Ordinanza di demolizione, inottemperanza: sanzione pecuniaria senza comunicazione di avvio del procedimento è illegittima

Il provvedimento comunale con cui viene applicata la sanzione pecuniaria per inottemperanza ad una ordinanza di demolizione e riduzione in pristino deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Nel caso di specie il privato non aveva impugnato il precedente ordine demolitorio adottato dal Comune. Il Tar Campania ha così affermato che la mancata impugnazione dell’ordinanza di demolizione assoggetta il privato  “alle rituali conseguenze” ed ha comunque considerato illegittima l’applicazione della sanzione pecuniaria.

 

Sulla Pubblica Amministrazione incombe l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento al destinatario del provvedimento finale, atteso che la disposizione legislativa di cui all’art. 7 legge 241 1990 ha recepito un nuovo criterio di regolamentazione dell’azione dei pubblici poteri, privilegiandosi il metodo dialettico come ordinaria forma di esercizio della funzione amministrativa.

 

 

Tar Campania sentenza n. 4519 30 settembre 2016

[…]

per l’annullamento previa sospensione,

del provvedimento con cui è stata applicata la sanzione pecuniaria di € 20.000,00 per inottemperanza alla ordinanza di demolizione e riduzione in pristino.

Visti il ricorso e i relativi allegati, in cui si espone di essere comproprietario con la moglie di terreno in Casoria alla Via Omissis n. omissis ove una struttura metallica veniva sanzionata con ordinanza di demolizione n.238 del 5/8/1996. Nel 2000 veniva presentata domanda di accertamento di conformità ex art. 13 della Legge n. 47/1985, rigettata dal Comune, con successiva ordinanza di acquisizione. Con provvedimento n. 65 del 30/9/2015 veniva disposto l’annullamento delle ordinanze di demolizione n.238/1996 e n.226/2000 per erronea identificazione catastale, ordinandosi la demolizione; con il provvedimento impugnato, attesa la inottemperanza alla nuova ordinanza di demolizione, è stata applicata la sanzione pecuniaria di € 20.000,00;

Vista la memoria di costituzione del Comune di Casoria;

Visti tutti gli atti della causa;

[…]

Considerato:

che il ricorso può essere deciso ai sensi dell’art. 60 cod. proc. ammin. con sentenza in forma semplificata sin dalla presente fase cautelare, come rappresentato ai difensori delle parti (anche ai sensi dell’art. 73, comma 3°, c.p.a.), essendo ciò consentito dall’oggetto della causa, dall’integrità del contraddittorio e dalla completezza dell’istruttoria;

che – premesso che l’interessato ha omesso di impugnare l’ordine demolitorio n. 65/2015 assoggettandosi, con ciò, alle rituali conseguenze – il ricorso appare fondato sotto il profilo della violazione dell’art. 7 della Legge n. 241/1990;

che è pacifico che sulla Pubblica Amministrazione incombe l’obbligo – nella fattispecie disatteso – di comunicare l’avvio del procedimento al destinatario del provvedimento finale, atteso che la disposizione legislativa violata dal Comune di Casoria ha recepito un nuovo criterio di regolamentazione dell’azione dei pubblici poteri, privilegiandosi il metodo dialettico come ordinaria forma di esercizio della funzione amministrativa;

che, pertanto, il ricorso deve essere accolto, sussistendo tuttavia ragioni per compensare le spese di giudizio anche in considerazione della ricostruzione in fatto,

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento oggetto di impugnazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella Camera di Consiglio del giorno 27 settembre 2016 […]

 

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