Ordinanze Protezione Civile nn. 655 e 656

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

ORDINANZA n. 655 25 marzo 2020

Ulteriori  interventi  urgenti  di  protezione  civile  in  relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario  connesso  all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza  n. 655).

(GU n.82 del 28-3-2020)

 

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO  della protezione civile

Visto  il  decreto  legislativo  2  gennaio  2018,  n.  1,  ed   in particolare gli articoli 25, 26 e 27;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio  nazionale  relativo  al  rischio  sanitario  connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Vista l’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020,  recante  «Primi  interventi  urgenti  di protezione civile in  relazione  all’emergenza  relativa  al  rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie  derivanti  da  agenti virali trasmissibili»;

Viste le ordinanze  del  capo  del  Dipartimento  della  protezione civile n. 631 del 6 febbraio 2020, n. 633 del 12  febbraio  2020,  n. 635 del 13 febbraio 2020, n. 637 del 21 febbraio 2020, n. 638 del  22 febbraio 2020, n. 639 del 25 febbraio 2020, n. 640  del  27  febbraio 2020, n. 641 del 28 febbraio 2020, n. 642 del 29  febbraio  2020,  n. 643 del 1° marzo 2020, n. 644 del 4 marzo 2020, n. 645, n. 646 dell’8 marzo 2020, n. 648 del 9 marzo 2020  e  n.  650  del  15  marzo  2020 recanti:  «Ulteriori  interventi  urgenti  di  protezione  civile  in relazione  all’emergenza  relativa  al  rischio  sanitario   connesso all’insorgenza   di   patologie   derivanti    da    agenti    virali trasmissibili»;

Visto il decreto-legge del 23 febbraio 2020, n.  6,  convertito  in legge 5 marzo 2020, n. 13, recante  «Misure  urgenti  in  materia  di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

Visti i decreti-legge del 2 marzo 2020, n. 9, dell’8 marzo 2020, n. 11 e del 9 marzo 2020, n. 14, recanti «Misure urgenti in  materia  di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

Visto il decreto-legge 17 marzo 2020, n.  18,  recante  «Misure  di potenziamento  del  Servizio  sanitario  nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese  connesse  all’emergenza epidemiologica da COVID-19»;

Vista la legge 28 giugno 2016, n. 132, di «Istituzione del  Sistema nazionale  a  rete  per  la  protezione  dell’ambiente  e  disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale»;

Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri  4  marzo 2020, 8 marzo 2020, 9 marzo 2020, 11  marzo  2020  e  22  marzo  2020 concernenti disposizioni  attuative  del  decreto-legge  23  febbraio 2020, n. 6, recante misure  urgenti  in  materia  di  contenimento  e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Visti  gli  esiti  delle  riunioni  del  Comitato  operativo  della protezione civile in data 8 marzo 2020 e 23 marzo 2020;

Vista la nota della Regione Sardegna prot. n.  4944  del  22  marzo 2020;

Ravvisata la necessità di garantire  uniformità  applicativa  dei citati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e  di  dover assicurare il coordinamento e la più  efficiente  organizzazione  di tutti i soggetti  istituzionali  coinvolti  al  fine  di  far  fronte all’emergenza relativa al rischio sanitario  connesso  all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Tenuto conto che  l’Istituto  superiore  per  la  protezione  e  la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali  e  delle  Province autonome di Trento e  di  Bolzano  per  la  protezione  dell’ambiente rientrano  nel  Sistema  nazionale   a   rete   per   la   protezione dell’ambiente;

Considerata  la  necessità  e  urgenza  di  garantire  ogni  utile supporto  operativo  e  logistico  alle  autorità  sanitarie  e   di protezione civile al fine di porre  in  essere  tutte  le  iniziative essenziali  e  necessarie  per  il   contenimento   e   la   gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Considerata l’urgenza di dover procedere da parte degli enti locali ai relativi appalti di servizi e forniture in deroga ai tempi e  alle modalità di pubblicazione dei bandi di gara;

Considerato la necessità  di  superare  le  criticità  dovute  al crescente numero di decessi e all’accumulo straordinario  di  feretri in giacenza contenenti salme di defunti positivi al COVID-19, con  la conseguente saturazione dei cimiteri e degli impianti di cremazione;

Considerata la richiesta della Regione Sardegna  di  poter  versare nella contabilità speciale aperta ai sensi dell’ordinanza n. 939 del 2020   risorse   a   carico   del   bilancio   regionale   ai    fini dell’accelerazione dei  tempi  di  acquisizione  della  fornitura  di dispositivi di protezione individuale;

Sentito  l’Istituto  superiore  per   la   promozione   e   ricerca ambientale;

Acquisita l’intesa del presidente della Conferenza delle regioni  e delle province autonome;

Di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze;

 

Dispone:

 Art. 1

Funzioni ulteriori del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus COVID-19, gli enti del Sistema nazionale a  rete  per  la  protezione dell’ambiente di cui all’art. 1 della legge 28 giugno 2016,  n.  132, sono autorizzati a svolgere funzioni ulteriori e in deroga  a  quelle previste dagli articoli 3 e 7 della  medesima  legge,  nonchè  dalle leggi  istitutive  delle  agenzie   regionali   per   la   protezione dell’ambiente, finalizzate a fornire ogni utile supporto operativo  e logistico alle autorità sanitarie e di protezione civile  per  tutte le iniziative essenziali  e  necessarie  per  il  contenimento  e  la gestione dell’emergenza epidemiologica.
  2. Per le finalità di cui al comma 1, le attività degli enti del Sistema  nazionale  a  rete  per  la  protezione  dell’ambiente  sono coordinate dalle autorità nazionali e regionali competenti.
  3. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione dalla data di pubblicazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.

 

Art. 2

Aree sanitarie temporanee

  1. Al  fine  di  assicurare  il  rapido  approntamento  di  quanto necessario per il ricovero, la  cura, l’accoglienza  e  l’assistenza nell’ambito dell’emergenza COVID-19, le opere sanitarie temporanee di cui all’art. 4 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, possono essere realizzate in deroga alle seguenti disposizioni:

legge 9 gennaio 1991, n. 10, articoli 11, 25, 26, 27, 28, 31, 32, 33 e 34;

decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, articoli 3,  4,  6  e 11;

decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, articoli 1, 2, 3, 4 e 5;

decreto-legge   4   giugno   2013,   n.   63,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,  art.  4,  comma  1, articoli 6 e 9.

 

Art. 3

Disposizioni per consentire la piena  ed  efficace  operatività  del Servizio nazionale di protezione civile

  1. Per l’intera durata dello stato  di  emergenza,  in  attuazione dell’art. 39, comma 2 del decreto legislativo  n.  1  del  2  gennaio 2018, al fine di assicurare l’impiego dei volontari  nelle  attività di contenimento del virus COVID-19, i  datori  di  lavoro  consentono agli stessi di  svolgere  dette  attività  fino  a  sessanta  giorni continuativi  e  centottanta  giorni  nell’anno,  ferme  restando  le procedure di attivazione e comunicazione. Restano fermi gli  obblighi in materia di misure di contenimento già previsti nei confronti  dei volontari nell’espletamento delle predette attività.

                

Art. 4

Disposizioni per gli enti locali

  1. Gli enti locali, al fine di dare piena ed immediata attuazione ai  provvedimenti  normativi  e  di protezione  civile  emanati in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19 ed in  genere  per assicurare la gestione  di  ogni  situazione  connessa  all’emergenza epidemiologica, possono procedere ad appalti di servizi  e  forniture in deroga ai tempi e alle modalità di  pubblicazione  dei  bandi  di gara di cui agli articoli  60,  61,  72,  73  e  74  del  codice  dei contratti pubblici.
  2. Al fine di superare le criticità dovute al crescente numero di decessi e  all’accumulo  straordinario  di   feretri   in   giacenza contenenti salme di defunti positivi al COVID-19, con la  conseguente saturazione  dei  cimiteri  e  degli  impianti  di   cremazione,   è autorizzata – anche in deroga alle procedure ordinarie  previste  dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n.  285  – la tumulazione nonchè l’inumazione del feretro in apposito  campo  a prato verde dei cimiteri in tutti i casi in cui entro  le quarantotto ore dal decesso non vi sia manifestazione di volontà  da  parte  dei familiari dei  defunti  in  ordine  alla  sepoltura  ovvero  non  sia possibile dare seguito alla volontà di cremazione del defunto  entro tre  giorni  nel  caso  in  cui  risultino  saturi  gli  impianti  di cremazione della provincia.

 

Art. 5

Disposizioni per la Regione Sardegna  

  1. La Regione Sardegna è autorizzata a versare 35 milioni di euro nella contabilità speciale aperta ai sensi dell’ordinanza n. 639 del 25 febbraio 2020, a valere per  25  milioni  di  euro  sul  capitolo SC08.8587 e per  10  milioni  di  euro  sul  capitolo  SC08.8588  del bilancio  della  regionale,  ai  fini  della  celere   acquisto   dei dispositivi di protezione individuale per affrontare l’emergenza.

 

Art. 6

Disposizioni finali

  1. Le disposizioni di cui alla presente ordinanza si applicano alle regioni a statuto speciale ed alle Province autonome  di  Trento  e Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative  norme di attuazione.
  2. Alle attività previste dalla presente ordinanza  si  provvede nell’ambito  delle   risorse   umane, finanziarie   e   strumentali disponibili a legislazioni vigente.

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

ORDINANZA n, 656 del 26 marzo 2020

Ulteriori  interventi  urgenti  di  protezione  civile  in  relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario  connesso  all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza  n. 56).

(GU n.82 del 28-3-2020)

[…]

Art. 1

Costituzione di una Unità tecnico infermieristica

  1. Per l’attuazione delle  misure  di  contenimento  e  contrasto dell’emergenza  epidemiologica  COVID  -19,  il  Dipartimento   della protezione civile, in deroga alla normativa vigente, è autorizzato a integrare  l’Unità  medico   specialistica   di   cui   all’art.   1 dell’ordinanza del Capo dipartimento della protezione civile  n.  654 del 21 marzo 2020, con una Unità tecnico infermieristica a  supporto delle strutture sanitarie regionali individuate ai sensi dei commi  2 e 3. L’Unità è composta di un  numero  massimo  di  500  infermieri scelti dal Capo del Dipartimento della protezione civile, sulla  base delle specifiche esperienze professionali ritenute necessarie, tra le seguenti categorie:
  2. a) Infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale;
  3. b) Infermieri  dipendenti  da  strutture  sanitarie  anche   non accreditate con il Servizio sanitario nazionale;
  4. c) Infermieri  libero  professionisti  anche  con  rapporto   di somministrazione di lavoro.
  5. La partecipazione alla predetta Unità è su base volontaria  e gli infermieri individuati si rendono  disponibili  a  prestare  tale attività presso  i  servizi  sanitari  regionali,  che  ne  facciano richiesta, individuati dal Capo  del  Dipartimento  della  protezione civile con priorità per quelli maggiormente in difficoltà operativa a causa dell’emergenza. Per l’impiego nella detta Unità  di  cui  al comma 1, lettera a), si prescinde dall’assenso del servizio sanitario regionale di appartenenza. Per gli infermieri di cui alla lettera  b) del medesimo comma è richiesto il previo assenso della struttura  di appartenenza qualora trattasi di strutture sanitarie accreditate  con il servizio sanitario nazionale e, per quelli di cui alla lettera c), della  struttura  presso  cui  prestano   servizio in regime di somministrazione lavoro qualora trattasi di  strutture  convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.
  6. L’attività prestata nell’Unità è considerata servizio utile a tutti gli effetti. Il Capo del Dipartimento della protezione  civile privilegia, ove possibile, l’assegnazione nei servizi sanitari  delle regioni maggiormente in difficoltà operativa a causa  dell’emergenza limitrofe a quella di provenienza dell’infermiere. Le regioni  presso cui gli infermieri sono destinati a  prestare  la  propria  attività provvedono all’alloggio del personale  ed  al  rimborso  delle  spese documentate di viaggio tra il domicilio e la sede assegnata.
  7. A ciascun infermiere dell’Unità è corrisposto, per ogni giorno di attività effettivamente  prestato,  un  premio  di  solidarietà forfettario di  200  euro,  che  non  concorre  alla  formazione  del reddito, corrisposto direttamente dal Dipartimento  della  protezione civile. Per gli infermieri di cui al comma 1, lettere a) e  b)  resta fermo il trattamento economico  complessivo,  eventualmente  già in godimento, a carico dei servizi sanitari ovvero  delle  strutture  di appartenenza.
  8. L’Unità opera fino alla cessazione dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020.
  9. Il Dipartimento della protezione civile è autorizzato, laddove le assicurazioni  professionali   degli   infermieri non coprano l’attività prestata ai sensi della presente ordinanza,  a  stipulare idonea polizza assicurativa e professionale.
  10. Agli oneri di cui al presente articolo  si  provvede  a  valere sulle somme stanziate per l’emergenza.

La presente ordinanza sarà  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 26 marzo 2020

Il Capo del Dipartimento: Borrelli

 

 

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