Anche dopo adozione Piano educativo individualizzato giurisdizione del giudice amministrativo

Adottato il piano educativo individualizzato la domanda con la quale si chiede l’accertamento del diritto del minore disabile a beneficiare di un’attività di sostegno prevista nello stesso va rivolta al giudice amministrativo.

In presenza di una domanda con la quale si chiede l’accertamento del diritto del minore disabile a beneficiare di un’attività di sostegno prevista nel piano educativo individualizzato va affermata la giurisdizione del giudice amministrativo comportando tale domanda la verifica del corretto espletamento dei poteri pubblicistici, e ciò sia quando le determinazioni non siano state ancora cristallizzate nel PEI adottato a conclusione dell’iter procedimentale relativo ovvero quando invece esse lo siano state in un momento successivo, in quanto le questioni rimesse al sindacato di questo giudice non attengono ad una ipotetica fase di “attuazione” di un provvedimento definitivamente cristallizzato (non essendolo nemmeno il PEI), ma riguardando sempre piuttosto la determinazione dell’attività di sostegno appropriata (secondo le risultanze diagnostiche acquisite). In tale senso, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo coinvolge inevitabilmente sia posizioni di interesse legittimo all’eliminazione dei provvedimenti illegittimi (in relazione all’inadeguata assegnazione di ore di sostegno ed alla carente attuazione dei piani educativi, nell’ambito della programmazione scolastica) sia di diritto soggettivo al connesso riconoscimento dell’attività di sostegno idonea a garantire il bene fondamentale del diritto allo studio ed all’integrazione scolastica, senza che le posizioni predette possano essere tutelate separatamente, se non a pena di compromettere la pienezza e l’efficacia della tutela medesima.

Vedi anche:

Disabili, mancata assegnazione insegnante di sostegno, danno morale

Sostegno minori disabili, se manca il P.E.I. può temporaneamente assegnarsi al minore il numero di ore dell’anno precedente

Disabili, scuole, pari opportunità, ore insegnante sostegno

Requisiti accesso corsi speciali per diploma specializzazione sostegno alunni disabili

Disabili, scuole, pari opportunità, ore insegnante sostegno

 

Tar Sicilia sentenza n. 2375 15 ottobre 2016

[…]

per l’accertamento

previa misura cautelare,

quanto al ricorso principale: del diritto del minore -OMISSIS-ad essere assistito da un insegnante di sostegno secondo il rapporto 1/1 per l’intero percorso di studi e comunque per 22 ore nel corrente anno scolastico, così come risulta necessario attesa la grave disabilità del minore;

ED ALTRESI’ PER LA CONDANNA

delle Amministrazioni resistenti all’assegnazione, in favore del minore -OMISSIS-, di un insegnante di sostegno secondo il rapporto 1/1 e comunque per 22 ore nel corrente anno scolastico, così come risulta necessario attesa la grave disabilità del minore;

NONCHÉ PER IL RICONOSCIMENTO

del diritto del minore -OMISSIS-e del proprio padre -OMISSIS-al risarcimento del danno non patrimoniale sofferto a causa della mancata tempestiva assegnazione di un numero adeguato di ore di sostegno;

ED ALTRESI’ PER LA CONDANNA

del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e dell’Ufficio Scolastico Regionale, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore al risarcimento del danno non patrimoniale sofferto dal minore -OMISSIS-e del proprio padre a causa della mancata tempestiva assegnazione di un numero adeguato di ore di sostegno;

quanto al ricorso per motivi aggiunti:

dei provvedimenti del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale Omissis di Piana degli Albanesi (PA) con i quali è stata disposta l’assegnazione di un insegnante di sostegno per un numero insufficiente di ore dì sostegno – 16 ore-;

dei provvedimenti (dei quali non si conoscono gli estremi) con i quali il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale, hanno assegnato all’Istituto scolastico frequentato dal minore, un numero di insegnanti insufficiente ad assicurare un adeguato sostegno scolastico ai disabili gravi iscritti presso tale Istituto Scolastico;

di tutti gli atti presupposti connessi e consequenziali;

[…]

I – Con il ricorso ed i motivi aggiunti indicati in epigrafe, l’istante ha impugnato, censurandone l’illegittimità per violazione dei principi dell’ordinamento, il provvedimento della direzione didattica con cui erano assegnate al figlio minore un numero di ore di insegnamento di sostegno insufficienti in relazione alle esigenze e non idonee a garantire alla stessa il pieno diritto allo studio e all’integrazione scolastica; di tal ché, la stessa ha chiesto, oltre l’accertamento del diritto ad avere assegnato un insegnante di sostegno in deroga (secondo il rapporto 1/1), come determinato dal GLIS per il 2015 (22 ore) ed anche il risarcimento del danno patito e conseguente al mancato godimento per l’a.s. 2015-2016 (con i motivi aggiunti infatti, risulta gravato l’atto di assegnazione di un numero inferiore di ore).

Si è costituita per resistere l’Amministrazione.

Con ordinanza n. 1162 del 2015 era accolta la domanda cautelare.

All’udienza di discussione la causa è stata trattenuta in decisione, insistendo la parte ricorrente per tutte le domande proposte ed evidenziando la necessità di una pronunzia conformativa di questo Tribunale e di contro l’Amministrazione per la reiezione del gravame, anche ed in particolare per quanto concerne la domanda risarcitoria.

II – Osserva il Collegio che la causa può essere decisa in forma semplificata ai sensi dell’art. 74 c.p.a. in ragione dell’indirizzo assunto da questo Tribunale con la sentenza n. 2192 del 2016, e dal Consiglio di Giustizia amministrativa attraverso una serie di recentissime pronunzie (ex multis, CGA 29 luglio 2016, n. 248), da cui il Collegio non intende discostarsi.

Va riaffermata, dunque, la giurisdizione del giudice amministrativo in presenza di una domanda con la quale si chiede l’accertamento del diritto del minore disabile a beneficiare di un’attività di sostegno prevista nel piano educativo individualizzato, comportando tale domanda la verifica del corretto espletamento dei poteri pubblicistici, e ciò sia quando “le determinazioni non siano state ancora cristallizzate nel PEI adottato a conclusione dell’iter procedimentale relativo …ovvero quando invece esse lo siano state in un momento successivo”, in quanto le questioni rimesse al sindacato di questo giudice non attengono “ad una ipotetica fase di “attuazione” di un provvedimento definitivamente cristallizzato (non essendolo nemmeno il PEI), ma riguardando sempre piuttosto la determinazione dell’attività di sostegno appropriata (secondo le risultanze diagnostiche acquisite)” (cfr. CGA, cit.). In tale senso, la giurisdizione esclusiva di questo giudice coinvolge inevitabilmente sia posizioni di interesse legittimo all’eliminazione dei provvedimenti illegittimi (in relazione all’inadeguata assegnazione di ore di sostegno ed alla carente attuazione dei piani educativi, nell’ambito della programmazione scolastica) sia di diritto soggettivo al connesso riconoscimento dell’attività di sostegno idonea a garantire il bene fondamentale del diritto allo studio ed all’integrazione scolastica, senza che le posizioni predette possano essere tutelate separatamente, se non a pena di compromettere la pienezza e l’efficacia della tutela medesima.

III – Ciò premesso, il ricorso non può che essere dichiarato improcedibile con riferimento all’anno scolastico trascorso; tuttavia, rileva il Collegio la fondatezza della domanda principale riguardante il riconoscimento del diritto del minore all’assegnazione dell’insegnante di sostegno per le ore determinate nel PEI, con la precisazione che per gli anni futuri rimane l’obbligo delle Amministrazioni intimate – ciascuna per quanto di competenza – di adottare i provvedimenti di propria competenza ai fini di consentire l’attuazione delle misure che saranno previste per la piena integrazione scolastica del disabile, secondo le ore che dovranno essere puntualmente indicate dal Gruppo misto.

IV – Per quanto concerne l’ulteriore domanda risarcitoria in ordine al danno non patrimoniale formulata in gravame, il Collegio ritiene di non poterla accogliere, sulla base delle considerazioni svolte dal giudice di appello nelle pronunzie sopra richiamate, con riferimento alla prospettazione svolta dagli interessati in termine meramente presuntivi. In vero, non è neppure ravvisabile la sussistenza dei profili soggettivi dell’illiceità della condotta, non essendo disponibili dall’inizio i dati relativi al numero di ore di sostegno necessarie in relazione al deficit accertato.

V – Le spese del giudizio, atteso l’accoglimento della domanda principale relativa alla spettanza del diritto al sostegno in favore del minore, sono poste a carico dell’Amministrazione resistente, nella misura liquidata in dispositivo, oltre al rimborso del contributo unificato al giudicato.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, in parte li dichiara improcedibili, in parte li accoglie – nei limiti di cui in motivazione – ed in parte li respinge con riferimento alla domanda di risarcimento del danno.

Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese di giudizio, che liquida, in favore della parte ricorrente, quantificandole nella somma complessiva di euro 1.000,00 (mille/00), oltre accessori come per legge ed al rimborso del contributo unificato al giudicato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui agli artt. 52 commi 1,2 e 5 e 22, comma 8 D.lg.s. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di presone comunque ivi citate.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 5 ottobre 2016 […]

 

Precedente Requisiti per regolarizzare badante ex legge 102 2009 Successivo Pratiche edilizie, tempistica