Offerta tecnica gara d’appalto, valutazione di congruità della Commissione aggiudicatrice: i limiti del sindacato del giudice

Offerta tecnica gara d’appalto, valutazione di congruità della Commissione aggiudicatrice e limiti del sindacato del giudice: La valutazione di congruità dell’offerta tecnica espressa dalla Commissione aggiudicatrice costituisce espressione di discrezionalità tecnica e, dunque, risulta sindacabile entro precisi limiti, quali l’irragionevolezza, l’illogicità o il palese travisamento dei fatti, con conseguente impossibilità da parte del giudice amministrativo di sostituire il proprio giudizio a quello dell’Amministrazione.

 

Nelle gare pubbliche, il sindacato sulla discrezionalità tecnica, tipico della valutazione dell’anomalia dell’offerta, non può sfociare nella sostituzione dell’opinione del giudice a quella espressa dall’organo dell’Amministrazione, essendo compito del giudice verificare se il potere amministrativo si sia esercitato con utilizzo delle regole conforme a criteri di logicità, congruità e ragionevolezza.

…nella fattispecie, tutte le censure dedotte con il II motivo tendono a sostituire valutazioni tecnico-discrezionali della Stazione appaltante con opposte valutazioni, altrettanto opinabili, senza dimostrare alcun vizio macroscopico del subprocedimento che ha condotto alla valutazione di non anomalia dell’offerta economica…

 

Delle norme di cui all’art. 84 del D. Lgs. 163 del 2006, che disciplina la composizione della commissione aggiudicatrice, e delle altre norme che si riferiscono alla commissione aggiudicatrice non è certamente destinataria la commissione istituita nel subprocedimento per la valutazione dell’anomalia delle offerte, organo distinto dal primo e al quale non è applicabile la normativa prevista per la commissione aggiudicatrice.

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Tar Lazio sentenza n. 1434  27 gennaio 2017

[…]

per l’annullamento

del provvedimento n. 31 del 26.9.2016 di aggiudicazione definitiva alla OMISSIS S.r.l. dei servizi di gestione dei rifiuti e di igiene urbana nel territorio dei Comuni di Civitella San Paolo e Torrita Tiberina, disposta dall’Unione dei Comuni Valle del Tevere Soratte, comunicato con nota prot. n. 359 del 3.10.2016, trasmessa alla ricorrente con PEC in pari data;

degli atti e verbali della procedura, nonché di tutta l’attività della Commissione aggiudicatrice, nella parte in cui hanno consentito l’ammissione alla gara della Omissis S.r.l. e non ne hanno disposto l’esclusione, nonché nella parte in cui hanno valutato positivamente l’offerta tecnica della Società controinteressata;

di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti;

con conseguente declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente nelle more stipulato con l’aggiudicatario;

e per la condanna dell’Ente intimato a risarcire il danno cagionato alla ricorrente in forma specifica, mediante aggiudicazione della commessa oggetto di affidamento e subentro, ex art. 122 c.p.a., nell’esecuzione del contratto eventualmente stipulato, con la subordinata richiesta di risarcimento per equivalente;

[…]

Premesso che, con ricorso notificato il 2 novembre 2016 all’Unione dei comuni Valle del Tevere-Soratte, al comune di Civitella San Paolo, al Comune di Torrita Tiberina e alla società a responsabilità limitata Omissis, la Cooperativa sociale Omissis impugna il provvedimento di aggiudicazione definitiva, numero 31 del 26 settembre 2016, dell’appalto di servizio per la gestione dei rifiuti e l’igiene urbana nel territorio dei Comuni interessati;

Che la ricorrente chiede, inoltre, la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato e la condanna al risarcimento del danno in forma specifica, mediante l’aggiudicazione dell’appalto, con domanda subordinata di risarcimento per equivalente;

Considerato che la gara era stata aggiudicata in un primo momento alla controinteressata, senza avvedersi del superamento della soglia di anomalia da parte di tutte le imprese classificate ai primi posti in graduatoria; avendo la ricorrente segnalato tale illegittimità, la stazione appaltante aveva sospeso la prima aggiudicazione definitiva, risalente all’11 febbraio 2016, procedendo alla valutazione di anomalia delle offerte; conclusa la procedura e ritenuta non anomala l’offerta presentata dalla aggiudicataria provvisoria, la stazione appaltante, con il provvedimento impugnato del 26 settembre 2016, ha definitivamente aggiudicato il servizio alla controinteressata;

Considerato che la ricorrente, con il primo motivo, deduce la violazione dell’articolo 46, comma 1 bis, del decreto legislativo 163 del 2006 e dell’articolo 76 dello stesso codice dei contratti pubblici; ad avviso della ricorrente, l’offerta tecnica della aggiudicataria, che ha ottenuto il massimo punteggio utile, 70 punti su 70, sarebbe stata valutata erroneamente, mentre avrebbe dovuto essere esclusa o, perlomeno, riportare un punteggio insufficiente; in senso contrario alla valutazione riportata, occorrerebbe considerare l’incongruenza dell’offerta tecnica rispetto ai mezzi e alle risorse necessarie per l’esecuzione dei servizi, risultanti dalla documentazione presentata in gara e dalle giustificazioni economiche proposte in sede di valutazione di anomalia dell’offerta; nello specifico, le censure dedotte avverso la valutazione dell’offerta tecnica sono le seguenti:

(I.a) il monte ore offerto per l’esecuzione di tutti i servizi, pari a 180 ore settimanali per i livelli 1° 2º e 3º del contratto collettivo di lavoro applicabile, sarebbe insufficiente; il solo spazzamento richiederebbe 70 ore settimanali in estate e 50 ore in inverno, per cui resterebbero, per l’esecuzione dei servizi di raccolta, solo 130 ore settimanali nel periodo invernale e 110 ore settimanali nel periodo estivo; inoltre, sarebbero necessarie altre ore di lavoro per eseguire alcuni servizi offerti; si tratta della raccolta porta a porta dei rifiuti per le utenze non domestiche, della raccolta porta a porta dei pannolini, della raccolta a chiamata dei rifiuti ingombranti ed elettrici ed elettronici; della raccolta degli scarti vegetali e degli abiti usati; tutte queste attività non troverebbero copertura nel quadro riepilogativo delle ore previste per l’esecuzione di tutti servizi, pari a sole 180 ore settimanali;

la controinteressata avrebbe ottenuto anche un punteggio aggiuntivo per l’incremento della frequenza di raccolta della carta, del cartone e della frazione organica, ma non sembra che questo servizio aggiuntivo possa essere effettivamente eseguito, essendo stata proposta una programmazione settimanale per eseguire la raccolta dell’organico per 3 giorni a settimana, per 60 ore settimanali; per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, di 20 ore a settimana; per la plastica, di 20 ore a settimana; per il vetro, di 20 ore a settimana e per la carta di 20 ore la settimana, incompatibile con la miglioria offerta;

Ritenuta infondata la censura per le seguenti ragioni:

la valutazione di congruità dell’offerta tecnica espressa dalla Commissione aggiudicatrice costituisce espressione di discrezionalità tecnica e, dunque, risulta sindacabile entro precisi limiti, quali l’irragionevolezza, l’illogicità o il palese travisamento dei fatti, con conseguente impossibilità da parte del giudice amministrativo di sostituire il proprio giudizio a quello dell’Amministrazione (T.A.R. Lazio, sez. II, 26 settembre 2016, n. 9927); nella fattispecie tale valutazione si presenta esente da vizi di legittimità, tenuto conto che la congruità del monte ore previsto per l’espletamento dei servizi è opinabile, ma non si configura come evidente e macroscopico elemento di contraddittorietà della proposta tecnica; l’aggiudicataria ha presentato giustificazioni non illogiche sulle modalità di copertura del servizio con il monte ore offerto; anche se l’aggiudicataria ha predisposto un calendario per la raccolta dei rifiuti organici e cartacei presso le utenze domestiche, rispettivamente per 4 volte a mese e per 12 volte al mese, l’offerta non è contraddetta dall’impegno ad eseguire una quinta raccolta della carta e una tredicesima raccolta mensile dell’organico, trattandosi di migliorie che l’impresa si è impegnata a garantire in aggiunta al normale programma di raccolta; proprio la predisposizione di un calendario settimanale per la raccolta dei rifiuti esclude la contraddittorietà di tale calendario con la miglioria offerta non su base settimanale bensì mensile;

Considerato che con la censura (I.b) la ricorrente deduce che, stando all’offerta tecnica, gli automezzi offerti dovrebbero essere nuovi di fabbrica, ma ciò sarebbe in contraddizione con i libretti di circolazione allegati, riferiti a vecchi automezzi e questo dimostrerebbe la contraddittorietà dell’offerta tecnica;

Ritenuta infondata la censura perché non necessariamente i mezzi immatricolati al momento della presentazione dell’offerta coincideranno con quelli utilizzati per lo svolgimento del servizio, essendo possibile che l’aggiudicataria si doti di nuovi automezzi per eseguire il contratto secondo le modalità indicate nella offerta tecnica;

Considerato che, con il 2º motivo, la ricorrente contesta la congruità dell’offerta economica, deducendo nello specifico le seguenti censure:

(II.a) essendo sottostimato il corrispettivo dovuto alla associazione consortile Omissis per l’uso della piattaforma necessaria alle attività di gara;

(II.b) così come sarebbe sottostimato il costo dei nuovi automezzi che l’aggiudicataria si è impegnata a utilizzare;

(II.c) il costo del personale sarebbe sottostimato, essendo in particolare, necessario un dipendente di 4º livello per la conduzione degli automezzi con cassone scarrabile;

(II.d) il monte ore del personale da impiegare sarebbe stimato in maniera incongrua;

(II.e) non sarebbe stato giustificato il costo di tutti i contenitori;

(II.f) sarebbe errata la tabella indicante i costi delle attrezzature;

(II.g) anche il costo dei contenitori per gli olii usati non sarebbe correttamente giustificato;

(II.h) non sarebbero completamente giustificati i costi per la gestione del centro di raccolta;

(II.i) neppure i costi del centro di riuso sarebbero valorizzati;

(II.l) sarebbe insufficiente anche la stima del costo del servizio aggiuntivo di diserbo e sfalcio, tenuto conto pure degli oneri fiscali;

Ritenute infondate le censure dedotte con il secondo motivo di impugnazione, atteso che, nelle gare pubbliche, il sindacato sulla discrezionalità tecnica, tipico della valutazione dell’anomalia dell’offerta, non può sfociare nella sostituzione dell’opinione del giudice a quella espressa dall’organo dell’Amministrazione, essendo compito del giudice verificare se il potere amministrativo si sia esercitato con utilizzo delle regole conforme a criteri di logicità, congruità e ragionevolezza (Consiglio di Stato, sez. III, 13 dicembre 2016, n. 5232); nella fattispecie, tutte le censure dedotte con il II motivo tendono a sostituire valutazioni tecnico-discrezionali della Stazione appaltante con opposte valutazioni, altrettanto opinabili, senza dimostrare alcun vizio macroscopico del subprocedimento che ha condotto alla valutazione di non anomalia dell’offerta economica;

Ritenuto, inoltre, che le doglianze di parte ricorrente trovano smentita nella lettura dell’offerta dell’aggiudicataria e nei relativi allegati, avuto particolare riguardo ai costi per i contenitori degli oli e per la raccolta degli abiti usati, essendo per lo svolgimento di tale servizio previsto l’affidamento in subappalto, mentre risultano correttamente stimati sia la quantità che il costo dei sacchi cimiteriali, e non risulta erroneo l’inquadramento nel terzo livello del personale impiegato nella guida dei mezzi scarrabili.

Considerato che, con il 3º motivo, si impugna la nomina della commissione per la verifica di anomalia, formata da un numero pari di componenti, anziché dispari, come sarebbe richiesto dalla legge, oltre che per violazione del principio del collegio perfetto, avendo essa deliberato in assenza di uno dei tre commissari, in asserita violazione dell’art. 84 del codice dei contratti pubblici e della “lex specialis” di gara;

Ritenuto il III motivo palesemente infondato, perché l’art. 84 del D. Lgs. 163 del 2006 disciplina la composizione della commissione aggiudicatrice, così come alla commissione aggiudicatrice si riferiscono le altre norme invocate dalla ricorrente; di tali regole non è certamente destinataria la commissione istituita nel subprocedimento per la valutazione dell’anomalia delle offerte, organo distinto dal primo e al quale non è applicabile la normativa citata dalla ricorrente;

Ritenuto, in conclusione, che le impugnazioni proposte con il ricorso debbano essere rigettate, per l’infondatezza dei motivi dedotti;

Ritenuto che le connesse domande di accertamento del diritto della ricorrente all’aggiudicazione dell’appalto, al subentro nel contratto, previa privazione di efficacia del negozio stipulato con la controinteressata e al risarcimento dei danni siano da rigettare per infondatezza, non sussistendone i presupposti, essendo stata esclusa, nei limiti delle censure dedotte in ricorso, la illegittimità dell’aggiudicazione;

Ritenuto, infine, di dover porre a carico della ricorrente le spese processuali sostenute dalle controparti costituite, in applicazione del criterio della soccombenza, da cui non vi è ragione di discostarsi, nella misura liquidata in dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna la ricorrente al rimborso delle spese processuali sostenute dalla Pubblica amministrazione resistente e dalla società controinteressata, liquidate in euro 1.500,00 (millecinquecento) oltre accessori dovuti per legge, da corrispondere a ciascuna delle controparti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 gennaio 2017 […]

 

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