi personale militare e di polizia

La pacifica autonomia dei giudizi valutativi annuali, previsti per il personale militare e di polizia, non può certamente significare, né derogare al generale obbligo di motivazione del provvedimento, sia sotto il profilo fattuale, che logico-giuridico.

 Sentenza Tar Lazio Roma n. 11083 del 4 novembre 2014

[…]

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente, omissis in omissi, omissi omissis, ha svolto, nel periodo 26 agosto 2004/22 maggio 2005, l’incarico di capo del reparto logistico e di capo servizio amministrativo sulla nave Omissis.

Lo stesso contesta il giudizio nei suoi confronti assunto in sede di compilazione della scheda valutativa relativa al citato periodo 26 agosto 2004/22 maggio 2005.

In particolare al ricorrente è stata attribuita la qualifica : ”superiore alla media”, pertanto inferiore a quella in precedenza attribuita (eccellente).

Avverso tale negativa determinazione è insorto il ricorrente con il presente ricorso affidato a due motivi di gravame.

Il ricorso è fondato con riferimento all’assorbente secondo motivo di ricorso.

Osserva il Collegio.

La pacifica autonomia dei giudizi valutativi annuali, previsti per il personale militare e di polizia, non può certamente significare, né derogare al generale obbligo di motivazione del provvedimento, sia sotto il profilo fattuale, che logico-giuridico.

Nel caso di specie, risulta dagli atti e non è oggetto di contestazione, che i giudizi analitici formulati nei confronti del ricorrente contraddicono, poi, il giudizio finale espresso.

Infatti, a fronte di una valutazione analitica che ha evidenziato positive e non comuni qualità personali e professionali del militare indagando minutamente tutti gli aspetti della vita militare del ricorrente, di contro il giudizio, sia pure positivo, non rispecchia completamente il quadro generale che emerge dalla disamina degli articolati e complessi giudizi espressi in modo analitico.

In altre parole, la motivazione finale non ha rappresentato in modo univoco ed oggettivo le ragioni per cui il comportamento positivo tenuto dal ricorrente, e come tale giudicato, peraltro esente da mende di natura di disciplinare e da formali e negativi rilievi circa il suo operato professionale e/o personale, sia stato poi scrutinato in termini deteriori rispetto ai precedenti giudizi;

né, le riportate caratteristiche militari del ricorrente evidenziano, ovvero riportano nuovi elementi comportamentali e/o di servizio tali da giustificare un meditato ripensamento rispetto alla precedente valutazione.

In particolare non consta dagli atti la presenza di fatti, che, peraltro dovevano essere indicati specificatamente, ovvero dovevano comunque emergere dalla documentazione caratteristica, tali da giustificare comunque la valutazione finale assunta.

Quindi resta unicamente un giudizio finale apodittico ed antitetico alla generale valutazione positiva espressa nel documento analitico che costituisce, come è noto, parte integrante del complesso giudizio valutativo del militare.

Per tali ragioni il ricorso deve essere accolto ed il provvedimento impugnato deve essere annullato.

Sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, ed il provvedimento impugnato deve essere annullato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1 luglio 2014 […]

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