Permesso di soggiorno, imprescindibile il possesso di un reddito minimo

Consiglio di Stato sentenza n. 3091 18 giugno 2015

Il possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero costituisce una condizione soggettiva non eludibile, ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale, mentre l’insussistenza del requisito costituisce un motivo ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno.

Il requisito reddituale è, infatti, finalizzato ad evitare che nella comunità nazionale vi siano soggetti che non sono in grado di offrire un’adeguata contropartita in termini di lavoro e, quindi, di formazione del prodotto nazionale e di partecipazione fiscale alla spesa pubblica. Inoltre la dimostrazione di un reddito di lavoro, o di altra fonte lecita di sostentamento, è garanzia che il cittadino extracomunitario non si dedichi ad attività illecite o criminose.

 

Consiglio di Stato sentenza n. 3091 18 giugno 2015

[…]

FATTO e DIRITTO

1.- Il signor Omissis ha impugnato davanti al T.A.R. per la Liguria il decreto con il quale il Questore della Provincia di Omissis gli ha negato, in data 11 febbraio 2010, il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, richiesto il 6 agosto 2009, a causa della carenza del requisito reddituale richiesto dall’art. 26, comma 3, del d.lgs. n. 286 del 1998.

2.- Il T.A.R. per la Liguria, con sentenza della Sezione II, n. 845 del 15 giugno 2012, ha respinto il ricorso.

In particolare, il T.A.R., dopo aver ricordato che il comma 3 dell’art. 26 del d.lgs. n. 286 del 1998 prevede che il lavoratore non appartenente all’Unione europea, per avere un permesso di soggiorno, deve comunque dimostrare di disporre di idonea sistemazione locativa e di un reddito annuo, proveniente da fonti lecite, di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, ha rilevato che, nel caso di specie, l’interessato «ha prodotto la dichiarazione relativa ai compensi percepiti nell’anno 2009 quantificabili in un importo nettamente inferiore (€ 3.304,00) a quello richiesto dalla descritta normativa», pari ad Euro 8.263,31.

3.- Il signor Omissis ha appellato l’indicata sentenza sostenendone l’erroneità ed evidenziando che, prima della notifica del provvedimento di rigetto, in data 25 settembre 2010, aveva inviato una dichiarazione integrativa al mod. UNICO 2009, riportante quale reddito complessivo per l’anno 2008, la somma di Euro 9.554,00, superiore al minimo previsto dalla legge.

4.- Al riguardo, come ha già fatto anche il T.A.R., si deve ricordare che, ai sensi dell’art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286 del 1998, recante il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, il permesso di soggiorno e il suo rinnovo sono rifiutati quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato.

L’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 286 del 1998, consente l’ingresso nel territorio nazionale allo straniero che dimostri di essere in possesso di idonea documentazione atta a confermare lo scopo e le condizioni del soggiorno e che, in particolare, disponga di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno.

A tal fine si considera l’importo dell’assegno sociale come parametro di ragionevolezza in base al quale valutare l’adeguatezza o meno del reddito percepito dallo straniero nel passato o atteso nel futuro.

4.1.- Per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, l’art. 9, comma 1, del d.lgs. n. 286 del 1998 prevede poi che lo straniero, in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, possa chiedere al questore il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per sé e per i familiari, se dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente secondo i parametri indicati nell’articolo 29, comma 3, lettera b), nonché di un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall’Azienda unità sanitaria locale competente per territorio.

5.- Il possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero costituisce, pertanto, una condizione soggettiva non eludibile, ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso dello straniero nella comunità nazionale, mentre l’insussistenza del requisito costituisce un motivo ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno (Consiglio di Stato, Sez. III, n. 1231 del 10 marzo 2015).

Il requisito reddituale è, infatti, finalizzato ad evitare che nella comunità nazionale vi siano soggetti che non sono in grado di offrire un’adeguata contropartita in termini di lavoro e, quindi, di formazione del prodotto nazionale e di partecipazione fiscale alla spesa pubblica. Inoltre la dimostrazione di un reddito di lavoro, o di altra fonte lecita di sostentamento, è garanzia che il cittadino extracomunitario non si dedichi ad attività illecite o criminose (Consiglio di Stato, Sez. III, n. 1687 del 9 aprile 2014).

6. Ciò posto, nella fattispecie, il Questore della Provincia di Omissis ha respinto la richiesta del signor Omissis perché questi non ha dato dimostrazione di disporre del reddito necessario e sufficiente per il proprio mantenimento.

Sulla base delle norme che sono state su ricordate e delle ragioni che ha esposto il Questore della Provincia di Omissis nel suo provvedimento di diniego, che sono confermate dagli atti, l’appello deve essere respinto.

Infatti, l’appellante con la sua richiesta aveva dato dimostrazione di possedere un reddito (per il 2008) di € 3.304,00 che era risultato nettamente inferiore a quello richiesto dalla descritta normativa.

7.- Mentre non può incidere sulla legittimità dell’impugnato diniego l’avvenuta successiva dimostrazione, mediante l’invio di una copia della dichiarazione integrativa al mod. UNICO 2009, del possesso di un reddito complessivo, per l’anno 2008, pari ad € 9.554,00, superiore al minimo previsto dalla legge, avendo l’interessato dato comunicazione di tale circostanza solo il 25 settembre 2010, in data successiva all’adozione, in data 11 febbraio 2010, dell’impugnato provvedimento di diniego e, quindi, tardivamente.

8.- Peraltro di tale circostanza, come pure degli ulteriori atti esibiti in giudizio, riguardanti il possesso di un reddito superiore ai minimi di legge per gli anni 2010, 2011 e 2012, potrà eventualmente tenere conto l’Amministrazione, qualora sussistano tutti i presupposti, in sede di ulteriore esame della posizione dell’appellante.

9.- In conclusione, l’appello deve essere respinto.

Le spese del grado di appello possono essere integralmente compensate fra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Dispone la compensazione integrale fra le parti delle spese e competenze del grado di appello.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 28 maggio 2015 […]

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