Passaporto italiano: solo a chi possiede la cittadinanza italiana

Passaporto italiano e possesso della cittadinanza italiana.

Il passaporto è una prerogativa ad esclusiva pertinenza dei possessori della cittadinanza italiana.

Il secondo comma dell’art. 21 (Passaporti) D.lgs 71/2011, secondo cui “se emergono dubbi sulla cittadinanza o sull’identità del titolare di un passaporto, o di chi ne ha chiesto il rilascio, ovvero negli altri casi previsti dalla normativa vigente, il capo dell’ufficio consolare, mediante apposito decreto, può circoscrivere a determinati Stati la validità territoriale del passaporto e limitarne la validità temporale per un periodo non superiore a sei mesi, eventualmente prorogabile di altri sei mesi, in attesa dei necessari accertamenti”, si riferisce evidentemente a chi sia già in possesso della cittadinanza italiana e, successivamente, sorgano dubbi sulla stessa e non a chi non abbia mai posseduto la cittadinanza italiana.

Vedi anche:

Cittadinanza italiana per stranieri

Istanza per la cittadinanza italiana, silenzio PA, ricorso al Tar, concessione e cessazione materia del contendere: ragionevole la compensazione delle spese giudiziali

Concessione della cittadinanza italiana, requisiti

Concessione della cittadinanza e precedenti penali del richiedente

Visto di ingresso, residenza elettiva, diniego

Permesso di soggiorno, rinnovo: condanna per stupefacenti impone diniego a PA

Permesso di soggiorno per stranieri

Reati ostativi permesso di soggiorno

Costo permesso di soggiorno troppo elevato: illegittimo il decreto ministeriale

 

Tar Lazio sentenza n. 11223 11 novembre 2016

[…]

per l’annullamento

del provvedimento di rigetto domanda di rilascio del passaporto, emesso dal Consolato Generale d’Italia a Porto Alegre – Brasile in data 20/11/2015 prot.(non indicato), conosciuto in data 20/11/2015 a seguito di comunicazione via posta elettronica certificata del 20/11/2015; di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali.

[…]

FATTO e DIRITTO

Con il presente ricorso, ritualmente notificato e depositato, il ricorrente, in epigrafe meglio generalizzato, impugna il provvedimento di rigetto della domanda di rilascio del passaporto, emesso dal Consolato Generale d’Italia a Porto Alegre – Brasile in data 20/11/2015.

Dichiara il sig. Omissis:

– di essere cittadino italiano iure sanguinis, discendente da emigrati italiani e residente in Brasile;

– che il suo certificato di nascita non è ancora stato trascritto nel Comune italiano;

– di avere in itinere un accertamento di stato presso il Tribunale Civile di Roma per il riconoscimento della sua cittadinanza italiana e per far trascrivere il suo certificato di nascita nel comune italiano (NRG 42625/2015).

Il sig. Omissis con istanza del 11/11/2015 ha avanzato una richiesta di passaporto al Consolato Generale d’Italia sulla scorta anche del disposto dell’articolo 21 del d.lgs 71/2011 che prevede che il dubbio sulla cittadinanza del richiedente non consente, di per sé, al Console di rifiutare il rilascio del passaporto, ma al massimo di limitare la durata del passaporto da rilasciare, per consentire di dirimere i dubbi sulla cittadinanza.

Il Console con comunicazione via PEC del 20/11/2015 – qui impugnata – ha rigettato la domanda di rilascio del passaporto.

Si è costituita l’intimata amministrazione depositando memoria e chiedendo la reiezione del ricorso.

Nella pubblica udienza odierna, il ricorso è trattenuto in decisione.

Deduce il ricorrente violazione dell’art. 21 del d.lgs. 71/2011, eccesso di potere per contraddittorietà della motivazione e per difetto di istruttoria, ai sensi degli artt. 3 e 6 l. 241/90; violazione degli artt. 3 e 16 della Costituzione; eccesso di potere per travisamento dei fatti; violazione dell’art. 3 del D.P.R. 445/2000 e dell’art. 52, punti 2 e 3, del d.lgs. 71/2011; violazione degli artt. 3, 6 e 18 della l. 241/90; violazione dell’art. 10 bis L. 241 del 1990; violazione dei principi costituzionali sul diritto a una buona amministrazione e dell’art. 41 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea; violazione dell’art. 3 della L. n. 241/1990.

Il ricorso è nel merito infondato e deve essere respinto, assorbiti i vizi formali ex art. 21 octies L. 241/90.

Infatti, poiché il ricorrente – come da lui stesso riconosciuto – non è cittadino italiano e poiché il passaporto è una prerogativa ad esclusiva pertinenza dei possessori della cittadinanza italiana, legittimamente l’amministrazione ha negato il rilascio del passaporto. Né vale l’invocato richiamo all’art. 21 (Passaporti) D.lgs 71/2011 secondo cui “1. L’ufficio consolare rilascia, rinnova, ritira il passaporto e ne estende la validità. 2. Se emergono dubbi sulla cittadinanza o sull’identità del titolare di un passaporto, o di chi ne ha chiesto il rilascio, ovvero negli altri casi previsti dalla normativa vigente, il capo dell’ufficio consolare, mediante apposito decreto, può circoscrivere a determinati Stati la validità territoriale del passaporto e limitarne la validità temporale per un periodo non superiore a sei mesi, eventualmente prorogabile di altri sei mesi, in attesa dei necessari accertamenti”. Infatti, il secondo comma si riferisce evidentemente a chi sia già in possesso della cittadinanza italiana e, successivamente, sorgano dubbi sulla stessa e non, come invece nella presente fattispecie, a chi non abbia mai posseduto la cittadinanza italiana.

E’ pertanto evidente che il ricorrente, una volta ottenuta la cittadinanza italiana, potrà chiedere il passaporto italiano. Né ha alcun pregio il richiamato art. 10 D.Lgs 71/2011 che evidentemente non attribuisce al capo dell’Ufficio Consolare il potere di sostituirsi al Ministero dell’Interno per il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Le spese seguono la soccombenza e, liquidate in E. 1.000,00 sono poste a carico del ricorrente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite liquidate in E. 1.000,00.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2016 […]

 

 

Precedente Accorpamento classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento istruzione secondaria Successivo Lavori abusivi, totale difformità dell’opera: anche parte legittima edificio va demolita